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27 novembre 2017

Militia - Dunarobba #1990

MILITIA is an Italian post-punk/alternative rock from Perugia. MILITIA was born officially in late ‘82 when a post-punk band called STRANGE MILITIA, formed in 1979 (before as LO NOIZE), disbanded. Founder members: Dario Bavicchi (keyboards, electronics, guitar and vocals), Fabrizio Croce (rhythms, electronics and vocals) and Giovanni Romualdi (guitars). Bass players were, in chronological appearance, Augusto Croce (late founder of AIDONS LA NORVEGE), Nicoletta Vinti (late in London with THE PASSIONS and with TRANSGLOBAL UNDERGROUND original line-up), Claudio Castrini, Andrea Conversano (a long-time member of the band), Arlo Bigazzi (solo-artist and founder of Materiali Sonori Label) and Aroldo Toccaceli. Without a bass player the three remaining members are still continuing in 2006 as open line-up featuring part-time collaborators.
The live activity of MILITIA was developed between 1984 and 1992 with tours in Germany and in Holland and concerts all over Italy; they performed in the most representative italian clubs and billed in the most important festivals of that period, contributing to start an italian “new-wave” scene. During their career they received sincere appreciation worldwide. At the end of the ‘80’s MILITIA started a partnership with Materiali Sonori label, the oldest italian “indie”. Two records will be produced with this important label: Dunarobba and Elvengamello.
The first part of the MILITIA career is signed by a classical wave production, dark atmospheres and really energetic post-punk bases. With the Dunarobba record starts an experimental itinerary that it will continue until the last works.
Since 1996 MILITIA started also to work for avant-garde theatre, cinema and visual arts.




Tracklist:

a1. Sei mesi di luce
a2. Il signore n. 6
a3. Lo scherzo dentro
a4. Notturno

b1. D'Aria
b2. Dunarobba
b3. Eva

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 https://mega.nz/#!lkhEnB5A!3Sdds7wBKNKNUScQ5fJUXaXgf-PJV7sYVzkWo0hMafU

11 gennaio 2014

Theo Teardo & Blixa Bargeld - Still smiling #2013


Chi ha letto sul Mucchio la nostra intervista di un paio di mesi fa conosce già i retroscena del rapporto di amicizia, più ancora che di sodalizio artistico, che lega Teho Teardo e Blixa Bargeld dai tempi dello spettacolo Ingiuria, nel 2009, proseguito nel 2010 nella colonna sonora di Una vita tranquilla di Claudio Cupellini.
Due anni di idee e musiche, rimbalzate fra lo studio di Teardo, a Roma, e quello di Bargeld, o meglio, dei suoi EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN, con l’appoggio sostanziale del violoncello di Martina Bertoni e del BALANESCU QUARTET; due pezzi già noti, la cover di Alone with the moon dei TIGER LILIES e la revisione proprio di A quiet life; dieci altri brani in cui i caratteri più estremi del duo si stemperano verso orizzonti dalle grandi aperture liriche (mai puramente melodiche, attenzione; semmai, potentemente suggestive), dove il lavoro di cesello di Teho si sposa con una voce antica e quasi implacabile come quella di Blixa. Una voce che affronta la nostra lingua, nonostante le scuse di rito (Mi scusi), con un’eleganza sconosciuta a parecchi dei nostri cantanti, si destreggia con l’inglese in bilico fra dramma e grottesco (Still smiling), sfodera, anche nella sua lingua, insospettabili doti da coroner. All’industrial che fu, per tutti e due, un perno importante su cui far ruotare le proprie suggestioni, si sostituisce una modulazione notturna, suggestiva, verrebbe da azzardare incantata. È lo stupore di fronte all’eterna suggestione delle note e dei timbri che reggono tutto il percorso di un cd impossibile da infilare in qualsiasi insieme chiuso. Se volete, chiamatela elettronica ben temperata, oppure acustica emotiva dei relé (ma mica solo di quelli), tanto per divertirvi. Ancora una volta, meglio ascoltare, che (de)scrivere.

Pubblicato sul Mucchio 706

Theo Teardo & Blixa Bargeld - A quiet life

Tracklist:

01. Mi scusi
02. Come up and see me
03. Axolotl
04. Buntmetalldiebe
05. Still smiling
06. Nocturnalie
07. Alone with the moon
08. What if...?
08. Konjunktiv II
09. A quiet life
10. Defenestrazioni

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5 gennaio 2014

Heroin In Tahiti - Death surf #2012

A duo from Rome, Italy, Heroin In Tahiti is composed by Valerio Mattioli (AAVV Videos, THETLVMTH) and Francesco De Figueiredo (OPIUM CHILD), both hailing from the so named “Borgata Boredom” scene, a sort of local community based in Roma Est (East Rome), the crumbling and deteriorated neighborhoods which were already immortalized by Pasolini and Neorealist Cinema (think of Pasolini, De Sica, Visconti etc).
The duo plays a variety of cheap guitars, analog synths, drum machines and pedals, achieving a dirtiness which is tragically lo-fi and out-of-time at the same time: a Spaghetti wasteland, as they call it. 

Inspired by the classic Italian “spaghetti sound” turned into a depressed and paranoid version of the typical twang-surf of Morricone’s scores, Death surf is an hypothetical soundtrack of an old mondo-movie gone bad. The album drags the oppressive heat and bad habits of the Mediterranean to the radioactive beaches of Polynesia, discovering non-existent tribes, invented costumes, misplaced traditions and colonial exoticisms.
Think of drinking a frozen Daiquiri on a solitary beach while watching a poorly tuned TV broadcasting loops of “If you meet Sartana pray for your death”, while Mururoa tests are happening at the horizon.
If this was the soundtrack of the end, it couldn’t be more doped.

via Boring Machines


Heroin In Tahiti - Heroin In Tahiti

Tracklist:

a1. Death surf
a2. Spaghetti wasteland
a3. Campomorto/E Kipa Mai

b1. Zoom
b2. Ex-giants on dope
b3. Sartana
b4. Heroin in Tahiti

Boring Machines
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Bandcamp
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29 dicembre 2013

La Morte - La Morte #2012

La Morte nasce all'inizio del 2012 quando Riccardo Gamondi (UOCHI TOKI) chiede a Giovanni Succi (BACHI DA PIETRA) una selezione di letture da sonorizzare con l'elettronica. Succi delinea idea, tema e nome del progetto che nella primavera del 2012 è alle prime sessioni di registrazione delle voci al Fiscerprais Studio. Sulle letture interviene poi Gamondi, selezionandole a sua volta in base alla propria ispirazione e componendo su di esse parti da campionamenti e field recording. Attraverso la voce e l'elettronica il progetto propone pagine sparse della letteratura occidentale dal medioevo ad oggi in prosa (con la sola eccezione per i versi di Iacopone da Todi) sul tema della morte. La ricetta è semplice e come per le fiabe non si richiede all'ascoltatore altro requisito se non la propensione all'ascolto.
L'invito è ad avventurarsi ad occhi chiusi nell'esperienza narrativa attraverso i suoni, spogliandosi degli eventuali preconcetti (positivi o negativi) sugli autori, che non vengono dichiarati preventivamente, seppur siano rintracciabili attraverso un link (non ancora attivo). Si tratta in fondo di voci umane, stralci di esperienze di individui reali nel tempo: come se la morte ne avesse dispersi i nomi e le opere e non ne fossero rimaste che tracce. Quello tra autore e ascoltatore si ripropone così come un rapporto tra pari. Pari in quanto umani; pari in quanto mortali.
Per avvicinarsi a La Morte non occorre alcuna erudizione, così come è innegabile che nessuna conoscenza, in quel frangente reale, potrà mai fare la differenza per nessuno.

da SoundCloud


La Morte - La vita è finita


Tracklist:

a1. L'occhio medico/Due ore di vita/Subito!/Caduta è la carne

b1. In un cielo vuoto/Nel gelo di un ordine immobile/La vita è finita/Chi l'avrebbe mai immaginato

Corpoc/Anemic Dracula records
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Website
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15 settembre 2013

Bardini/Fiori Carones - Il viale giallo della vergogna (tape) #1980

Quale sorpresa per tutti coloro che amano le emozioni genuine, oserei dire cervicali e demenziali allo steso tempo (nel senso positivo dei termini). Questo vero e proprio Ep in cassetta la  cui durata complessiva è di 13'38", è di salutare freschezza da parte del giovane flautista dei THELEMA (Gregorio Bardini) e del "suonatore" di chitarre più originale e carico di idee che io conosca (Fiori Carones). Quattro brani le cui atmosfere richiamano solo per un istante lievi giornate accaldate in terra d'Oriente. Quasi una vacanza sonora, in cui si fondono insieme varie immagini di cartoline del Medio Oriente. Il miraggio, la confusione, il cambio di civiltà, calde e pazienti giornate passate alla visita delle città lontane. Questo non è che un richiamo sottilissimo, quasi impercettibile, come dimostra L'oriente non si vede uno dei titoli più omogenei e felici del breve lavoro. Non mi piacciono gli accostamenti di etichette o di suoni derivati da questo, o da quel musicista o presunto tale, ma solo per invogliarvi all'ascolto potrei sistemare questo sillabario sonoro, utile e discreto come ogni libro di scuola, come una piccola fusione tra gli WIRE più intransigenti e i primi DISSIDENTEN.
Meglio poca musica, di qualità emozionalmente sincera, che interi Lp's di suoni falsi, stantii e alla moda. Complimenti! (Luca Rigato)

via & thanks to Metro Under-core


Bardini-Fiori Carones - L'Oriente non si vede

Tracklist:

a1. Sotto di me il fiume
a2. Danza del primo inverno

b1. L'Oriente non si vede
b2. Il viale giallo della vergogna

Self-released?
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18 agosto 2013

Thelema - Rosa†Croce (tape) #1985

Le origini di un gruppo musicale sono sempre avvolte da leggende o strane storie.
Non è il caso dei Thelema.
Infatti il gruppo si formò nel più normale dei modi nell'inverno del 1984 a Modena quando Massimo Mantovani ex BLOUSONS NOIRS, il bassista Giorgio Parmigiani ex THROBS OF PLEASURE e Gregorio Bardini ex T.A.C. diedero vita alla band ispirati alle idee, alla filosofia e all’opera esoterica di Aleister Crowley, chiamandola appunto Thelema.
La prima urgenza fu quella di cercare un batterista e lo trovarono in Marco Bucciarelli. Con questa prima line-up composero i primi brani (The Golem, The Dance of the Witches, Sweet Pain, e le inevitabili covers di SIOUXIE AND THE BANSHEES e VELVET UNDERGROUND e di altri gruppi). Sicuramente influenzati dalla dark-wave e dal post-punk inglese dell'epoca, riuscirono comunque a dare una propria impronta sonora alle loro canzoni, dove una importante miscelazione quasi tribale tra basso e batteria creava il tappeto ritmico per le armonie di chitarra elettrica e tastiere, il tutto sorvolato dalle melodie vocali non sempre cantate ma anche urlate. L'esordio dal vivo risale al novembre del 1984 ad Ostiglia (Mantova) nel quale suonarono il loro totale repertorio di allora. Realizzarono un primo demo-tape chiamato The Golem and the fall of the dying gods contenente 5 brani e nella facciata b uno stralcio di quel concerto. Nel dicembre dello stesso anno registrarono il primo singolo Rosa Alchemica che uscì nei primi mesi del 1985 insieme alla fanzine Signal di Sandro Bergamo per le Edizioni Lumiere. Le recensioni sulle riviste specializzate e sulle fanzine furono unanimemente positive, e i Thelema iniziarono anche una costante attività live.
Sempre nel 1985 Massimo e Gregorio incisero un nastro di musica rituale intitolato Rosa†Croce, le cui prime 93 copie furono numerate in oro. I primi consensi di pubblico, specialmente a livello locale, li portarono subito in studio per registrare altri nuovi brani. [...]

dal sito

Tracklist:

a1. Side A
(Agape/Baphometh/Paris works)

b1. Side B
(Mary torn upon the wheels/The vision and the voice/The laird of boleskine/Laird dub)

Self-released
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Website
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31 marzo 2013

VV.AA. - Songs for a child - A tribute to Pier Paolo Pasolini #2009

La label italiana Rustblade decide di omaggiare la figura di Pier Paolo Pasolini con questo tributo che esce in edizione limitata (696 copie) e in una curatissima veste grafica opera del maestro Saturno Buttò. Una compilation di 14 brani quindi, per lo più inediti, che abbraccia quanto di meglio si muove oggi in Italia, e non solo, all'interno del panorama sperimentale post-industriale.
Un sottile fil rouge lega questa raccolta ad un famoso antecedente storico-musicale, ovvero  l'omaggio che il duo albionico di COIL aveva reso alla figura dell'artista friulano con quella Ostia (The Death Of Pasolini) contenuta all'interno dello splendido Horse Rotorvator e che inaugura magistralmente questo lavoro, quasi un'epigrafe posta a sancire un passaggio di testimone tra un glorioso passato e un luminoso presente. Si prosegue quindi con BAHNTIER, creatura di Stefano Rossello già mente della stessa Rustblade, che con Childawn ci propone una elegante suite di ambient esoterico, distante dai tradizionali lidi sonori elettronico-industriali a cui ci aveva abituati nelle sue precedenti produzioni. Ed ecco quindi arrivare Simone Salvatori, SPIRITUAL FRONT, che con l'ottimo folk-pop di Erotic sacrifice ci dà un assaggio di quello che sarà il suo nuovo lavoro, seguito di quell'acclamatissimo Armageddon Gigolò che aveva stregato pubblico e critica nel 2006.
Diverte e inquieta, invece, il bizzarro pastiche post-industriale di Pppetrolio, ad opera di TEATRO SATANICO, probabilmente uno dei pezzi più eccentrici presenti in questa raccolta. Una mefitica cappa di nera pece annuncia Never closed my eyes, episodio a firma IN SLAUGHTER NATIVES, che si caratterizza per un deciso appeal esoterico, come nella miglior tradizione di questo leggendario combo scandinavo che ha marchiato a fuoco l'epopea death-industrial anni 90.
La palma d'oro della miglior opera contenuta in questo lavoro spetta però a Stefano Musso aka ALIO DIE e alla sua Splendido struggente: una delicata e tormentata sonata per archi intrisa di quel sapore classicheggiante tanto caro all'autore del Vangelo Secondo Matteo e sovrastata dalla voce del poeta che declama le sue appassionate e ardite liriche civili. [...]
Da un punto di vista prettamente musciale, tuttavia, Songs for a child funziona e ci permette oltretutto di tirare le somme sull'ottimo stato di salute della scena post-industriale italiana.

da Ondarock


Tracklist:


01. COIL -  Ostia (The Death of Pasolini)
02. BAHNTIER -  Childawn
03. SPIRITUAL FRONT - My Erotic Sacrifice
04. AH CAMA-SOTZ - Les Mille Et Une Nuits
05. ALIO DIE - Splendido Struggente
06. TEATRO SATANICO - Ppppetrolio
07. IN SLAUGHTER NATIVES - Never Closed My Eyes
08. CONDANNA - Sotto un Cielo Di Fango E Sangue
09. BLACK SUN PRODUCTIONS - Supplica
10. NUEVA GERMANIA - Dresden (At4 Version)
11. THE FROZEN AUTUMN - Citywards (Instrumental)
12. SANDBLASTING - Memories
13. WERTHAM - 30.09.1949
14. CATHOLIC BOYS IN HEAVY LEATHER - The Spirit of Love

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23 dicembre 2012

Andrea Belfi - Knots #2008

Italian drummer Andrea Belfi truly drives his new solo release into a poly-rhythmic drum circle from another dimension. The whole work not only sounds wonderful but, more importantly, Andrea Belfi has developed a strong spatial sense characterized by a crystal clear cymbal tone, deep, warm bass drum, drone-like electronica and a never ending groove.
Andrea Belfi (1979) has been playing drums since the age of 14. He studied art in Milan and has been working in the experimental music field since 2000. In his live set AB faces the audience with an essential drum set, surrounded by synthesizers, a loop station, some contact microphones, an harmonica and two small-size speakers. The acoustic elements and the electronic ones mingle, intertwine and sometimes switch places: the acoustic sounds are treated as they were electronic, and the actual electronic ones are played at the very moment. Rhythmic patterns go beyond the mere beat as AB shapes them in cycles, ever-circling but ever-changing, both reassuring and surprising. A careful preparatory work, which consists in a previous and much reflected upon selection of emotional scenarios, allows the live set to be spontaneous and to “live the moment”, definitively avoiding any over-conceptualization. AB main achievement is the building of “proper” songs through a radical improvisation rather than through the use of fixed and codified elements.

da die Schachtel


Andrea Belfi - Parte terza

Tracklist:

01. Parte prima
02. Parte seconda
03. Parte terza
04. Parte quarta

Die Schachtel
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14 febbraio 2012

Bad Sector - Ampos (reissue) #2002

Bad Sector is a one man project formed by Italian electronics engineer Massimo Magrini. His background in computer music and research allowed him to create his own analogue and digital synthesizers. Bad Sector was conceived as a means to explore an area where ambient, electronic and dark minimalistic music intersect. His first cd, Ampos, is an interesting gem in the realm of experimental music, as it aptly captures the sound of machinery being well manipulated for musical means. Despite the fact that the whole of Ampos is free of song structure or identifiable instrumentation, the music is surprisingly developed and, if you will, musical. Ahem. I kid you not.
The best way to describe Ampos is to call it "Whale Music as performed by circuit bent machinery". Distorted throbbing layers of cracked tones float, decay and harmonize throughout the album, creating rather intriguing soundscapes that almost, but not quite, become melodic structures. There are occasional distorted voices ((Some Gods) is the only track where any sort of human voice is prominent) but in general, Ampos is the creation of manipulated technology. Although there are plenty of frequencies that border on harsh noise, this album never becomes a tedious exercise in sheer noise and pain, the failings of many experimental industrial musicians. MERZBOW, I am looking right at you, pal.
Ampos is a haunting, enveloping creation that supercedes most expectations of this sort of music. It is best enjoyed through headphones or, if you have a house in the country with no other occupants, at high volume through surround sound speakers.

via Satan Stole My Teddybear music reviews


Bad Sector - Takron


Tracklist:

01. Ampos
02. Drulco
03. Moblo
04. Trozou
05. Neku
06. Ahibbe
07. Takron
08. Ze
09. Rsaa
10. Negi
11. (Some gods)
12. Oxis
13. Ader

Power & Steel
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12 agosto 2011

Rosemary's Baby - Andrew Woodhouse #1986

Fin dal principio del suo operato, RSB dichiarò di porre il TOPY come punto di partenza e non necessariamente di arrivo.
Questo sottintendeva il fatto di mettere in preventivo che il frutto della sua ricerca poteva essere di qualsiasi tipo e non necessariamente da una parte o dall’altra per stupida presa di posizione.
Con la realizzazione del presente progetto Andrew Woodhouse è definitivamente ed immediatamente conclusa l’attività di Ricerche Studi Babalon e la sua opera in qualità di TOPY italiano; altresì viene a cessare l’esistenza di Rosemary’s Baby, filiazione musicale del più complesso progetto RSB: Babalon venne ricercata e studiata e, al momento attuale venne riconosciuta.
Qui di seguito pubblichiamo i risultati.

RSB – luglio 1986

dal booklet

Rosemary's Baby - The end


Tracklist:

a1. The end (THE DOORS cover)

b1. Êni
b2. La ilahe illalah
b3. Swayambhunath

Self-released
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1 maggio 2011

The Hafler Trio - All that rises must converge #1993

All that rises is a reissue of two EPs that were originally released in late 1986 on Touch, The sea org (tracks one through three) and Brain song (tracks five through nine), with additional tracks that were previously unreleased. The group's interest in perception and the effects of sound is still very much in the foreground here. The original cover of Brain song still includes Edward Moolenbeek as a member of the group, and interviews from the period still refer to Spridgeon as inspiration. Almost all of this collection contains the Hafler Trio's particular take on layered drones, where occasionally recognizable sounds (especially voices) appear buried in the mix, and where a sound will suddenly appear or disappear, in one channel or in both. Sometimes the drones will show their origins to be some kind of field recordings as the sounds thin out. There are also many perceptual blurs, such as on Myriologue #3, where the sounds of seagulls morph into creaking hinges. The absence of a direct narrative makes this slightly easier listening than their earliest work, such as Bang!, but there are enough sudden changes to keep the listener on edge and the album from lapsing into easy ambience.

via AllMusic

Tracklist:

01. An introduction to go
02. Of the building of forms by vibrations
03. The Howney stone
04. A Luna Kanula
05. Blanket level approach #3
06. Captation #7 - 'Transilient membranes'
07. Buggy whip flings
08. Captation #9 - 'Sareköbe'
09. Strata definition test #10
10. Myriologue #2 - 'Calenture'
11. Myriologue #3 - 'Quonking'
12. MZVLNE

The Grey Area
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Myspace
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25 aprile 2011

Corpoparassita/Dyskinesia - Corpoparassita/Dyskinesia (split) #2010

Esteticamente il disco si presenta come uno di quei lavori che vi piacerebbe avere anche solo per la veste grafica: infatti si tratta di un sacchetto in tessuto serigrafato che contiene una composizione di carta rigida con effetto simil-cemento, incollata su un pezzo di sughero a cui è fissato il CD stampato e chiuso da una fascetta in carta porosa su cui sono riportate le informazioni inerenti al disco.
I Corpoparassita, per quel che mi riguarda, fanno un netto salto in avanti rispetto agli albori ed abbandonano tutti i suoni pseudo sci-fi che, pur avendo fatto breccia nel cuore di parecchi ascoltatori industriali, non mi hanno mai troppo colpito, lanciandosi in tappeti monocromatici ed ossessivi che ricordano vagamente i COIL, anche se più dark ambientali, un po' come se John Balance avesse lavorato con gente del giro Hic Sunt Leones, Drone records e simili. I Dyskinesia, non so se volontariamente o meno, prima richiamano gli SWANS degli inizi virati punk, poi uniscono vaghi echi di Justin Broadrick e SCORN e anche se vi arrivano per mano di discendenti di seconda o terza generazione, l'effetto è ottimo. Questo split si avvicina ad uno dei miei dischi preferiti e cioè il mini cd MERZBOW/SHORA; non parlo tanto del genere, anche se alcune aperture dei Dyskinesia non sono molto distanti da certe eruzioni dei migliori Shora, ma più per l'idea, con le tracce che si alternano, per i gruppi, che seppur stilisticamente distanti si sposano bene e per il fatto che l'album si faccia ascoltare piacevolmente più nel complesso che nei singoli episodi. Gli split dovrebbero essere così, incontri fra band diverse ma capaci di assemblare un disco che abbia un senso. Per di più, nonostante i Corpoparassita abbiano trascorsi punk, si tratta di due gruppi provenienti da ambiti diversi, cosa che in paesi come il nostro non è poi così diffusa, alla faccia dell'apertura mentale.

da Sodapop


Tracklist:

01. CORPOPARASSITA - Concetto falsificato di dio
02. DYSKINESIA - Ipogeo
03. CORPOPARASSITA - Cruentatio
04. DYSKINESIA - La formica di Langton
05. CORPOPARASSITA - Purgare la roba infetta e sospetta

Frohike
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Corpoparassita myspace
Dyskinesia myspace
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29 novembre 2010

Maurizio Bianchi/M.B. & Atrax Morgue - M. plus T. #2008


Una delle ultime registrazioni effettuate da Marco Corbelli aka Atrax Morgue prima del suicidio (2007), realizzata in collaborazione con il capomastro dell'industrial italiana Maurizio Bianchi. Due tracce di ambient rumorista, lunghe poco più di trenta minuti ciascuna, con le dovute influenze industrial, noise e power electronics.
Divertitevi.

Tracklist:

01. Mord
02. Tod

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22 novembre 2010

Era Decline - Era decline (tape) #1997


Manco a cercare in cirillico con gugol sono riuscito a trovare informazioni su questo duo russo (moscovita per la precisione), presente su discogs solo per aver partecipato nel 2000 ad una compilation di tributo ai KRAFTWERK. Ma soprattutto non mi spiego come, dove e perché abbia scaricato questa loro homemade tape, registrata in presa diretta nel gennaio 1995. Fatto sta che, come suggerisce il sottotitolo, le tracce che state per ascoltare sono un pregevole tentativo di ambient sperimentale e rumorista che spesso e volentieri oltrepassano il labile confine che le separa dalle sonorità industrial della prima ora. Si comincia con gli allucina(n)ti 21 minuti di Falling evolutions che su un tappeto di basse frequenze disegna paesaggi lunari costellati da distorsioni ed oscuri inserti rumoristici dalla natura non precisata. La seconda traccia della performance casalinga, poche penetranti ed ipnotiche note di basso condite dalle incursioni in delay di una chitarra in vena di space rock, è invece più abbordabile e permette di godere meglio della strumentazione minimale del duo russo (basso, chitarra e qualche ammennicolo sconosciuto). Completano la cartella le gelide e taglienti atmosfere della bonus track Tundra (datata 1997) che rendono bene lo scenario del titolo.
Magari non un classico del genere ma sicuramente un disco che merita un ascolto.

Era Decline - Stable light

Tracklist:

a1. Falling evolutions

b1. Stable light

Tundra [bonus track]

Decline production
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