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31 marzo 2013

VV.AA. - Songs for a child - A tribute to Pier Paolo Pasolini #2009

La label italiana Rustblade decide di omaggiare la figura di Pier Paolo Pasolini con questo tributo che esce in edizione limitata (696 copie) e in una curatissima veste grafica opera del maestro Saturno Buttò. Una compilation di 14 brani quindi, per lo più inediti, che abbraccia quanto di meglio si muove oggi in Italia, e non solo, all'interno del panorama sperimentale post-industriale.
Un sottile fil rouge lega questa raccolta ad un famoso antecedente storico-musicale, ovvero  l'omaggio che il duo albionico di COIL aveva reso alla figura dell'artista friulano con quella Ostia (The Death Of Pasolini) contenuta all'interno dello splendido Horse Rotorvator e che inaugura magistralmente questo lavoro, quasi un'epigrafe posta a sancire un passaggio di testimone tra un glorioso passato e un luminoso presente. Si prosegue quindi con BAHNTIER, creatura di Stefano Rossello già mente della stessa Rustblade, che con Childawn ci propone una elegante suite di ambient esoterico, distante dai tradizionali lidi sonori elettronico-industriali a cui ci aveva abituati nelle sue precedenti produzioni. Ed ecco quindi arrivare Simone Salvatori, SPIRITUAL FRONT, che con l'ottimo folk-pop di Erotic sacrifice ci dà un assaggio di quello che sarà il suo nuovo lavoro, seguito di quell'acclamatissimo Armageddon Gigolò che aveva stregato pubblico e critica nel 2006.
Diverte e inquieta, invece, il bizzarro pastiche post-industriale di Pppetrolio, ad opera di TEATRO SATANICO, probabilmente uno dei pezzi più eccentrici presenti in questa raccolta. Una mefitica cappa di nera pece annuncia Never closed my eyes, episodio a firma IN SLAUGHTER NATIVES, che si caratterizza per un deciso appeal esoterico, come nella miglior tradizione di questo leggendario combo scandinavo che ha marchiato a fuoco l'epopea death-industrial anni 90.
La palma d'oro della miglior opera contenuta in questo lavoro spetta però a Stefano Musso aka ALIO DIE e alla sua Splendido struggente: una delicata e tormentata sonata per archi intrisa di quel sapore classicheggiante tanto caro all'autore del Vangelo Secondo Matteo e sovrastata dalla voce del poeta che declama le sue appassionate e ardite liriche civili. [...]
Da un punto di vista prettamente musciale, tuttavia, Songs for a child funziona e ci permette oltretutto di tirare le somme sull'ottimo stato di salute della scena post-industriale italiana.

da Ondarock


Tracklist:


01. COIL -  Ostia (The Death of Pasolini)
02. BAHNTIER -  Childawn
03. SPIRITUAL FRONT - My Erotic Sacrifice
04. AH CAMA-SOTZ - Les Mille Et Une Nuits
05. ALIO DIE - Splendido Struggente
06. TEATRO SATANICO - Ppppetrolio
07. IN SLAUGHTER NATIVES - Never Closed My Eyes
08. CONDANNA - Sotto un Cielo Di Fango E Sangue
09. BLACK SUN PRODUCTIONS - Supplica
10. NUEVA GERMANIA - Dresden (At4 Version)
11. THE FROZEN AUTUMN - Citywards (Instrumental)
12. SANDBLASTING - Memories
13. WERTHAM - 30.09.1949
14. CATHOLIC BOYS IN HEAVY LEATHER - The Spirit of Love

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19 dicembre 2010

Steamboat Switzerland - Live #1998

Settantaquattro minuti di avanguardia è la proposta di questo talentuoso trio svizzero. Lo spessore artistico dei componenti (Domink Blum all'hammond, Mariao Plikas al basso e Lucas Niggli alla batteria e percussioni) è decisamente ragguardevole, trattandosi di personaggi già coinvolti in progetti d'alto profilo e provenienti dagli ambienti di conservatorio e delle aree free jazz più sperimentali. Descrivere con precisione l'andamento di Live è cosa nient'affatto semplice. L'improvvisazione è alla base di tutto il loro operato. Basso, batteria e hammond insieme alla ricerca della materializzazione sonora di reali incubi rumoristi e aritmici, spesso sfocianti da una parte in veri e propri sfoghi creativi dall'impatto inquietante, come nel caso della veloce parte centrale di Trabant-Knoxville-Skill o del tema/spot dell'annichilente Uncle Globus, dall'altra in climax astratti e impalpabili (leggi i divertissement cerebrali di Slaver-Meierei-Avant su tutto). In particolare l'organo, adoperato come vero e proprio strumento "terroristico" teso alla materializzazione di trame assolutamente noise e a sprazzi addirittura ancestrali, rende la loro musica particolarmente caratterizzata e riconoscibile. Premettendo che si va ragionare esclusivamente di una comunanza ideologica di fondo e non di vere e proprie condivisioni stilistico/esecutive, potremmo avvicinare gli Steamboat Switzerland a progetti come SUPERSILENT e MASS o, andando più indietro, alla filosofia della creazione attraverso il rumore dell'ultimo Coltrane. Come se Edgard Varese e Larry Young (decisamente il riferimento principe di Blum) avessero messo le mani sul repertorio del più elettrico ed eclettico del Miles Davis della svolta anni '70. Fornendo, quindi, un vero e proprio mondo a parte di suoni ed intenzioni, i tre da Zurigo si collocano in una terra di nessuno. A sinistra dell'impro/free jazz (forse troppo visionari) e destra di una scena alternative (non c'è STORM & STRESS o band post che tenga in questo caso). Forse il fascino deriva proprio dall'impossibilità di trovare loro una precisa collocazione. Da ammirare per quello che sono. Consigliati a chiunque viva con un certo approccio "intellettuale" i propri ascolti.

da Freak Out - Indipendent Music Magazine

Steamboat Switzerland - Uncle Globus


Tracklist:

01. Little Wolf
02. Music 1-Slosh-Gold
03. Meier 1
04. Trabant-Knoxville-Skill
05. Uncle Globus
06. Ruth-KW
07. T.N.W.O.S.H.M.-Tanzli-Core
08. 555
09. Meier 2-KKW-Meier 3
10. Slaver-Meierei-Avant
11. Stolper-Orée-R5K3Ball
12. All Because The Lady Died (Hypnos)

Unit records
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Official website
Download here

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29 settembre 2010

Jaywalker - Possessed by a fury that burns from inside (2 tapes) #1994

Finalmente ritornano i rip del buon Raffaele che, come da abitudine, mi invia questa mastodontica e meravigliosa raccolta su doppia musicasetta di una oscura formazione svizzera attiva dalla seconda metà degli anni '80 ai primi anni '90, autrice di due lp e altri tre nastri (nonché fondatrice della piccola label Aural Exciter). I Jaywalker, prima che musicisti, erano attivisti politici: presenti nel circuito squat di quegli anni, hanno più volte partecipato a benefit a sostegno del movimento anarchico in tutta Europa. Quella che state per scaricare, invece, è una compilation che raccoglie materiale live (registrazioni differenti, anche a livello qualitativo - no complaints please) e inedito della band per un totale oltre 120 minuti, con l'aggiunta di una seconda cassetta divisa a metà con tre gruppi svizzeri, sempre formati da gente del loro giro. 
Passare in rassegna tutte le tracce è praticamente impossibile, così come non è facile descrivere correttamente il suono del combo elvetico: di sicuro la prima influenza che viene in mente è l'hardcore dei BLACK FLAG (e anche un po' quello dei nostri CHEETAH CHROME), per il cantato, il suono di chitarra e certi ritmi inconfondibili. Poi i musicisti sanno il fatto loro, quindi emerge una certa vena jazzy nelle parti ritmiche e in quelle soliste che finisce per sconfinare nel noise-rock sperimentale (SONIC YOUTH?) costitutivo della seconda componente dell'anima Jaywalker, fatta sì di chitarrone iperdistorte, brani un po' più lunghi, abbondanti dosi di psichedelia e umori darkeggianti ma anche da inserti rumoristici pseudo-industriali provenienti dalla manipolazione di nastri di varia natura.
I pezzi dei Jaywalker contenuti nella tape 2 (più rovinata dall'usura del tempo), registrati nell'ultima fase della loro carriera, proseguono su questa seconda strada ma, privi del supporto di una batteria vera, perdono la maggior parte dell'energia che hanno dimostrato di saper sprigionare (su e giù dal palco) nella prima cassetta. Per farla breve segnalo i brani che mi hanno colpito di più: Seeing better now, Homo sap, Big Depression, Eat my shit, Naked lunch, l'allucinata cover di Voglio essere il tuo cane, la splendida Sacco e Vanzetti e la versione in studio di Dick titt.
Non credo ci sia bisogno di dire che le liriche rispecchiano l'attitudine e la storia dei Jaywalker: potete comunque controllare di persona nel booklet grazie al certosino lavoro di scansione di Raffaele.
Buon divertimento!

Jaywalker - Liberation act


Tracklist:

Tape #1

a01. Seeing better now
a02. Kick in my vein
a03. Can't tell
a04. Simple divorce
a05. Homo sap
a06. Big depression
a07. Eat my shit
a08. Aural exciter I
a09. Phatasmagoria
a10. Naked lunch
a11. Really mad
a12. From Seattle to Vihara
a13. I wanna be your dog (THE STOOGES cover)

b01. Shopping in Brownsville
b02. Sacco e Vanzetti
b03. In satan...
b04. Aural exciter I
b05. Liberation act
b06. Dick titt
b07. Obscura
b08. Dick titt
b09. Aural exciter II
b10. Dark forces

Tape #2

c01. Vegetable mold
c02. (I've got) A flyer
c03. Surrounded by shadows
c04. Men are like flies to you

d01. DWARFISH - Titanias lullaby
d02. SUDDEN INFANT - Broken glass
d03. RELIGIOUS OVERDOSE - Funeral speech

Aural Exciter records
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Download here Tape #1 + booklet
Download here Tape #2


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25 giugno 2010

Forehead - Regazzoni #1995

Come anticipato nel post della mirabolante compilation No more sexism, ecco l'album completo degli svizzeri Forehead che Raff aveva promesso di spedirmi. As usual, anche stavolta è praticamente impossibile trovare informazioni su questa band elvetica, per cui non posso fare altro che limitarmi a parlare della loro musica. Partiamo però dal libretto, graficamente davvero ben fatto, che ci permette di apprezzare meglio le ottime liriche che accompagnano i 14 brani del cd: diritti umani e schiavitù; animalismo, maschilismo e rapporto uomo-donna; denuncia dell'aids come business farmaceutico; brainwashing mediatico; sono molte le tematiche affrontate dai quattro svizzeri, intervallate da testi più personali, sempre carichi di rabbia. La loro musica, invece, è un crossover di funk e hardcore magistralmente eseguito (bassone in slapping furioso; chitarra a volte metallica, a volte nervosa e rockeggiante; batteria cazzuta e poliedrica), soooo anni '90, eppure dannatamente efficace e adatto al cantato spesso quasi rappato. Se riuscite, immaginatevi un bizzaro ibrido tra NOMEANSNO e INFECTIOUS GROOVES (senza tutta la tamarraggine e i chugga-chugga di questi ultimi). Dategli un ascolto che meritano.

Forehead - I should be blind


Tracklist:

01. A.I.D.S.
02. Yeah! (or 12 ways to be killed...)
03. This is true (talking about fuckingbullshitsexmachos: part I)
04. Thoughts about rights
05. So, why? (it's just a mindfuck part I)
06. Hatred
07. The heretical plan
08. Back and forward
09. Song # 9 (it's just a mindfuck part II)
10. Forehead
11. Jump off (that thing called reality)
12. I should be blind
13. Ladies (talking about fuckingbullshitsexmachos: part II)
14. Waiting for a man

Autoproduzione
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11 giugno 2010

AA.VV. - No more sexism (2 tape compilation) #1997

Occristo! Questa sì che è un compilation con i controcazzi! Doppia cassetta + fanzine di 50 pagine! Chi se non il buon Raff poteva aver prodotto una simile chicca? Il soggetto della compila è specificato nel titolo ma la motivazione ufficiale, contenuta nella prima pagina della 'zine (una splendida introduzione redatta proprio da Raffaele) è questa: "nella cosiddetta scena HC italiana non esiste un dibattito sul sessismo". Eravamo nel 1996 e a quasi quindici anni di distanza mi sento di dire che le cose non è che siano cambiate più di tanto (probabilmente né in meglio né in peggio). E soprattutto in Italia, colonia vaticana, dove il problema del sessismo è legato intrinsecamente alla questione educativa e all'imposizione di un modello prestabilito nel rapporto fra i sessi.
La splendida fanza (le cui scansioni sono contenute nel file .rar della Male tape) è composta da scritti/vignette/manifesti sull'argomento, per lo più di impronta femminista ma soprattutto libertari, anti-sessisti ed anti-specisti, "rubati" qua e là ad altre fanzine in tutto il mondo (Usa, Austria, Italia, Belgio, Germania, Spagna, Svizzera, ex-Jugoslavia, Regno Unito). E anche la maggior parte delle liriche (non tutte) trattano, ognuna a suo modo, il problema della discriminazione tra sessi. Le altre rimangono comunque sul fronte politico, animalista, anti-repressivo ed anti-capitalista. Scusate l'abuso di categorie ma riassumere in un post 50 pagine di booklet non è affatto facile.
Adesso passiamo alla musica (anche qui breve riassuntino): innanzitutto bisogna dire che tutti i gruppi presenti nelle tapes sono accomunati da un'attitudine anarchica che si traduce a livello sonoro in un approccio fondamentalmente punk. Più in specifico, nella Female tape (iniziamo da loro, almeno stavolta) troviamo il crust dei Bad Influence (bel pezzo) e il punk/hardcore dei Parkaj Mental; una buona dose di hardcore con Forehead (ottimi), No Fraud e Budellam (più melodici questi ultimi); due brani post-punk di Religious Overdose e Momido 4T e due thrash-core di Thumber Thor (niente male!) e Valpurgis Volta (questi thrash senza core, sono proprio dei metallari); una bella infornata di sperimentale/industrial/noise con Disumana Res, Cosmonaut Hail Satan, Alphane Moon (ambient), Pol Silentblock (chitarrismo e sperimentazione) e Fleisch Lego (noise); e infine un pezzo degli Oi Polloi che dovreste sapere che genere fanno. Nella cassetta dei maschi la situazione non cambia molto: di punk e di hardcore ce n'è un casino (Oltraggio E Resistenza, Citizen Fish, Ligizzad, SS 20, Flagrantes D'Eli, Bored Way, Inkisiçao e i Brandelli d'Odio - vedi review Sopravvivo?); un po' di punk rock con Feel The Fire (italiani molto KINA influenced), Nacht Und Nebel e Blind Justice; anche qui rumore e sperimentazione a manetta con Okaniva Fuhimiro (japanoise..), The Sheperds (?), The Mike Post Mortem (noise), Condominium (più industrial "classico", ottimo pezzo); una manciata di pezzi tra la wave (L.A. Choix), il post-punk (Internal Autonomy e Ontendreven) e il goth (The Sudanese Witch Hunt); e per finire due pezzi elettropunk d'altri tempi con gli Skdron e i Doves Under Charwalk.
Detto tutto? Non ancora, perché a chiudere in bellezza c'è la nota che mi ha inviato Raffaele per la pubblicazione di questa compilation sul blog, che spero abbiate la pazienza di leggere (dal momento che è rivolta proprio a voi, pochi ma cari lettori).

Marzo 1997: Terminai finalmente questa compilation dopo quasi 4 anni di lavori intermittenti - ultima produzione della mia etichetta ma all'epoca non ne ero consapevole - dispiaciuto di non aver potuto realizzarla in italiano/inglese, (non avevo la conoscenza approfondita della lingua inglese né i dineri per poter stampare questa fanzine in doppia lingua, alcune care amiche mi aiutarono non poco nel tradurre alcuni testi dall'italiano all'inglese) sognavo di pubblicarla in italiano in un futuro abbastanza prossimo. Non sapevo che dopo pochi mesi la mia vita sarebbe cambiata totalmente e che avrei chiuso Contaminated Productions dopo solo un anno e mezzo per via dei miei continui viaggi fuori il belpaese.
Inziai con la stampa di 50 copie alle quali allegai una toppeta con un mio disegno (allegata foto-stencil): le spedì a varie distros e soprattutto alle individualità strettamente interessate a questa tematica, ricevetti dei feedbacks molto positivi sopratutto riguardo la fanzine.
Tredici anni sono passati da allora e l'inglese in terra italica è divenuto più popolare ergo la diffusione di questa fanzine ha sicuramente piu senso ora.
Purtroppo non ho i masters originali con me, non ho idea di quando li potrò recuperare, la copia che ho usato per questa conversione in digitale ha un problema nel primo pezzo del lato A (male tape) - la canzone dei Forehead - a questo proposito manderò a Titus il cd di questa ottima band svizzera (completo di booklet) per il prossimo post, avrete cosi la possibilità di ascoltare l'intero cd da cui questa canzone è tratta.

Sono felice di far circolare sul net questa compilation con l`aiuto di Titus. Ho notato leggendo dei commenti su altre produzioni Contaminated che alcuni lettori di questo blog sono molto felici di poterle scaricare. Questa cosa mi riempe di gioia e mi dà l'energia per continuare il “ripescaggio” di vecchi nastri/cds che nonostante il passare del tempo sono ancora molto validi e degni di non essere dimenticati. Grazie per i vostri commenti, significano molto per me e alla fine grazie mille a Titus per avermi dato la possibilità di usare il suo blog.
Per concludere (solo per i piu curiosi), sto da tempo collaborando attivamente anche con un altro blog, Vita Ignes Corpus Lignum, al quale sto passando cassette rare di esoteric electronikx, noise industrial e hypno electro degli anni '90!
'Till next time, enjoy this amazing music, stay tuned.
(Raffaele)

Che ne dite di lasciare un commentino per ringraziarlo?

Female tape

Tracklist:

a01. Forehead - Yeah
a02. Budellam - Mercenaris
a03. Oi Polloi - 25 hours
a04. Momido 4t - Seraphina
a05. Disumana Res - Warsex on tv
a06. Thumber Thor - Butterfly
a07. Fleisch Lego - Michael Jagger harsh
a08. Alphane Moon - Circle of four
a09. Valpurgis Volta - Break away
a10. Lonely - No title received

b01. Parkaj Mental - No title received
b02. Parkaj Mental - No title received
b03. No Fraud - Radio sucks
b04. Cosmonaut Hail Satan - This is not a Rorsharch test
b05. Religious Overdose - One way
b06. Ixa-Wud - Mandrugara
b07. Bad Influence - Trapped in reality
b08. Pol Silentblock - Overdose

Contaminated Productions
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Male Tape

Tracklist:

a01. The Sudanese Witch Hunt - Times change
a02. Oltraggio E Resistenza - Con i loro stessi mezzi
a03. Skdron - Ganjah
a04. Citizen Fish - Mediamen
a05. L.A. Choix - Lost time fag
a06. SS 20 - Coke et cola
a07. Ligizzad - Hip to the gem
a08. Feel The Fire - A cosa serve
a09. Okaniva Fuhimiro - Moditer
a10. Flagrants D'Eli - Le ligne imaginaire

b01. Internal Autonomy - Scream
b02. Natch Und Nebel - Une foise encore
b03. Brandelli D'Odio - Aiuto...mi soffocano
b04. The Sheperds - Sub
b05. Bored Way - Libera eleccion
b06. The Mike Post Mortem - Acknowledge lost master
b07. Condominium - The Brazil complex
b08. Blind Justice - I need something
b09. Doves Under Charwalk - Religion befreit
b10. Inkisiçao - Alternativa
b11. Ontendreven - De betoging

Contaminated Productions
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3 maggio 2010

AA.VV. - No legal murder (tape) #1992

Mastodontica compilation su c90 e undicesima uscita della Contaminated Productions di Raffaele. Non ci vuole molto per apprezzare gli intenti lodevoli che stanno dietro questo progetto: basta dare un'occhiata alla copertina e leggere la breve introduzione posta all'inizio della fanzine di 26 pagine allegata alla cassetta in questione, dove si dice che "lo scopo principale di questa iniziativa è quello di gettare il sasso nello stagno dell'indifferenza nei riguardi degli assassini legalizzati e più in generale dei soprusi, degli atti di violenza gratuita, delle atrocità e crimini vari operati dalle Forze dell'Ordine, viste non sotto il falso aspetto di Servizio Sociale, ma sotto quello ben più nascosto di organo di repressione legalizzato". Una dichiarazione d'intenti che, nonostante siano passati quasi vent'anni, conserva intatta tutta la sua efficacia. E questo perché il sistema repressivo, oltre ad aver ampliato il suo raggio d'azione all'interno delle nostre società e non aver perso una goccia della sua brutalità, continua ad essere protetto, difeso e legittimato da imbarazzanti connivenze politico-istituzionali. Non sarò certo io a insegnarvi cosa è successo a Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Marcello Lonzi, Gabriele Sandri, Stefano Cucchi, e a tutte le vittime della violenza sbirresca e del sistema carcerario (cpt/cie inclusi). Questa compilation, "nata dopo 10 mesi di corrispondenze", cercava dunque di colmare il vuoto d'informazione sul lato oscuro delle cosiddette "democrazie" occidentali (quella italiana in particolare - c'è un lungo ma incompleto elenco di "legal murders" avvenuti nel belpaese): un paravento che ha consentito troppo a lungo al Potere di sventolare in favore di telecamera una coscienza immacolata.
E quando alle buone intenzioni si unisce anche un'ottima scelta dei gruppi in scaletta, il risultato finale è una compilation memorabile. Per la maggior parte si tratta di punk hardcore alla vecchia maniera, ma non mancano divagazioni sperimentali (Ruins), noise (Dawson), post punk (Dirty Hands), punk rock (Hirn, Chilli Confetti, Les Seminoles), crust (Hiatus), un tocco di elettronica industriale (Solanaceae Tau e Etat Des Stocks) e un pizzico di reggae/ska (Die Testers, The Subversives). Le band provengono da mezzo mondo: a tenere alta la bandiera italiana ci sono due ottime tracce di Infezione e Anticorpi e il rock psichedelico dei Neolithics; per gli stranieri spiccano invece le prove di Sabot, One by One, Thompson Rollet, Agent 86, Blind Justice e Demise. Al solito, la qualità delle registrazioni è piuttosto eterogenea ma il solo fatto che questa cassettina sia stata completamente autoprodotta dovrebbe aiutarvi a trasformare il difetto in virtù.
A.C.A.B.

Tracklist:

a01. RUINS - Grudandgo
a02. POLITICAL ASYLUM - I've got a name
a03. DIE TESTERS - Wochenend und somnenschein
a04. ETAT DES STOCKS - Cops are circling
a05. MUSHROOM ATTACK - Kill the pigs
a06. MUSHROOM ATTACK - The fight goes on
a07. THE SUBVERSIVES - No questions will ask
a08. DAWSON - Fifty years
a09. INFEZIONE - Terrorismo legalizzato
a10. WHO MOVED THE GROUND - A thousand voices
a11. ONE BY ONE - Making bacon
a12. THOMPSON ROLLET - Senseless things
a13. SABOT - At the point of no return
a14. FROGS OF WAR - Here it comes again
a15. HIRN - Just like Eddie
a16. SPINY NORMAN QUARTET - Stand still a while

b01. AGENT 86 - Capitol police
b02. LES SEMINOLES - Une plague
b03. BLIND JUSTICE - X-ray vision
b04. DIRTY HANDS - Men
b05. FOREHEAD - But i seem to accept it
b06. SPINNERS - Dig the hole forget the sun
b07. ANTICORPI - Senza alternativa
b08. BADGEWEARER - Inflexible expendable
b09. CRIME UNDER NEW TITLES - The soothsayer
b10. DEMISE - Firecracker
b11. THE NEOLITHICS - Long journey into the mudlights (live)
b12. HIATUS - Police crimes
b13. HIATUS - Lay it all down
b14. SOLANACEAE TAU - Barrels of blood
b15. JIMMY SAVILLE'S WHEELCHAIR - Jade root
b16. CHILLI CONFETTI - Bad songs about love
b17. UFO JA ANTENNIA - Ooh beibi
b18. UFO JA ANTENNIA - No trouble

Contaminated productions
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17 dicembre 2009

Jack & The Rippers - A wonderful piece of punk rock #1997

Breve compilation postuma che raccoglie alcune registrazioni d'annata (1977-78) di questa misconosciuta band svizzera, impegnata in un punk rock, se non originale, quantomeno sincero e difficile da trovare nelle fredde terre elvetiche. A parte qualche insipida deriva in levare, i venticinque minuti che compongono l'album scorrono via che è un piacere, tra melodie di chiaro stampo powerpop forgiate dai classici tre accordi.
File under: easy listening.

Jack & The Rippers - Don't pretend


Tracklist:

a1. No Desire
a2. Safe and Secure
a3. I Feel Like a Tram
a4. Don't Pretend

b1. Endless Peace
b2. I Think It's Over
b3. Down
b4. Loser (It Could Never Be Me)
b5. Safe and Secure (Raw-Mix)

Loud, Proud & Punk
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