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12 settembre 2017

Simbiose - "Fake dimension" #2009

The emperors of metal punk crust (or whatever you call the brutal sound barrier of Symbiose) are back! This is SIMBIOSE's 4th album, one of the most well known and legendary portuguese crust grind bands.
Produced by Ulf Bloomberg (M40, END OF ALL, GRACE WILL FALL) and with special guests like João Gordo (RATOS DE PORÃO), Sofia Loureiro (WE ARE THE DAMNED) and João Ribas (TARA PERDIDA, CENSURADOS, KU DE JUDAS).



Tracklist:

01. A solução
02. Obey
03. Auto-estima
04. Sem moral
05. United
06. Suffer inside
07. Intro (our world)
08. Fake dimension
09. I deny
10. Vai para pior
11. Can't understand
12. Gene
13. Evolução é repressão

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https://mega.nz/#!9sgj3LgR!MCLpItB1W4AiZkyDKIZUC7SN2k6bgkosrDbH4bWefoI

8 dicembre 2013

Tears|Before - Minus #2012

I Tears|Before avevano saputo catturare l’attenzione con l’ep di debutto Reversal (2009), ma è con questo primo album che si può finalmente comprendere fino in fondo l’effettiva caratura della band, figlia dello scontro tra post-core e noise newyorkese, clangore metallico e rabbia rovesciata senza filtri sull’ascoltatore. Si potrebbero tirare in causa i BURNT BY THE SUN come gli UNSANE, i BOTCH come i DILLINGER ESCAPE PLAN, ma si ragionerebbe per semplificazioni eccessive e non si renderebbe il senso di una proposta che non ha paura di affondare in certo metal evoluto (MESHUGGAH in primis) per dare la giusta carica alla propria vena hardcore. Non si può tacere inoltre una certa pulsione al caos tinto di nero, quello che ha visto nei francesi CELESTE uno dei nomi maggiormente esemplificativi. Minus è tutto questo, un concentrato di suoni e linguaggi che vanno a collidere senza paura delle conseguenze e, soprattutto, senza la necessità di fare i conti con codici e definizioni prestabilite. Così, pur nella presenza di una cifra stilistica ben definita e di un’impronta comune nella scrittura, ci si avvicina e allontana dai vari punti di riferimento a seconda del brano e di ciò che occorra alla bisogna. Un aspetto, quest’ultimo, che rende il percorso vario quel tanto che basta a non esaurirsi in una futile dimostrazione di furia cieca e a donare qua e là salutari rallentamenti (Home e il suo groove, ad esempio). L’impressione è che si tratti di un album in crescendo, non tanto per la struttura o il valore dei brani, quanto per la necessità di lasciar entrare sotto pelle l’approccio dei Tears|Before minuto dopo minuto, passaggio dopo passaggio, e scoprire così tutte le sfumature di una proposta più complessa di quanto la botta iniziale lasci intendere. La decisione di auto-produrre il disco, così da seguirne in prima persona ogni fase, fa ben comprendere quanto la band tenga a questo suo nuovo parto, non a caso uscito ben tre anni dopo il debutto.

da The New Noise


Tears|Before - Pornography in the 30's

Tracklist:

01. None
02. Pornography in the 30's
03. Walter Jr.
04. Lou Rhodes
05. Home
06. Pavillon
07. Vibes
08. Providence

Self-released
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Bandcamp
Download here

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20 agosto 2013

Cemento - Vite (ep) #2011

I Cemento hanno realizzato nel 2011 il loro primo ep Vite, un fuorioso misto di Post-Hc, Downtempo, Screamo e chi più ne ha più ne metta.
Vite viene registrato dopo vari cambi di formazione e vede Ivan alla Chitarra, Ruben alla Batteria, Mezza alla Voce, Nik al Basso. Appena finita l'incisione viene aggiunto Serpico come seconda chitarra.
Con la formazione a 5 elementi hanno già solcato vari palchi in veneto e friuli, suonando con band del calibro dei DECAPITATED, THE SECRET, TOMBS, TEARS BEFORE, GRIME, STORM-O, VISCERA, INHALE YOUR HATE, MUSIC FOR AIRPORTS.
Nati per caso nel 2008, i Cemento, non cercano gloria, né fama, ma vogliono spalmare tutta la loro violenza sugli ipocriti e perbenisti che sono in cima alla piramide che calpestano, con il loro ventre gonfio di corruzione, la speranza e dignità delle persone.

da Cemento


Cemento - Vite

Tracklist:

01. Sassi
02. Buio
03. Vite
04. Ricordi
05. Strade
06. Violet wall/You
07. Neve
08. Outro

Self-released
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8 novembre 2012

Hungry Like Rakovitz/O - Hungry Like Rakovitz/O (7'' split) #2011

Trovarsi fra le mani uno split 7" fra i più deflagranti e potenzialmente letali in circolazione è sempre una bella sensazione e sai già che andrai incontro ad un gran bel mal di testa. Partono gli Hungry Like Rakovitz, criminali grindcore che sporcano la loro proposta con schegge malsane dal retrogusto vagamente crustcore (direi CURSED ben sapendo che non c’entrano niente con i Cursed, quindi siete avvisati...). Nel giro di nemmeno sei minuti ci annientano i sensi con una manciata di pezzi proprie e due riletture personali, rispettivamente dei MELVINS e di niente meno che Burzum. Ringraziamo Jesus Christ o chi per esso per aver dato la possibilità a questi ragazzi di sfogarsi legalmente con la musica, perchè averli a piede libero non mi farebbe dormire la notte. Letali e spietati, tra i migliori in Italia! Si cambia lato e troviamo gli O, 4 su 5 ex DEPROGRAMMAZIONE per la cronaca, dall’approccio più elaborato e cervellotico (aiutano in questo senso le lyrics in italiano) ma non meno violento e spietato. Grandi riff chirurgici, grande manata in faccia dall’inizio alla fine e sadiche aperture rallentate che rendono varia, e più malvagia, la proposta. Per la cronaca l’artwork è bello ed etico, come da prassi quando c’è di mezzo la Frohike. Parere positivo quindi su tutta la linea.

da NOIZE


Tracklist:


a1. Stop Walking, You're Dead
a2. There Hands Aren't Made for Pray
a3. Mombious Hibachi (MELVINS)
a4. Nice to Kill You
a5. Stammen Fra Taarnet (BURZUM)

b1. Inestinto
b2. Come il buio

Co-produced
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28 aprile 2012

Inferno - The fall and rise of inferno sci-fi grind'n'roll #2012

Dopo averci sedotto e riempiti di lusinghe, gli Inferno ci abbandonano proprio come in un vecchio film in bianco e nero. Indossati i caschi spaziali, salperanno per tornare sul loro pianeta in coincidenza con la fantomatica maledizione del 21/12/2012, tanto per essere sicuri che in quella data qualcosa di brutto accada. Intanto, però, si festeggia e si gode con l’ennesima abbuffata sonora offerta da una delle band più istrioniche e rutilanti che la scena italiana (e non solo) abbia saputo produrre da un decennio a questa parte. The fall and rise è a tutti gli effetti il miglior lavoro dei capitolini, oltre che l’ennesimo passo in avanti nell’evoluzione del loro particolarissimo cocktail di hardcore, grind, elettronica, attitudine sci-fi e follia sparsa a mo’ di parmigiano sulla pasta. I brani prendono immediatamente alla gola e non vi sono cedimenti in questa cavalcata che non disdegna brusche sterzate e improvvise accelerazioni stile montagne russe. Eel boots and the curse of the skinny horses può essere presa a perfetto paradigma di un album che fotografa al meglio lo stile funambolico degli Inferno e lo tramuta in puri fuochi d’artificio, gli stessi che da sempre rappresentano la miglior definizione possibile di una loro comparsa live. La caratteristica principale di The fall and rise sta nel raggiunto equilibrio tra caos e rigore scientifico, cioè tra intuito geniale e precisione tecnica nell’esecuzione, furia cieca e meticolosa ricerca dei suoni appropriati a darle voce, ironia anarchica e voglia di far le cose nel migliore dei modi. The fall and rise è uno di quei dischi da avere e di cui andare fieri, da far conoscere ai propri amici e, perché no, ai propri nemici, soprattutto quelli con i paraocchi e le orecchie mono-uso, incapaci di confrontarsi con scelte coraggiose e incroci inusuali. Gli Inferno hanno saputo riempire un vuoto e crearsi una nicchia unica, impossibile paragonarli a qualche altro gruppo in azione se non procedendo per ampie e spesso forzate semplificazioni, impresa ardua rimpiazzarli... Come si diceva, per ora si festeggia, ben certi che un giorno ci sveglieremo e troveremo un biglietto di saluti sul comodino, mentre un disco volante si allontana nel cielo. Ah, questi pirati spaziali...

da The New Noise


Inferno - Charly Ziplock



Tracklist:


01. we are the romulans (intro)
02. CARTILAGO DELENDA EST
03. pituk kytup
04. EEL BOOTS AND THE CURSE OF THE SKINNY HORSES
05. CODENAME:RADARGIRL
06. MEET THE MEATBALLS
07. a maiden without irony pt.1
08. HALLS APOCALYPTUS
09. DEAD MAN WALKMAN
10. we are the samples
11. TUESDAY IS THE NEW MONDAY
12. in deep bogaard
13. a maiden without irony pt.2
14. CHARLY ZIPLOCK


Subsound records
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25 febbraio 2012

RSU - Rifiuti Solidi Urbani #1994

Rumore, Dolore, Luce Bianca, il suono squartato. Un sogno della catastrofe. Stop. Sono Rifiuti Solidi Urbani, cantori di universi degradati in metropoli dal cielo plumbeo dove i raggi del sole non riescono ad entrare. Musica come frullato di brandelli di suono presi qua e là, testimonianze archeologiche del modo di vivere contemporaneo, viaggio in futuri possibili, un walzer che brinda all'apocalisse. Era l'ottobre del 1993 quando dalle colonne di Italia 2000 si auspicava che qualcuno facesse incidere un disco agli Rifiuti Solidi Urbani; bene a neanche un anno di distanza è successo. Il primo disco dei Rifiuti Solidi Urbani si intitola semplicemente con il loro nome, Rifiuti Solidi Urbani appunto, ed esce per la Psycho records. E' un concentrato di energia allo stato puro in cui trovate, sparsi tra i solchi, Ambra di Non è la Rai e una delirante versione di Rock'n'roll robot di Alberto Camerini, gli EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN e i fuochi fatui della Realtà Virtuale. La voce non ha un posto in prima linea e potete anche ballare tra urla e ritmi schizzati, suoni di sirene e batterie elettroniche che viaggiano a 10.000 all'ora. Un segno importante per la musica italiana che finalmente riesce a varcare i territori della canzone e arrivare oltre i confini.

da Musicclub.it


RSU - Vita!


Tracklist:

01. Discarica - Die Mülldeponie
02. Velo...
03. Rapporti dance
04. 0
05. Transizione
06. Riflesso
07. Fellatio meccanica
08. La saga della "reale realtà"
09. Vita!
10. In un amen
11. Rock'n'roll robot (A.CAMERINI cover)
12. Benvenuti a Babilonia
13. Vita! versione ballabile
14. Rapporti techno
15. Cenere - Der Verbrennungsofen

Psycho records
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10 gennaio 2011

Santantonio - Disperazione in musica #2004

Decisamente intrigante questo lavoro che parte con un riffing di chiara estrazione swedish/melodic death per sorprendere con un cantato in italiano capace di richiamare alla mente la nostra scuola hardcore anni Ottanta.
Per una volta tanto, infatti, le influenze scandinave non coprono completamente il versante hardcore della proposta musicale, ma ne entrano a fare parte, lasciando comunque alle vocals il compito di sottolineare come primissimi IN FLAMES e DARK TRANQUILLITY siano qui al servizio di un sound che in più di un momento ricorda un nome sacro come quello dei NERORGASMO. Le atmosfere sono plumbee e vanno a sposare la bellissima grafica completamente giocata su un gioco tono su tono dalle tinte scure come la notte, per un effetto finale tanto personale quanto capace di colpire la fantasia dell'osservatore e di imprimersi nella sua mente. Metal-core, dunque, ma un metal-core che non fa il verso al trend dominante, bensì ne offre una versione stravolta e dilaniata, creando un mix impossibile tra gli aspetti più arcani e meno stereotipati delle distanti fonti di ispirazione. Un disco che si fa ascoltare con piacere dalla prima all'ultima nota proprio grazie all'ottimo lavoro del cantante, in grado di rendere riconoscibili e inconfondibili le composizioni targate Santantonio.

da [audio]drome

Santantonio - Vivo


Tracklist:

01. Amaro finale
02. I nostri passi
03. Tempesta di grida
04. Vivo
05. Disperazione
06. Guardare lontano
07. Vent'anni
08. I miei occhi sanguinano (demo)

Coproduzione
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Myspace
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31 ottobre 2010

AA.VV. - Corporate rock wars #1995

La Earache è senza dubbio una delle più importanti etichette metal di tutti gli anni '90 e nonostante le sue uscite migliori si collochino nel filone più estremo del genere (vedi CARCASS, BRUTAL TRUTH, NAPALM DEATH, MORBID ANGEL, ENTOMBED...), la label anglo-americana è riuscita ad accaparrarsi numerose altre formazioni provenienti dalla sterminata galassia metallica. Quella che state per scaricare è una raccolta proprio di quelle produzioni che definire "minori" sarebbe come minimo ingiusto. Così, a fare bella figura nelle 16 tracce di questo cd troviamo il crossover di Fudge Tunnel e Dub War (futuri SKINDREAD), hardcore/grunge per i primi, rap/metal per i secondi; l'industrial metal dei padrini Godflesh e quello degli emuli Misery Loves Co. e Pitch Shifter; e la drum'n'bass ipnotica ed industriale degli Scorn. Alquanto incomprensibili invece i brani di gabber-hardcore degli O.L.D. e del folle Johnny Violent/Ultraviolence.
Un compilation insolita ma all'avanguardia per l'epoca, che si presenta con un booklet solo all'apparenza anti-tecnologico. Ah sì, dimenticavo, offre Raffaele.


Tracklist:

01. DUB WAR - Strike it
02. MISERY LOVES CO. - My mind still speaks
03. PITCH SHIFTER - (A higher form of) Killing
04. SCORN - Exodus (Scorn remix)
05. FUDGE TUNNEL - The joy of irony
06. O.L.D. - Freak now
07. GODFLESH - Crush my soul
08. JOHNNY VIOLENT - North Korea goes bang
09. MISERY LOVES CO. - Honour code loyalty
10. DUB WAR - Mental (Ruyere mix)
11. PITCH SHIFTER - N.C.M. (Pitch Shifter mix)
12. FUDGE TUNNEL - Sex mammoth
13. O.L.D. - Glitch (Rob Gee mix)
14. ULTRAVIOLENCE - Electric chair
15. GODFLESH - Newspite
16. SCORN - The end

Earache records
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17 luglio 2010

Lili Refrain - 9 #2010

Lili è soprattutto una performer. Ma ha concepito e realizzato questo disco, il secondo dopo l'omonimo del 2007, come una summa di se stessa. Mettendoci dentro suggestioni, ossessioni, vita. Il numero 9. Nove come la famigerata revolution del White Album. Come i mesi della gestazione umana. Come un nome che sta bene ad una Telecaster (quella di Lili, ad esempio). Come il numero delle tracce in programma, tre per ognuna delle tre parti in cui è diviso (Invocazione, Iniziazione, Incantesimo). E poi altro ancora, seguendo un elucubrare cabalistico che fa il paio col piglio esoterico che aleggia attorno alle evoluzioni di voce e chitarra della ragazza: mesmeriche sovrapposizioni vagamente DIAMANDA GALAS, reiterazioni minimali(ste), spirali noise, rituali psych, sabba metal ed archetipi folk-blues.
Lili sembra gettarsi nel buio dell'intuizione con abbandono ipnotico o furibondo fatalismo, con la devozione fideistica (e ahinoi parecchio fuori moda) di chi crede fino in fondo nel gesto espressivo, di chi lo sa capace di rappresentare (e perfino cambiare, perché no?) la vita. Ciò che significa anche aggrapparsi ai punti fermi, alle personalissime fonti d'ispirazione e meditazione, che nel caso specifico vanno da Albéniz ai CONCRETE passando per la filastrocca di Fra Martino, il tema de Il Padrino e lo slogan degli arrotini (primo esempio di loop in Italia!). Fonti disparate che s'incastrano in un flusso febbrile e lirico, acuto e profondo, pulsante e circolare. Da intendersi come un'esperienza introspettiva e tuttavia generosa, perché liberatoria e soprattutto libera di scegliersi modi, forme e schema.
E' uno dei pregi principali di Lili, sacerdotessa del guitar shippinghead.

da SentireAscoltare

Lili Refrain - Ipnotica


Tracklist:

01. Incipit
02. Ipnotica
03. Imitatio
04. Insultura
05. Invernalia
06. Imperativa
07. Ignis
08. Ictus
09. Illudia

Trips und Traume/Three Legged Cat records
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Myspace
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29 maggio 2010

Glacial Fear - Fetish parade #2000

Ho sempre pensato che in Italia ci siano dei gruppi molto sopravvalutati e altri che invece non sono presi in considerazione abbastanza. I Glacial Fear appartengono alla seconda categoria. Ed è un peccato, perché i Glacial Fear sono un gruppo validissimo. Il più bel complimento che si potrebbe fare ai nostri è quello che ascoltandoli non si direbbe che sono italiani. E invece non solo sono italiani ma addirittura provengono da Catanzaro (terra certamente molto lontana dal giro che conta). Fetish Parade è un disco che pur essendo un connubio di sonorità alla VOIVOD, FEAR FACTORY e MESHUGGAH spruzzato di hardcore, riesce comunque ad avere quel tocco di originalità dovuto all’abilità dei nostri a sapere tirare fuori il meglio dalle succitate influenze. E poi come non notare l’attitudine di una splendida cover cyber-futuristica e gigeriana nonché titoli come Alienatheist, Subhuman Mutation o Misanthropic Hacker? I Glacial Fear sapranno condurvi in un mondo futuristico e alieno, claustrofobico e ossessivo.

da Hell's Pit forum

Dietro alle pelli c'è il buon Rotondaro (RONIN ed ex-CGB) e come special guest alla seconda voce c'è il cantante degli UNDERTAKERS Enrico Giannone (Subhuman mutation, Misanthropic hacker).


Glacial Fear - The fortress


Tracklist:

01. The Fortress
02. Electronic N-ice Eyes
03. Alienatheist
04. Subhuman Mutation
05. Antartica
06. Misanthropic Hacker
07. Spacecraft
08. Installation Madness
09. The Fetish Parade

Negatron records
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Myspace
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20 maggio 2010

AA.VV. - Movin' on

Tracklist:

01. Gojira - The art of dying
02. Zu - Erinys
03. Fuck Buttons - Rough steez
04. Daughters - Our queen
05. Old Man Gloom - Rotten primate
06. October File - In my magnificent circus
07. Kieltolaki - Maailma menee helvettiin
08. Aerosols - Obsessive thought patterns
09. Raw Nerve - Hemlock
10. Veins - 04/16/2007
11. Cult Ritual - Haunted ground
12. Cult Ritual - Failed
13. Holy Shit! - Put a band aid on it
14. Ecoli - Gimp box
15. Smart Cops - Medley (excerpt)
16. N.N. - Lideres
17. UV Race - Society made me selfish
18. Lost Sounds - Saturn stomp
19. Cloak/Dagger - Sunburnt mess
20. Margaret Thrasher - Hell no
21. The Briefs - Stuck on you
22. The Marked Men - Don't look at me
23. Frustration - Brothers!
24. Soviet Soviet - Lokomotiv
25. Indian Jewelry - Lying on the floor
26. Liasons Dangereuses - Mystère dans le brouillard
27. Cold Cave - Life magazine
28. Former Ghosts - Dreams
29. Zola Jesus - Last day
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12 gennaio 2010

AA.VV. - My ears are on fire


Tracklist:

01. Crunch - Subito

02. Converge - Dark horse
03. The Steal - The possibilities are endless

04. Smart Cops - A quattro zampe
05. Holy Shit! - Shitting outside the box
06. Notorius - Anche tu lo vedi adesso
07. The Joint Chiefs Of Math - Goin' to the beach
08. Bebe Rebozo - Shub niggurath
09. Mayyors - Ghost punch
10. Ed - I proiettili sono più veloci delle parole
11. Monotonix - No metal
12. Sorella Maldestra - Cadavere
13. Fungi Girls - Colour the floor

14. Sedia - Anacleto
15. Baroness - Jake leg
16. Zippo - El sitio
17. Eternal Tapestry - Cosmic dream
18. Screaming Females - Bell

19. L'Amico Di Martucci - Il piscio ed il vento
20. United Nations - The spinning heart of the yo-yo lobby
21. I Refuse It! - Agguato
22. The Vicious - Sanity
23. Church Of Violence - Occhi chiusi
24. Squishy Squid - No more lovesongs
25. G.I.Joe - Hey camionero

26. Surgical Penis Klinik - Mekano
27. Rinf - Suzi dead
28. Throbbing Gristle - Six six sixties


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