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29 luglio 2010

Franti - Il giardino delle quindici pietre #1986

Franti è il cattivo del libro Cuore, quello che rompe i vetri a fiondate. Così si presenta la cult band torinese nella scena punk italiana all’inizio degli '80. Con una poesia profonda intrisa nei testi e una miscela di punk, folk, jazz, hard-core e sperimentazioni ad accompagnare la voce irraggiungibile di Lalli.
Il giardino delle quindici pietre è una storia trovata in giro, un luogo realmente esistente di cui nessuno ricorda i particolari. Ma è anche il romanzo mai finito di Stefano Giaccone dalla cui non fine nasce il disco, nelle sue uniche 1550 copie in vinile.
Un disco contaminato, rock per gli autori, in cui la polivalenza dei singoli costruisce un percorso misto, di poesia, recitazione e musica.
Cosa si nasconde nell’opera? Qual è la pietra che sfugge?
Un sottile filo di mistero perso in un senso di irraggiungibilità e irrealtà permeano questo album onirico. Dodici brani recitati e suonati scivolano in un letto di fiati-piano-parole-corde tirate all'estremo che si portano via i detriti dei nostri grovigli mentali. Tutto comincia con Il battito del cuore, rock-steady antico in cui i versi recitati da Lalli affiorano come un risveglio dall’inquietudine. Si prosegue con lo psycho-rock di Acqua di luna, colonna sonora del video Untreu di Mimmo Calopresti e Claudio Paletto. L’uomo sul balcone di Beckett è un macigno scagliato dalla voce di Lalli verso i nostri animi intenti ad ascoltare versi, come "ho sognato di sentire una chiave aprir la mia porta". Every time è un acid-blues che sfuma a fine lato A per riprendere quando giriamo il disco. Seguono brevi secondi di tributo ai NEGAZIONE, altra cult band dell’underground d’epoca. E ancora Hollywood army, heavy-punk al modo dei KINA (l’altro gruppo dei primi vagiti punk italiani, insieme ai CCCP), con il suo seguito naturale Big black mothers, racconto hard-core in italiano e inglese. Micrò Micrò ed Elena 5 e 9 sono spazi per gli assoli di Lalli e del suo strumento-voce e di Giaccone che sembra smontare il sax procurandoci un brivido. L’ultimo brano recitato è Nel giorno secolo, marcia musicata di una poesia di Mario Boi a cui fa seguito À suivre che chiude il capolavoro con un duetto armonioso di piano e trombone.
Dopo l’ultima nota, quando il braccio meccanico ritorna in posizione off e il vinile si ferma, quando è girata l’ultima pagina del libro di poesie-racconti-testi-disegni b/w, che fa da contenitore e contenuto stesso dell’opera, quello che aleggia nell’aria è un pensiero, la quindicesima pietra che appare, un desiderio di scappare...via, lontano da qui.

dal blog dalla parte di spessotto

Franti - Hollywood army


Tracklist:

a1. Il battito del cuore
a2. Acqua di luna
a3. L'uomo sul balcone di Beckett
a4. Every time...da Attica

b1. Every time...a Soweto
b2. Ai Negazione
b3. Hollywood army/Big black mothers
b4. Micrò micrò...per Demetrio
b5. Elena 5 e 9
b6. Nel giorno secolo
b7. À suivre

Blu Bus
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Download here

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7 commenti:

Sull'Amaca ha detto...

Grazie!!! Ricordo male o esiste anche un edizione con la copertina diversa?

Titus Bresthell ha detto...

so che c'è un'altra edizione ma non riesco a trovare la cover..
grazie a te per il commento!

desbela ha detto...

Questo è proprio bello.
L'altra cover è quella rosso e nera con il pugno e la streaata si mano?

Titus Bresthell ha detto...

no, quella è l'ultima (ri)edizione di NON CLASSIFICATO..

desbela ha detto...

Non ero sicuro infatti.

paoloblog ha detto...

sono contento che sia piaciuto il post :D I Franti mancano, cazzo!

Anonimo ha detto...

riuploadare please... :)