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8 ottobre 2017

Lightning Bolt - John Peel session #2004

Easily the best release from this band, as it's basically better versions of all their best songs. It was from a show in early 2005, so it's between Wonderful rainbow and Hypermagic mountain, and you can hear how there's early versions of a few Hypermagic mountain songs on here (tracks 2, 5, and the ending of track 4).

The studio albums have a hard time capturing them with this kind of intensity. Brian and Brian add so much more energy to the tracks in the live setting than they could ever possibly do in the studio. The climaxes are all amplified and songs flow into each other seamlessly in perfect fashion, often while they are in full noisy apocalypse mode. You can hear just how many hours these two guys have obviously been jamming together to become this tight with each other.

via


Tracklist:

01. Intro
02. 2 morro morro land
03. On fire
04. Dracula mountain
05. Dead cowboy
06. 30000 monkies
07. Rotator

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23 agosto 2016

Fuzz Orchestra - Fuzz Orchestra #2007

Fuzz Orchestra was born in 2005, Luca Ciffo (guitar/voice), Fabio Ferrario (analogic manipulations) and Marco Mazzoldi (drums) decide, while running other musical projects (BRON Y AUR, COLLETTIVO 46), to start a band moving on different coordinates.
Starting from radical improvisation, the band achieves to forge a sound which, today, is built on strong rock textures, guitar and drums based, on which a fluxus of outer sounds (old movies, old vinyls cut ups, noise streams and real time audio manipulations) ties and rages.
In 2007 they release their self titled debut album, scarcely 30 minutes between noise and kraut rock, the themes being glorious (La Resistenza against fascism) and dark (’60 and ’70 state terrorism) moments of contemporary italian history.





Tracklist:

01. Il potere
02. Omissis
03. Agosto 80
04. La bestia
05. Noscosmic
06. Lili Marlene
07. Transport
08. Eclisse fuzz

*****

https://mega.nz/#!Y8gwRDSD!I8gLphTT0ciwCLVfH2m2UF36yXFVSC8Oi9hz1w1uYXw

7 marzo 2014

His Electro Blue Voice - Ruthless sperm #2013

Ruthless sperm. What’s in a name? A whole hell of a lot, actually. Sperm can ruin everything. Persistent little shits that fight their way to the prize. If just one soldier gets ahold of its egg of choice, things will break apart, bubble and mutate. A microscopic violence that leads to thirty plus pounds of sludge and flesh. Still, beauty tends to be the outcome after all this splashy mess and most parties find a happy, rewarding ending. Most parties. To the unfortunate others, the outcome can be more terrifying than anything dreamed up in a Polanski flick.
Italy’s His Electro Blue Voice follows a similar path to creation. Once the choice is made, it’s guaranteed the trip will be violent and unrelenting. Only the band doesn’t tell you up front which crooked path is gonna lead you to the finish line (at first, they may not even know). But whether it’s slathered in a thick glaze of neo-gothic guitar, an unexpected electronic pulse or leveled under a death trip full of panic inducing terror shrieks, His Electro Blue Voice have become masters at building soundscapes that leave brave listeners spent, soiled and with nothing positive on their mind.
On Ruthless sperm – His Electro Blue Voice’s debut full-length, after a string of collectible singles/EPs and an appearance on the Sub Pop 1000 compilation – they set their trajectories on a Kraut-driven rhythm; a haunting, cinematic wash or a mechanically-sound industrial thump. Thirty-plus minutes of shock-horror blasts, blaring cyber-synth attacks and that gloriously-repetitive STOOGEoid-meets-KILLING JOKE throb. The end result is a platter that’s as direct as it is deadly. Yet for all the bombast and bummer, His Electro Blue Voice still bring forth euphoric hooks and shards of shoegaze, if only to leave them strewn about within the mechanical wreckage. You can almost hear the sounds of the early 4AD roster in the grooves, left teetering between warped indie sensibility and creepy-crawl madness. Crazy sounding, but damned if it doesn’t stick in your head.
Ruthless sperm by His Electro Blue Voice: subtle as a construction site and precise like a leather gloved killer. This is the apocalypse. This is end times. Thankfully we get a decent soundtrack to go with it.

via Sub Pop


His Electro Blue Voice - Death climb


Tracklist:

01. Death climb
02. Spit dirt
03. Sea bug
04. Tumor
05. The path
06. Born tired
07. Red earth

Sub Pop records
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Bandcamp
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16 febbraio 2014

Fluxus - Non esistere #1996

Il contesto è ben conosciuto: anni '90, la plumbea Torino partorisce gli ennesimi talenti che miscelano gli stilemi del noise, hardcore punk e rock in un modo geniale che oggi ci sogniamo.
Tre mastini rabbiosamente e lucidamente contro tutto il ciarpame che gli veniva iniettato a dosi massicce.
Al diavolo gli slogan e le frasette fatte, la band andava a scavare nei meandri della coscienza fino a dargli una voce, una voce tagliente come quella di Franz Goria, carismatico frontman del gruppo.
I Fluxus rimangono nel ricordo sfumato di quel mondo marchiato a fuoco da un fermento musicale e sociale che mandava affanculo tutte quelle dinamiche che con l'andar degli anni gli si sono cucite addosso. [...]
Il '96 è l’anno di Non esistere, album dall'eloquente titolo a cui prendono parte due pilastri dell'hardcore torinese: Tax Farano alla chitarra e Marco Mathieu al secondo basso (entrambi ex NEGAZIONE) dove porgiamo l'altra guancia per farcela frantumare dai ritmi già gustati nel lavoro precedente.
Se l'elaborato sound del primo album vantava tre chitarre elettriche in questa seconda perla si aggiunge un secondo basso.
Il gruppo comincia ad avere un grande seguito, ottime critiche e una collezione di live ad impatto e livello elevatissimo. [...]

da Underground Experiment


Fluxus - Sono fuori di qui

Tracklist:

01. Veldt
02. Immagine di un cane enorme
03. Non esistere
04. Sono fuori di qui
05. 851
06. Luce acida
07. Noi galleggiamo nel vuoto
08. Origine del caos
09. Iconoclasta
10. Preghiera di un pilota bombardiere

Free DB'S
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28 gennaio 2014

Plof - Mardi gras (ep) #2013

I Plof da Fasano vanno fortunatamente oltre l’onomatopeia. Suonano un weird punk alla PRIMUS, senza vergogna e senza limiti, raggiungendo col profilo basso una cifra di orginalità evidente ed evitando l’onanismo estetico di tutti i cabarettisti del rock'n'roll alternativo. Le quattro tracce di questo esordio sono una meglio dell’altra e non conoscono punti deboli. Su tutte spicca la terza, Juan soup, dove la voce falsata da pupazzetto è doppiata da un riff potente intermittente e da una ritmica semplice e trascinante, quasi noise. Il country impazzito di Sex appeal cita il western americano, quello italiano, si trasforma in un urlo carnevalesco di gioia, disastro e voluttà.
I Plof hanno fretta. Risolvono tutto in pochi minuti. Ma non ci sono recriminazioni. L’esordio dedicato al martedì grasso è una mala visione dell’America dal tacco dell’Italia. Una deformazione sincera, prospettica e sentimentale, piena di energia e positiva irruenza. Complimenti alla Lepers Productions che li ha saputi scovare nello zoo urbano dell’underground e mettere nella propria riserva di artisti indipendenti da salvaguardare. Tra le righe, il disco è in free download...

da Music Addiction


Plof - Juan soup

Tracklist:

01. Bobby Bob
02. Trumpets
03. Juan soup
04. Sex appeal

Lepers
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3 dicembre 2013

Lleroy - Soma #2013

Ne parlavamo all’epoca dell’indagine sulle Marche marce di questo trio di noise-rock addice, tirando in ballo nomi storici delle musiche che infiammarono NY intorno ai primi ’90. Gli sberleffi sarcastici di COWS e MELVINS, le chitarre insanguinate degli UNSANE, il (ehm) blues vomitato dei JESUS LIZARD – ma potremmo tirare in ballo LUBRICATED GOAT, HAMMERHEAD, DISTORTED PONY, GOD BULLIES e tutto il catalogo AmRep o Trance Syndicate – sono ancora le traiettorie principali del suono dei Lleroy, come accadeva all’epoca di Juice of Bimbo.
Nel mentre, però, qualcosa è cambiato a livello strutturale e compositivo. Un cambio di formazione che, a dirla tutta, non si nota affatto tanta e tale è la foga e la densità del suono con cui Chiara Bunker Antinozzi – sostituta del fuoriuscito Giacomo Zocca – si getta nella mischia. Un cambio compositivo che invece si nota eccome, ovvero il passaggio all’italiano: scelta apparentemente “paracula”, in realtà l’ennesima prova di come a certe sonorità si possa adeguare una scrittura non necessariamente ricalcata sui clichè a stelle&strisce, ma virata nell’italico idioma e trasfigurata in urla al vetriolo e cartavetrata a-melodica.
L’impatto sonoro è, se possibile, ancor più estremizzato rispetto all’esordio. Groovey e malefica, la musica dei tre acquista in portato post-hc e in ruvidezze post-noise, lanciandosi a rotta di collo lungo l’autostrada del dolore: Tignola, Ultimi sintomi, Dentro al cerchio sono un concentrato di aberrazioni vocali, bassi caterpillar, midtempo assassini, scatafasci strumentali e chitarre in fiamme, che innalzano un muro di doloroso suono in faccia all’ascoltatore. E quando rallentano – vedi la chiosa della lunga Omega999 – da maelstrom sonoro a disturbante liquidità black ambient, il disagio è se possibile ancora maggiore. Se solo fossero nati di là invece che di qua dall’oceano, i Nostri farebbero sicuramente parte del novero dei pigfuckers più feroci e sregolati. Però sono nati di qua, e noi ce li culliamo ben bene.

da SENTIREASCOLTARE


Lleroy - Dentro al cerchio


Tracklist:

01. Tignola
02. Cuorleone
03. Dentro al cerchio
04. Don Peridone
05. Soma
06. Ultimi sintomi
07. Merda nazionale
08. Omega 999
09. Pura grazia

Co-produced
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Bandcamp
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12 novembre 2013

I Dinosauri - ██████ (ep) #2012

Nel tardo inverno del 2011, dall'incontro tra Giorgio De Fraia (chitarra) e Alessandro Canu (batteria), nasce il progetto strumentale I Dinosauri, concettualmente legato ad un prodotto privo di compromessi compositivi e privo di voce.
Le influenze, rimandabili ad un certo tipo di garage (HELLA, TORTOISE, BIRTHDAY SUITS, RED WORMS FARM, DON CABALLERO) sono rivisitate dal diverso gusto individuale e dalle differenti esperienze musicali dei componenti.
Durante l’anno 2012 il duo compone una scaletta di dieci brani che verrà registrata questo novembre all'Igloo Audio Factory di Correggio.

da ParmaDaily.it

I Dinosauri - Prandi (questo)


Tracklist:

01. Intro
02. Sabbath
03. Prandi (questo)
04. La brutta vita
05. Bat-man
06. La carie
07. End

Self-released
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Bandcamp
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27 ottobre 2013

His Electro Blue Voice - Dead sons (12") #2011


Delle dinamiche 2.0, agli His Electro Blue Voice sembra fregargliene poco o nulla. Immuni al morbo del sovraccarico del sistema, continuano nello loro politica dei piccoli passi con un altro 12” dopo Wolf/Worm per Holidays. Stavolta a mettere la firma è l’americana Brave Mysteries, garanzia di qualità e giusto weirdismo simil-occultista, a giudicare dal catalogo recente. E i tre italiani non si fanno pregare, piegando il loro post-punk verso forme altre, dilatate e visionarie, in scia proprio alla precedente release. I tempi, innanzitutto, dicono di sfuriate che di post-punk hanno l’anima ma non la struttura: gli oltre 7 minuti di Dead mice, partono dritti tra cupezze d’ordinanza e sepolcrali visioni post-goth in accelerazione per poi sciogliersi in deliqui astratti al limite di un espressionismo psych strambo e personale (il flauto decontestualizzato). Il contraltare Zum è altrettanto diluito in forme quasi psych pronte a scivolare verso lande kraut-kosmische stratificate, free e ossessive. Nel mezzo, Eat sons ricorda come i 3 avessero eletto il bat-cave come residenza ideale.
Nessun revival duro e puro, quindi. Gli HEBV dimostrano di avere consapevolezza di una via personale al post-punk. Ora però dovrebbero metterla in atto su distanze più ampie. Il full-length è maturo.


His Electro Blue Voice - Eat sons

Tracklist:

a1. Dead mice
a2. Eat sons

b1. Zum

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5 ottobre 2013

Miranda - Rectal exploration #2006


Post-rock abrasivo e spigoloso quello proposto nel secondo album dai Miranda. Il suono resta sempre quello ispirato in egual misura dal Louisville sound e dai SONIC YOUTH, ma nel complesso risulta messo a fuoco in maniera più matura rispetto al disco d’esordio Inside the whale (fromSCRATCH, 2003). E se il trio cita come referenti gente come Captain Beefheart o Arto Lindsay, indimenticato chitarrista dei seminali DNA, una ragione ci sarà pure; basta ascoltare le abrasioni chitarristiche di Zhou! The hell is a beer! o il blues anfetaminico e deforme dell’iniziale Cell trip per rendersene conto.
Il giardino degli ascolti e delle influenze del trio è dunque molto ampio e i semi gettati da JUNE OF 44 e SHELLAC, passando per il rock indi(e)pendente degli anni '90, germogliano rigogliosi in Rectal exploration: 3 bombs ricorda moltissimo i primi GIRLS AGAINST BOYS o, andando ancora più indietro nel tempo i sottovalutati HAIR & SKIN TRADING COMPANY con quel groove di basso e batteria, così come Monosexfiles fa intendere le capacità attuali del gruppo, sospesa com’è tra un semi p-funk d’assalto e una tensione sospesa tipica da gruppo noise del decennio scorso. La lunga Rough feeling è poi un sentito omaggio agli indiscussi padrini del post-rock, JUNE OF 44: una cavalcata trascinata e trascinante in cui la voce lamentosa di Giuseppe si accompagna ad un vortice strumentale in crescendo sempre sul punto di esplodere.
Il bello di questo disco, però, non risiede tanto nel rimando ossequioso ad ovvie ed ingombranti influenze noise e post-rock, quanto nell’evoluzione di quei codici in maniera personale. La destrutturazione dei pezzi, nonostante si resti all’interno della forma canzone, rende il tutto spigoloso, nevrotico e imprevedibile senza però perdersi in elucubrazioni noise autoindulgenti e fini a se stesse. In definitiva 11 piacevoli esplorazioni rettali, ma senza deflorazione, per fortuna.


Miranda - Cell trip

Tracklist:

01. Cell trip
02. 3 american bombs
03. Monosexfiles
04. Breezed out
05. Rough feeling
06. Baciamona
07. Fake
08. Rectal exploration of loveless triangles
09. Zhou! The hell is a beer!
10. R. Murr is shitting at my place
11. Archie

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25 settembre 2013

Topsy The Great - Steffald #2012

È un disco dalla forte identità l'esordio dei Topsy The Great. Interamente strumentale, Steffald – coproduzione fromSCRATCH e Santa valvola – attacca e finisce con un susseguirsi di trame math noise e schizofrenie heavy, stipate in un flusso assolutamente omogeneo che non lascia un attimo di tregua.
Volessimo cercare una stella polare i DON CABALLERO sono certo della partita, ma sia chiaro che Steffald non cede alla devozione e al convenzionale. La rielaborazione eseguita dal trio pratese è sì studiata e meticolosa, ma non rinuncia a un retrogusto free, caldo, merito anche di una registrazione con grana quasi live. Il risultato sono una mezz'ora abbondante di accelerate, dilatazioni improvvise, aggressività, vuoti noise, un succedersi di tanti piccoli nuclei compositivi che non perdono mai il filo del discorso. Non si segnala un episodio in particolare perché è la massa che conta, quindi tracannatevela tutta.

da SENTIREASCOLTARE

Topsy The Great - Lalboom


Tracklist
:


01. Lalboom
02. Minuto
03. Vol. II
04. Tere Effe
05. V. D'Adda
06. Micizzo
07. Slurp
08. M'Ery
09. Bastoni
10. Mela Fuji
11. Ciro Pasticche
12. Giangol

SantaValvola/fromSCRATCH records
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Bandcamp
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10 settembre 2013

Agatha - Goatness #2011

Evolutesi a power-duo dopo l'abbandono della chitarrista ormai a tempo pieno nei VERME, le Agatha si sono reinventate, allenandosi durante l'estate con tour in Nord Europa e passando poi in studio per realizzare questo vinile che esce in lussuosa edizione con copertina apribile sagomata. In alto le corna e le orecchie (da caprone) ben aperte.
Fatta di necessità virtù e ampliato l'arsenale di pedali ed effetti vari per supplire alla mancanza delle sei corde, le due hanno attuato anche un cambio di coordinate: meno ignoranza metallara, più lerciume noise/sludge, con giri di basso torcibudella macinati senza sosta e la voce che si adegua con toni cavernosi che mai si direbbero provenire dall'ugola di una gentile donzella. La batteria nemmeno si tira indietro e pur assecondando il mid-tempo dominante, non disdegna di sgranchirsi di tanto in tanto con tempi belli serrati. La varietà delle soluzioni è inevitabilmente limitata, ma a onor del vero non era neppure uno dei cavalli d battaglia della versione 1.0 della band, anzi, fatti i conti qui si contano più pezzi memorabili, fra cui è doveroso sognalare almeno l'apripista Mosh training, che evoca i CONCRETE di Bleedingrim facendosi subito amare e l'anthemica Punk explained to my mother. Direi che le ragazze le preferiamo così, meno divertenti ma più intriganti, impressione confermata anche vedendole dal vivo: si gigioneggia meno e si fa decisamente più sul serio. Horns up.

da Sodapop


Agatha - For whom the alarm tolls

Tracklist:

a1. Agatha - Take care of my carogna
a2. Autunn((O))
a3. Punk explained to my mother
a4. For whom the alarm tolls

b1. Mosh training
b2. The hard life of last minute lyric writers
b3. Un univers dans une tasse de thé
b4. Morrissey vs Slayer

Wallace/Basement City records
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Bandcamp
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6 agosto 2013

Quasiviri - Freak of nature (ep) #2012

Le superband esistono e a volte se ne escono pure con grandi cose. Freak of nature (titolo più che azzeccato) conferma lo stato di grazia della “creatura” che aveva esordito con l’ottimo The mutant affair. Chet Martino al basso (storico membro dei PIN PIN SUGAR, ora con i RONIN), Roberto “R.U.N.I.” Rizzo a un synth magmatico da far bagnare le mutande, André Arraiz-Rivas alla batteria, tutti presi a impregnare di fantasia e inventiva pezzi che pestano come martelli pneumatici caricati a LSD, facendo sgorgare fiumi d’argento vivo e miasmi math rock. Le capacità compositive spaziano da Zappa ai RESIDENTS e permettono di godere da matti con quattro pezzi il cui unico difetto è proprio quello di essere pochi, perché si finisce davvero per volerne ancora.

via The New Noise
 

Quasiviri - No more problems


Tracklist:

01. Freak of nature
02. No more problems
03. A cry in the night
04. Bad games

Megaplomb/To Lose La Track/Wallace records
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Website/Bandcamp
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8 giugno 2013

Laghetto - Laghetto (promo) #2002

I Laghetto spaccano il culo. Basta ascoltare l'attacco del primo pezzo (Zucca)² per capire subito con cosa avete a che fare. Vi ricordate la potenza dei REFUSED? Vi ricordate la ferocia degli UNSANE? Vi ricordate gli stacconi degli SNAPCASE? Bene il trio bolognese non ha nulla da invidiare a tutte queste band di culto. I cinque pezzi presenti in questo promo (registrato benissimo) sono letteralmente delle bombe, dei concentrati di focalizzata violenza. La capacità del trio di utilizzare in maniera funzionale e divertente la lingua italiana (la canzone Uomo pera è già storia della musica per me) è sorprendente. Le impennate hardcore, gli "stop & go" del miglior noise americano, i deliranti e coloratissimi testi fanno di questa band, una delle più originali e divertenti che abbiamo in Italia. Sentitevi pure in colpa di non conoscerli.

dal sito


Laghetto - Ross

Tracklist:

01. (Zucca)²
02. Ross
03. La Sacrasindrome della Muccamoca (very pop song)
04. Squilibrio reificato
05. Uomo pera

Donnabavosa
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Website
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5 aprile 2013

Waka Waka - Stupido teatro #1994

Waka Waka, storica band rock-noise bresciana, due lavori pubblicati, il primo POTX in vinile uscito per la Mister X etichetta autoprodotta facente parte di un collettivo di etichette, gruppi musicali, identità punx dal nome Lega dei Furiosi arrivata dopo l'esperienza di Punkaminazione degli anni '80. In seguito con Il sole mi abbaglia partecipano alla compilation Senza riserve legata alla figura di Leonard Pertièe. La band allora era formata da una voce femminile Giovanna, al basso Paolo Perno, alla chitarra Claudio Cropelli e alla batteria Bonanno Aldo. In seguito dopo la partenza a Roma della cantante si uniscono al gruppo Fabio Micco alla chitarra e Chicca Negroni alla voce. Da lì la band, influenzata dalle sonorità noise e soniche degli anni '90 e forse anche dall'apertura ai NEUROSIS a Sassuolo, da un sound più legato al punx anni '80, raffinano i giri sonici delle chitarre, rallentano i ritmi e scrivono nuovi pezzi. Nasce così il nuovo lavoro, sotto l'ala protettiva della fedele Mister X, dal nome Stupido Teatro registrato in Germania. Le recensioni sono ottime, diventano disco del mese di Metal Hammer, e proprio sul più bello cominciano le prime defezioni e la band si scioglie.

da Lamette.it
 
Waka Waka - Macchine

Tracklist:

01. Non è storia
02. Si
03. 28-04-90
04. Cambia canale
05. Macchine
06. Bambolina
07. Stupido teatro

Mister X
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27 febbraio 2013

Oxes - Bile Stbudy #2011

The wildly energetic Baltimore instrumental math-rock trio Oxes have been mostly inactive over the past few years, but back in the early ’00s, they were the shit in their hometown. You can still hear their influence in the wave of spazzy art-punk bands that’s continued coming out of the city. And now Oxes are returning with the new 12" Bile Stbudy, their first release since 2005. Bile Stbudy is out 11/22 on Friends, and it’s limited to 500 copies.


Oxes - Crunchy Zest

Tracklist:

01. Bile Stbudy
02. Crunchy Zest
03. Orange Jewelryist

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18 febbraio 2013

Zeus! - Opera #2013

Non azzardiamo troppo se definiamo gli Zeus! i LOCUST di casa nostra. Non azzardiamo perché Justin Pearson, che di quella esperienza seminale per il noise brutale fu trascinatore nonché mentore, non solo coproduce l’album, ma ci mette la faccia in un pezzo (Sick And Destroy) stabilendo più di un contatto tra la defunta (defunta?) band made in San Diego e il duo formato da Luca Cavina e Paolo Mongardi, ormai soprannominato prezzemolino d’acciaio per l’energia e i progetti in cui si applica. Se lì era un mix di mathcore e grind a deflagrare in faccia all’ascoltatore, qui siamo più su un versante noise e weird-prog, ma velocità esecutive e parossismo strumentale non sono troppo distanti.
L’accoppiata basso/batteria, entrambi in distorsione, reitera la formula minimal-noise à la LIGHTNING BOLT di cui il duo non è però un mero epigone. Anzi, rielaborandone le trame vertiginose e il rifferama mai scontato ne fornisce una versione personale, intrisa di sarcasmo (i fantastici titoli delle canzoni dicono di una autoironia sagace e puntuta che è sempre benvenuta in ambiti spesso tropo seriosi), strumentalmente più pulita e focalizzata, incline com’è a formulari prog-alieni e devianze –core in ogni salsa.
Così l’assalto sonico di canzoni come Lucy In The Sky With King Diamond, La Morte Young, Giorgio Gaslini Is Our Tom Araya o Bach To The Future tocca vertici metal decontestualizzati, lande NO MEANS NO, rimasugli post-FLYING LUTTENBACHERS senza jazz, (black?)metal a doppia cassa, metal chirurgico anni ’90 (giro FEAR FACTORY e MESHUGGAH per intendersi), (post)hardcore evoluto, pesantezze noizu alla ZENI GEVA e doom psicotico in un vortice senza soste che ha però il grande pregio di non annoiare mai e, anzi, di risultare coeso e brillante. Disincantato nella sua ferocia, sempre pronto a sorprendere con stacchi e cambi di ritmo e molto attento a non prendersi mai sul serio, nonostante una bocca di fuoco che a volte mette veramente paura per la violenza sprigionata. Una violenza che oggigiorno può non sconvolgere, che può risultare risentita quanto si vuole ma che rimane pur sempre devastante e terribilmente spaventosa.

da SENTIREASCOLTARE 1.0

Zeus! - Sick And Destroy

Tracklist:

01. Lucy In The Sky With King Diamond
02. Sick And Destroy
03. Decomposition N. !!!
04. Set Panzer To Rock
05. Beelzebulb
06. La Morte Young
07. Giorgio Gaslini Is Our Tom Araya
08. Bach To The Future
09. Erotica
10. Grey Cerebration
11. Blast But Not Liszt

Co-produced
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22 settembre 2012

Virus - Live in Lourdes (7'') #2012

Prendete una mappa e tracciate un triangolo che abbia come vertici Cleveland, Austin e Detroit. Ora trovatene il baricentro a.k.a. il punto d’intersezione delle sue mediane. Esattamente in quel punto potrebbe avere sede la crackhouse in cui i Virus sono riusciti a sintetizzare una nuova sostanza stupefacente tagliando l’eroina con dosi di OBLIVIANS, PERE UBU o Hasil Hadkins. Dico “potrebbe”, perché Scoia e Cesco sono italiani come un mandolino ricoperto di mozzarella e, consci di essere pecore negre assetate di rumore in una nazione r’n'rollisticamente allo sbando, ce lo ricordano nella devastata I live in Italy.  C’è più blues in queste quattro tracce che nell’intera discografia di Eric Fottuto Clapton. In hoc signo Virus.

da Bam! Magazine

Virus - Lourdes


Tracklist:

a1. Bluesvaccadios
a2. Lourdes

b1. I live in Italy
b2. Fire

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2 giugno 2012

Dracula Lewis - Vernasca, Valhalla (tape) #2008

Dracula Lewis is one of the most well hidden deep dark secret from eastern-Europe, based in Romania he spent long time traveling all over the world. Vernasca, Valhalla is the first official release and Hundebiss Records is proud to present this four tracks done with a broken mixer and two open-mic. The result is a deep listening, lo-fi aggressive electronics with weird field recordings but also a spacey melodic sweet sound who came up from this maelström.

via Hundebiss records


Dracula Lewis - Il mattino ha loro in bocca, the magic feature number twelve

 







 

Tracklist:

a1. 31 oct. 1916, a letter from Transylvania

b1. Il mattino ha loro in bocca, the magic feature number twelve

Hundebiss records
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Download here

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1 maggio 2012

In Zaire - In Zaire (one sided 12'' ep) #2011

Late at night, take a walk into the woods where bushes have eyes and join this twenty minutes long celebration leading the audience to a psychedelic trance.
In Zaire recently expanded from the original three piece of Riccardo Biondetti (G.I. JOE), Alessandro De Zan (G.I. JOE, ORFANADO) and Claudio Rocchetti (3/4 HAD BEEN ELIMINATED, OLYVETTY) with the addition of guitarist Stefano Pilia (3/4 HAD BEEN ELIMINATED, MASSIMO VOLUME).

via Holidays records



In Zaire - Owl's path


Tracklist:

a1. Sorcerer's dance
a2. Owl's path

Holidays records
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26 aprile 2012

Bebe Rebozo - Voglio essere un ninja e vivere nell'ombra #2002

Non puoi fidarti di uno come Bebe Rebozo, contraddittorio, schizofrenico e con forti distorsioni della psiche. Se proprio non hai niente di meglio da fare puoi startene lì, immobile, ad ascoltarlo per un pò, ma sai già che non ti dirà niente di comprensibile, non darà la soluzione a nessun problema, non risponderà a nessuna tua domanda, al contrario sarà lui a pretendere chiarimenti da te.
Bebe Rebozo vive nei margini, con il piede sinistro tocca terra e con il destro sente il vuoto, ecco perchè non cammina ma saltella, avanza saltellando sul piede sinistro...

da Vini e Oli


Bebe Rebozo - Voglio essere un ninja e vivere nell'ombra


Tracklist:

01. Golden dragon
02. Lonny zone
03. Cowboy light
04. Voglio essere un ninja e vivere nell'ombra
05. Capitano ho fatto una cazzata
06. Bacigalupoballarinmarosogrezarrigamonticastiglianomentiloikgabettomazzolaossola
07. Sakura Sena
08. My dog is a fucking republican
09. È un attimo
10. Godzilla
11. Lou Reed(e)
12. Wolverine

Furt Core records
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