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12 aprile 2014

Dictatrista - Preavvisati......ma non premuniti (tape) #1984

This "live" quality tape give you a decent idea of what this band is capable of - a lot. Their melodic material has good hooks and vocals, whether delivered fast or slow. Wait until they get into a studio.

Tim Yohannan, Maximum Rocknroll #16, August 1984


ps: grazie mille a Leo per l'insperato rip.

Tracklist:

a1. Side A
(Facce stupide/Libertà/Guerra/I sogni di un morto)

b1. Side B
(Scienza/La rosa morta/Nessun ghetto/Normalità criminale/Menzogne programmate)

Goddam Church records
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29 marzo 2014

Eu O Declaro Meu Inimigo - "...nem mestres" #2013

Dalle calde spiagge di Recife 7 bombette di ardecore alla vecchia maniera, in bilico tra il thrash e il fast, più una cover nascosta di Drinking and driving (BLACK FLAG). I quattro pernambucani confermano quanto di buono avevano fatto sentire già nella prima uscita.


Eu O Declaro Meu Inimigo - Tripalium


Tracklist:

01. Tripalium
02. Mancha negra
03. Benedetti
04. Máquinas do sensível
05. Fortaleza de incertezas
06. Ni un día más
07. Morte motor

Self-released
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Bandcamp
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15 marzo 2014

Mucopus - The return of Mucopus (ep) #2011

I Mucopus nascono a Torino nel Luglio 1995, durante l’occupazione del Kinoz, da Paolo “Stocca” batteria, Claudio “Diazzi” chitarra, Roberto “Leovinci” basso e Danilo voce.
I Mucopus non sapevano suonare ma si chiusero nella cantina di El Paso Occupato per un anno fino al loro esordio dal vivo al Delta House di Torino nel 1996.
Dopo una serie di concerti negli squat della scena locale, registrano un demo tape di 10 brani nello studio di Maurizio “il gatto” (ex IFIX TCEN TCEN ex NERORGASMO). Purtroppo il demo va perduto. Alla fine del 1997 Danilo lascia il posto vacante. Dopo due sostituti durati pochi mesi ed un paio di concerti, trovano il nuovo cantante Pierpunk con il quale registrano un nuovo demo tape di 16 brani da Tino Paratore. L’attività live aumenta e alla fine del 1999 sono pronti 6 brani nuovi per la compilation Torino è la mia città, ma alla vigilia dell’entrata in studio, Paolo “Stocca” abbandona il gruppo, che si scioglie.
Durante l’estate 2011 dopo un concerto dei BAD BRAINS ed una foto scattata insieme a HR, torna la voglia di suonare con Danilo e reclutato Giuseppe “Azza”, nuovo grande batterista, registrano 8 brani del vecchio repertorio, 3 covers ed un brano nuovo di zecca.

da Mucopus


Mucopus - Ostile


Tracklist:

01. Ostile
02. Va a cagare
03. È vietato
04. Orgasmo infernale
05. Banana
06. Facile

Self-released
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7 marzo 2014

His Electro Blue Voice - Ruthless sperm #2013

Ruthless sperm. What’s in a name? A whole hell of a lot, actually. Sperm can ruin everything. Persistent little shits that fight their way to the prize. If just one soldier gets ahold of its egg of choice, things will break apart, bubble and mutate. A microscopic violence that leads to thirty plus pounds of sludge and flesh. Still, beauty tends to be the outcome after all this splashy mess and most parties find a happy, rewarding ending. Most parties. To the unfortunate others, the outcome can be more terrifying than anything dreamed up in a Polanski flick.
Italy’s His Electro Blue Voice follows a similar path to creation. Once the choice is made, it’s guaranteed the trip will be violent and unrelenting. Only the band doesn’t tell you up front which crooked path is gonna lead you to the finish line (at first, they may not even know). But whether it’s slathered in a thick glaze of neo-gothic guitar, an unexpected electronic pulse or leveled under a death trip full of panic inducing terror shrieks, His Electro Blue Voice have become masters at building soundscapes that leave brave listeners spent, soiled and with nothing positive on their mind.
On Ruthless sperm – His Electro Blue Voice’s debut full-length, after a string of collectible singles/EPs and an appearance on the Sub Pop 1000 compilation – they set their trajectories on a Kraut-driven rhythm; a haunting, cinematic wash or a mechanically-sound industrial thump. Thirty-plus minutes of shock-horror blasts, blaring cyber-synth attacks and that gloriously-repetitive STOOGEoid-meets-KILLING JOKE throb. The end result is a platter that’s as direct as it is deadly. Yet for all the bombast and bummer, His Electro Blue Voice still bring forth euphoric hooks and shards of shoegaze, if only to leave them strewn about within the mechanical wreckage. You can almost hear the sounds of the early 4AD roster in the grooves, left teetering between warped indie sensibility and creepy-crawl madness. Crazy sounding, but damned if it doesn’t stick in your head.
Ruthless sperm by His Electro Blue Voice: subtle as a construction site and precise like a leather gloved killer. This is the apocalypse. This is end times. Thankfully we get a decent soundtrack to go with it.

via Sub Pop


His Electro Blue Voice - Death climb


Tracklist:

01. Death climb
02. Spit dirt
03. Sea bug
04. Tumor
05. The path
06. Born tired
07. Red earth

Sub Pop records
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4 marzo 2014

Xtravagance Core - Cabaret Terror Balera #2008 + Pirati d'acqua calda #2012

Il progetto Xtravagance Core nasce nel 2004 dalla disgregazione del gruppo CUT LINERS (R.I.P.), Ni/gölas (voce) e Tosgh (chitarra) decidono di portare avanti le ricerche di stravaganza sonora comincate ad indagare nella ska/metal band. Il nuovo sound sarà guidato dalla voglia di fondere il suono punk/grind all'attitudine del cabaret e degli spettacoli da vilaggio turistico, in un'atmosfera surreale e senza senso. Nel 2006 si aggiunge al progetto Dudankamion (batteria), fissando definitivamente la sessione ritmica alla sonorità della band, che diviene così un trio nella sua ossatura centrale; tuttavia la formazione del gruppo non è fissa ed è in costante collaborazione con vari ed eventuali personaggi come predikatori "marcificati", ballerine mutanti, frustatrici frustrate, ladri di cotolette, in una festa di latrati, coriandoli, feed back, e trombette da compleanno.
Dopo alcuni anni di sperimentazione canina, nei quali le fila Xtravagance hanno vantato la partecipazione di personaggi laidi del calibro di Miguel al Marcificatore e Gigi al basso, nonchè dopo vari concerti che li hanno visti impegnati nel circondario dell'emilia romagna ma anche in alcune zone del nord italia, gli Xtravagance ritornano in pista con un nuovo membro fisso nella band, Simobe il Pistillo, che già aveva collaborato per moltissimi concerti; bimoSe suona la tromba e le tastiere, ma è anche un ottimo imbecille, degno quindi di essere il quarto cavaliere dell'Xtravaganza!
Dopo la pubblicazione del loro primo album chiamato Cabaret Terror Balera, nonchè dell'edizione speciale Il Seg(c)reto dell'Intestino Crasso, nel 2012 gli Xtravagance Core pubblicano su vari market digitali un disco live di 15 brani, intitolato I Pirati d'Acqua Calda, registrato durante il concerto piratesco del Freak Festival al Beky Bay di Bellaria I. Marina (20/08/10)

da Xtravagance Core



Xtravagance Core - Io credo in peace


Cabaret Terror Balera #2008
Tracklist:

01. Io credo in peace
02. Questa vita non mi piace
03. Di denara
04. Frullati di droga a colazione
05. Skatolette di sæ(i)tan
06. La birra mi ha reso futile
07. Luigi Giorella (giocherella qua e là)
08. Mondo felice

Self-released
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?????

Pirati d'acqua calda (live) #2012
Tracklist:

01. Mettigli il sifone a Binks
02. Frullati di droga a colazione
03. La birra mi ha reso futile
04. Shakira insegnami a danzar
05. Di denara
06. Skatolette di sæ(i)tan
07. Questa vita non mi piace
08. È arrivato LEFBI
09. Zuppa di mafia
10. La basetta del cagnuso
11. La brum del mmh
12. E ballo il twist
13. Bumbalé
14. Chi è Lord Brugard?
15. Il passato di Lord Brugard

Self-released
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?????

27 febbraio 2014

Movie Star Junkies - Mother (one sided 7") #2008

"i woke up in the graveyard
i thought i was so down
i wonder what had happened
i was laying on the ground
so listen to me baby
and look at what i've done
can't you hear my sinful prayer
i just stabbed my mother down"

Movie Star Junkies - Mother


Tracklist:

a1. Mother

Hell Yes! records
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Website
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24 febbraio 2014

O - Il vuoto perfetto #2012

L’artwork ricavato da una vecchia foto corrosa dal tempo in cui si apre una sorta di voragine nera, testi volti a scavare nel proprio io e nelle proprie angosce, una struttura circolare che vede inizio e fine fronteggiarsi come un serpente Uroboro: sono tutti elementi che concorrono a dar forma a Il vuoto perfetto e indicano la volontà di andare oltre la semplice collezione di canzoni, così da mettere in scena un percorso interiore in certo modo iniziatico, che dalla distruzione di sé porti alla possibilità di una nuova partenza. La seconda prova degli O, già autori di uno split con gli HUNGRY LIKE RAKOVITZ, si impone per la complessità con cui i vari ingredienti si incastonano e danno vita a una mazzata feroce di postcore virato grind, personale e ben assemblato, tanto in your face quanto capace di improvvise aperture che rendono il percorso affascinante e mai monotono. Ovviamente, si resta saldi nell’ambito dell’estremismo sonoro più iconoclasta e coraggioso, lontano da qualsiasi tentazione listener-friendly o da concessioni alla melodia, ma ciò che prevale non è tanto il nichilismo fine a se stesso, quanto un concept con un suo senso compiuto e una sua precisa ragione d’essere, seppure ricca di negatività e quasi priva di prese da cui far filtrare luce. Le stesse vocals, in continua lotta con il clangore degli strumenti, oltre che sempre sul punto di spezzarsi in un grido di sofferenza e follia, concorrono a definire una sottile linea tra possibilità di comunicare e incapacità di confrontarsi con gli altri, tra la scelta della lingua madre come da tradizione hardcore e la lucida consapevolezza di non essere compresi che da poche anime affini. Per questo, Il vuoto perfetto non si presenta come un lavoro disposto a concedersi senza opporre resistenza, senza lottare per restare chiuso in se stesso, per cui deve essere conquistato ascolto dopo ascolto per svelarsi in tutta la sua forza espressiva e la sua complessità. Per gli altri resterà un solido disco dall’animo post in grado di unire estremismi di varia natura all’interno di una formula tanto incisiva quanto ben congegnata, il che è già un bel prendere.

da The New Noise


O - Addio alla luce

Tracklist:

01. Apnea
02. .
03. Addio alla luce
04. Non è vivo
05. Di vita e altri veleni
06. Contemplando
07. Creatori nascosti
08. Il grande freddo
09. L'inizio

Grindpromotion records
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Bandcamp
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21 febbraio 2014

Storm{O} - Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso #2014

Years, months, days of sweat and labor, sighs held and stifled breaths, between course changes and incisive pace: all of this will finally see light on February 21, 2014, conveyed in a single opus.
32 minutes and 32 seconds, 15 tracks based on the late 90's post-hardcore, soiled by dark crust riffs and renewed by an emotionally intensive mood, relentlessly lacerated by a native-language screaming which takes its roots from the Italian hardcore of the 80's.
 
Rennie Resmini from STARKWEATHER says:
«Very caustic...though there is a brief sense of calm with the 14th track.
I love the fact you guys have kept the vocals in your native tongue. It definitely adds to the ferocity and in my case, unable to speak the language, a sense of disorientation.
Real good mix, too. Everything is present and accounted for, good sense of space.
The Storm{O} release is a fantastic surprise».
 
Recorded live in the studio in 6 days and mixed at Studio 73 by Riccardo Pasini (THE SECRET, EPHEL DUATH) and mastered by Alan Douches (CONVERGE, ORCHID) at West West Side Music, New York, the full length album will be released in gatefold 12” format, with artwork by Luca Rento.

via Bandcamp


Storm{O} - Fuga

Tracklist:

01. In Volo
02. Supernova
03. Fuga
04. Perché La Bambina Cade
05. Sorridendo (Alla Possibilità Della Caduta)
06. D'istanti
07. Un Coltello: Compassione O Comprensione
08. Delle Nostre Vite Appese
09. Meditazione Sulle Eterne Massime: Parte I - "Le Cose Peggiori"
10. Meditazione Sulle Eterne Massime: Parte II - "La Debolezza"
11. Meditazione Sulle Eterne Massime: Parte III - "L'accecante Guida"
12. Human 2.0
13. Aspettandone Uno Vivo
14. Respiro
15. Per Le Tue Lacrime

Co-produced
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Bandcamp
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19 febbraio 2014

Drowning Pool - Drowning Pool #1987

Drowning Pool's second album is an entrance into a zone of dangers and torments, landscapes of fluid forms and terrifying violence, initiation rites of suffering, sweat and tears, with glimpses into spaces of transcending beauty. The march of imperialism, machinery of oppression, fragmented barks of military orders' speaking a language we don't understand (Romans); ominous, relentless drums, feverish sleep punctuated by the "erotic sound of gunfire" (Pogrum); jungle sounds, primitive drumming and dancing, savage female voices, eerie incantations, infernal animal and bird noises, squawks and grunts, cooking pots and hunters' cries, and a vibrating buzzing (this sound is often described at the beginning of psychedelic voyages, and Huichol shamans create e a similar sound, like hiving bees, prior to initiation ceremonies). "Archaic slave rhythm" (Open Palms) women with flowing guitar chords; a wild ecstatic voice and fierce drumming, a driving, un/coiling motion, in New Tremblin Fingers.

via Drowning Pool


Drowning Pool - Romans



Tracklist:

a1. Romans
a2. What of singing birds
a3. Open palms
a4. Pogrum

b1. Broken jawed woman says
b2. New tremblin fingers
b3. Edith, hold put your hand
b4. P.E. 26
b5. Paradise found

Scarface Charley records
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16 febbraio 2014

Fluxus - Non esistere #1996

Il contesto è ben conosciuto: anni '90, la plumbea Torino partorisce gli ennesimi talenti che miscelano gli stilemi del noise, hardcore punk e rock in un modo geniale che oggi ci sogniamo.
Tre mastini rabbiosamente e lucidamente contro tutto il ciarpame che gli veniva iniettato a dosi massicce.
Al diavolo gli slogan e le frasette fatte, la band andava a scavare nei meandri della coscienza fino a dargli una voce, una voce tagliente come quella di Franz Goria, carismatico frontman del gruppo.
I Fluxus rimangono nel ricordo sfumato di quel mondo marchiato a fuoco da un fermento musicale e sociale che mandava affanculo tutte quelle dinamiche che con l'andar degli anni gli si sono cucite addosso. [...]
Il '96 è l’anno di Non esistere, album dall'eloquente titolo a cui prendono parte due pilastri dell'hardcore torinese: Tax Farano alla chitarra e Marco Mathieu al secondo basso (entrambi ex NEGAZIONE) dove porgiamo l'altra guancia per farcela frantumare dai ritmi già gustati nel lavoro precedente.
Se l'elaborato sound del primo album vantava tre chitarre elettriche in questa seconda perla si aggiunge un secondo basso.
Il gruppo comincia ad avere un grande seguito, ottime critiche e una collezione di live ad impatto e livello elevatissimo. [...]

da Underground Experiment


Fluxus - Sono fuori di qui

Tracklist:

01. Veldt
02. Immagine di un cane enorme
03. Non esistere
04. Sono fuori di qui
05. 851
06. Luce acida
07. Noi galleggiamo nel vuoto
08. Origine del caos
09. Iconoclasta
10. Preghiera di un pilota bombardiere

Free DB'S
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14 febbraio 2014

Intothebaobab - Verdi acidi pensieri #2013

Secondo disco in formato vinilico 12″ degli IntoTheBaobab, oggi uno dei gruppi più stacanovisti nella diffusione della controcultura punk a Bologna, città, provincia & oltre...ormai uno strano satellite in perenne movimento nella galassia libertaria italiana. I solchi verdi e neri di questo disco sono pregni di urgenza comunicativa: una visione della realtà lucida come le maniglie del Titanic & disperatamente critica come il suicidio di un Kamikaze, ma allo stesso tempo caratterizzata da una proposta positiva, come sempre filtrata dalla sbilenca e oscura ironia che distingue i Baobab dalla trita e ritrita formula che vuole il punk solo come "sputare rabbia alla cieca". La musica va a bracetto con le visioni che offrono questi 11 pezzi, con sonorità e arrangiamenti, che per quanto semplici, sono concepiti come perenne tentativo di scardinare i fluidi e nebulosi confini del "genere punk", storpiarli per allargarli. Una secchiata di acido verde sulla carcassa della nemica "normalità".

da Ansaldi Records


Intothebaobab - A(c)cerchiata

Tracklist:

a1. Sottoculture unite
a2. Ninna nanna
a3. Che 2 palle
a4. A(c)cerchiata
a5. Il secondo Stato

b1. Verde acido pensiero
b2. Chiamerò mio figlio Andrea
b3. Una rapina
b4. Il degrado
b5. Generazione zero
b6. Confessionale

Ansaldi records
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Website/Bandcamp
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9 febbraio 2014

Thelema - Tantra #1986

The band was born in the most usual way in Modena, during the winter of 1984 when Massimo Mantovani, formerly in BLOUSONS NOIRS, bass player Giorgio Parmigiani, formerly of THROBS OF PLEASURE and Gregorio Bardini, formerly in T.A.C., were one of the few true italian darkwave band of the 80s. [...]
Influenced by the English dark-wave and post-punk of those times, they managed anyway to give their songs a personal bias, with a strong tribal mix of bass and drums which created a rhythm background for the guitar and keyboards tunes, all covered by vocals not always sung but often screamed. [...]
Around october-november 1985 guitarist Davide Mussini joined the band, and Thelema recorded the songs which were to become their first album (Tantra, Spittle Records), released in the first months of 1986. This album, released with a ‘60s gatefold package, is still a collectors’ item.

via Fields of Haze


Thelema - Rosa alchemica

Tracklist:

a1. Magick
a2. Your god
a3. Call back your senses
a4. Samekh

b1. The book of the law
b2. The face of the angel
b3. The phoenix mass
b4. Rosa alchemica
b5. Tantra

Spittle records
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4 febbraio 2014

NASA Space Universe - Brainrailers (7") #2010

If anything gets me back into hardcore it’ll be Nasa Space Universe. This is easily the best hardcore record I’ve listened to fresh this year. For one reason or another I’m getting the same vibes I did first time listening to the MINUTEMEN. This is more ostentatiously hardcore, and sticking to the stock reviewer band comparisons would maybe make more sense, but there’s something refreshing about this that can’t be summed up by selling it as another plain 80s hardcore revivalist effort. Or maybe it’s just successful, managing to capture more than just an aesthetic. Either way, it’s a refreshing hardcore 7". It’s not a full length that run the risks of getting old, and it’s not a 45 with not enough music to justify the pressing. Plus every song is a beast. Essentially a perfect hardcore seven.

via Collective Zine



Nasa Space Universe - Passionate hash

Tracklist:

a1. Sean Rodman
a2. Passionate hash
a3. Pee flavor Georgia floor job

b1. BWAP
b2. Bradford trap bubba
b3. Bukkake sake

Shogun records
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1 febbraio 2014

Nabat - Un altro giorno di gloria #1985

La band bolognese si forma nel 1979, e si esibisce per la prima volta al circolo anarchico “G. Barbieri”. Con un nome mutuato dalla federazione anarchica ucraina “Campane a stormo” (in russo Nabat), il quartetto che vede alla voce Steno e al basso Riccardo (autore nel 1997 del libro Skinhead: lo stile della strada), tramite la loro etichetta discografica C.A.S. records, registra il primo ed indimenticabile ep Scenderemo nelle strade (1982). In breve tempo i Nabat diventano una band molto amata nella scena punk italiana, e nel 1983 vede la luce il loro secondo ep Laida Bologna. Portabandiera dell'unione tra il movimento punk e skinhead, i Nabat negli anni '80 sono promotori di festival oi! e punk, che riscuotono buoni commenti da parte di fanzines e dalla stampa musicale indipendente. Nel 1985 pubblicano il primo Lp Un altro giorno di gloria, album seminale contenente 10 brani in puro stile street punk-oi!

via


Nabat - Un altro giorno di gloria


Tracklist:

a1. Nabat
a2. Un altro giorno di gloria
a3. Lopez
a4. Gabbia
a5. Martò

b1. P.A.A.
b2. Ti sei fermato ad ascoltare mai?
b3. Tempi nuovi
b4. Gratta la pancia al tuo titolare
b5. Italia degli sfruttati

C.A.S. records
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31 gennaio 2014

Tutti I Colori Del Buio - Demo 2013 #2013

Tutti I Colori Del Buio (literally “all shades of darkness”) from Torino (Turin, in north-western Italy) simply call them selves a “punk band”, but then you play their debut demo - Demo 2013 – and this ferocious hardcore/powerviolence monster proceeds to immediately try and rip your fucking head off with a rage and violence that you will never be able to withstand. Well, okay, it is definitely punk in the sense that this music is pissed beyond reason, but it is also so much more. This is an endless stacking up of violence. [...]

via CVLT Nation


Tutti I Colori Del Buio - Stop your fun with a bullet

Tracklist:

01. Intro
02. Stop your fun with a bullet
03. More than Sartre, less than Allin
04. Room 13

Self-released
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Bandcamp
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28 gennaio 2014

Plof - Mardi gras (ep) #2013

I Plof da Fasano vanno fortunatamente oltre l’onomatopeia. Suonano un weird punk alla PRIMUS, senza vergogna e senza limiti, raggiungendo col profilo basso una cifra di orginalità evidente ed evitando l’onanismo estetico di tutti i cabarettisti del rock'n'roll alternativo. Le quattro tracce di questo esordio sono una meglio dell’altra e non conoscono punti deboli. Su tutte spicca la terza, Juan soup, dove la voce falsata da pupazzetto è doppiata da un riff potente intermittente e da una ritmica semplice e trascinante, quasi noise. Il country impazzito di Sex appeal cita il western americano, quello italiano, si trasforma in un urlo carnevalesco di gioia, disastro e voluttà.
I Plof hanno fretta. Risolvono tutto in pochi minuti. Ma non ci sono recriminazioni. L’esordio dedicato al martedì grasso è una mala visione dell’America dal tacco dell’Italia. Una deformazione sincera, prospettica e sentimentale, piena di energia e positiva irruenza. Complimenti alla Lepers Productions che li ha saputi scovare nello zoo urbano dell’underground e mettere nella propria riserva di artisti indipendenti da salvaguardare. Tra le righe, il disco è in free download...

da Music Addiction


Plof - Juan soup

Tracklist:

01. Bobby Bob
02. Trumpets
03. Juan soup
04. Sex appeal

Lepers
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25 gennaio 2014

Residents Uninc. - Santa Dog (2x7") #1972

Welcome to the wild, bizarro world of the experimental artists called The Residents. Little is known about the group's origins or its members' identities, although it is widely believed that they are based out of San Francisco, California. When their debut release, Santa Dog, first appeared in 1972 on the equally enigmatic Ralph Records/Cryptic Corporation, the few hundred copies quickly fell on deaf ears and blind eyes*. Rumor has it that then-President Richard Nixon sent his record back.
True to their "Theory of Obscurity" concept, The Residents cultivate mystery to ensure artistic integrity. With different musical personas for each of its four tracks, Santa Dog is a fully-formed avant-garde pastiche of musique concrète, Raymond Scott-esque exotica, television sound effects, and the group's own mutilated take on rock'n'roll that later became known as their trademark aesthetic.

via Superior Viaduct

*Limited edition of roughly 500. About 100 were mispressed or had other issues, and 300 were mailed out to friends, musicians, and various celebrities. All copies are signed and intentionally misnumbered, e.g. 16/18, 7/58,000, 2/1, 11/12.
Packaged in a gatefold sleeve made to resemble an insurance agency's Christmas card. Several copies had the sleeves stuck together because they were folded and packaged before the varnish, applied to seal in the hand silk-screened cover art, had sufficiently dried.
Inside sleeve has the following text around the edge (roundclock, from top right):
"... from the Ralph film "Vileness Fats" coming soon to a theater near you * Artwork - Porno/Graphics * Ralph Records and Porno/Graphics are divisions of Residents Uninc. 18 Sycamore St Bldg SF CA 94110 (415) 863 5896 * © 1972 * The Ventures appear courtesy of Dolton Records * The Singing Lawnchairs appear courtesy of San Mateo County * Aircraft Damage..."
In the center:
"Season's Greetings, Residents, Uninc."
Auto-coupled release. One disc has side A (One) and side D (Four), and the second disc has side B (Two) and side C (Three).


via Discogs


Residents Uninc. - Fire

Tracklist:

a1. IVORY & THE BRAINEATERS – Fire

b1. THE COLLEGE WALKERS - Explosion

c1. DELTA NUDES - Lightning

d1. ARF & OMEGA - Aircraft damage

Ralph records
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23 gennaio 2014

Rabid Duck - Who framed Rabid Duck #1989

Per la gioia dell'utente Foglio, ecco l'esordio sulla lunga distanza dei ravennati Rabid Duck. Le coordinate cambiano parecchio rispetto alla demotape dell'anno prima: tralasciate, ma non rinnegate, le radici punk del progetto, le sonorità ammiccano ora all'hardcore '88 di matrice statunitense e più di un'influenza metallica si fa largo tra i ritmi sostenuti del disco. Le liriche negative della prima fase, invece, lasciano in parte spazio ad una vena decisamente più cazzara se non quando demenziale.
I ringraziamenti per il rip, infine, vanno tutti ad Agostino.


Rabid Duck - Dog story

Tracklist:

a1. The uniformed choice
a2. Play hard
a3. Funny show
a4. My mom is possessed
a5. Chicken in the back
a6. I make my own pricks
a7. Work in the country

b1. Burn Bundy burn
b2. Rabid duck
b3. Che cazz'che t'amo non ho che te
b4. Dog story
b5. The king of waste land
b6. Gastone maldido
b7. She's always there

LM records
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13 gennaio 2014

Komplott - Sei vivo, sei morto a nessuno importa (12") #2013


I met a few of the guys from Komplott when they toured America with their other band, HOLY. Once I heard Komplott I was blown away by the relentless d-beat buzzing chainsaw guitars, furious drums, driving bass and harshly shouted vocals with the reverb at 11. As an Italian man, myself, I was extremely excited to hear something of this quality coming out from my homeland. This release is simply brutal.


Komplott - Non esistenza

Tracklist:

a1. Non esistenza
a2. Logiche del potere
a3. Casa, lavoro, cimitero

b1. Disinteresse
b2. Oppressione
b3. Sempre il falso

Complotto autoproduzioni
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11 gennaio 2014

Theo Teardo & Blixa Bargeld - Still smiling #2013


Chi ha letto sul Mucchio la nostra intervista di un paio di mesi fa conosce già i retroscena del rapporto di amicizia, più ancora che di sodalizio artistico, che lega Teho Teardo e Blixa Bargeld dai tempi dello spettacolo Ingiuria, nel 2009, proseguito nel 2010 nella colonna sonora di Una vita tranquilla di Claudio Cupellini.
Due anni di idee e musiche, rimbalzate fra lo studio di Teardo, a Roma, e quello di Bargeld, o meglio, dei suoi EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN, con l’appoggio sostanziale del violoncello di Martina Bertoni e del BALANESCU QUARTET; due pezzi già noti, la cover di Alone with the moon dei TIGER LILIES e la revisione proprio di A quiet life; dieci altri brani in cui i caratteri più estremi del duo si stemperano verso orizzonti dalle grandi aperture liriche (mai puramente melodiche, attenzione; semmai, potentemente suggestive), dove il lavoro di cesello di Teho si sposa con una voce antica e quasi implacabile come quella di Blixa. Una voce che affronta la nostra lingua, nonostante le scuse di rito (Mi scusi), con un’eleganza sconosciuta a parecchi dei nostri cantanti, si destreggia con l’inglese in bilico fra dramma e grottesco (Still smiling), sfodera, anche nella sua lingua, insospettabili doti da coroner. All’industrial che fu, per tutti e due, un perno importante su cui far ruotare le proprie suggestioni, si sostituisce una modulazione notturna, suggestiva, verrebbe da azzardare incantata. È lo stupore di fronte all’eterna suggestione delle note e dei timbri che reggono tutto il percorso di un cd impossibile da infilare in qualsiasi insieme chiuso. Se volete, chiamatela elettronica ben temperata, oppure acustica emotiva dei relé (ma mica solo di quelli), tanto per divertirvi. Ancora una volta, meglio ascoltare, che (de)scrivere.

Pubblicato sul Mucchio 706

Theo Teardo & Blixa Bargeld - A quiet life

Tracklist:

01. Mi scusi
02. Come up and see me
03. Axolotl
04. Buntmetalldiebe
05. Still smiling
06. Nocturnalie
07. Alone with the moon
08. What if...?
08. Konjunktiv II
09. A quiet life
10. Defenestrazioni

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8 gennaio 2014

Rabid Duck - Sberequack (demotape) #1988


Foglio richiede, il gentilissimo Jolicoeur fornisce e io scopro. In effetti non avevo mai sentito parlare di questo quintetto ravennate che, oltre al debutto su nastro in questione, ha pubblicato un lp nel 1989 (Who framed Rabid Duck, al momento introvabile) e partecipato alla storica compila su 7" (Between the clouds), che nel 1991 ha segnato l'esordio discografico tanto per la Green che per la SOA records. Poi sull'internet scopro che l'Andrea che qui urla nel microfono, sarà Deda negli ISOLA POSSE ALL STARS e nei SANGUE MISTO.
Ah, il Papero Rabbioso suona un punk/hardcore piuttosto hardrockeggiante condito da liriche negative ed annoiate, con qualche episodio fortunato (Rabid ducks, Living in a fen, The 7th year crisis) ma nel complesso non proprio esaltante.
Rimane comunque un frammento, per quanto minore, a testimonianza del prolifico sottobosco punk degli 80's italiani.

Rabid Duck - Rabid ducks

Tracklist:

a1. Intro
a2. Rabid ducks
a3. I make my own prix
a4. Killed by my nose
a5. Chicken in the back
a6. Flying from the 4th floor

b1. Living in a fen
b2. Reign of the cross
b3. Let me sleep
b4. Mom's car (dedicato a Marco e Paola)
b5. The 7th year crisis
b6. Finale

Rabid Tapez
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6 gennaio 2014

Bikini Kill - Bikini Kill (7") #1995


Bikini Kill is a feminist punk band that was based in Olympia, WA and Washington, DC, forming in 1990 and breaking up in 1997. Kathleen Hanna sang, Tobi Vail played drums, Billy Karren (a.k.a. Billy Boredom) played guitar and Kathi Wilcox played bass. Sometimes they switched instruments. Bikini Kill is credited with instigating the Riot Grrrl movement in the early 90’s via their political lyrics, zines and confrontational live show.
The band started touring in June 1991. In addition to touring the US several times, they also toured Europe, Australia and Japan. Bikini Kill recorded and released a demo tape, two EP’s, two LP’s and three singles. Their demo tape was self-released, while their first two records came out as a full length CD/Tape and their singles were posthumously collected on CD.
Bikini Kill believed that if all girls started bands the world would change. They actively encouraged women and girls to start bands as a means of cultural resistance. Bikini Kill was inspired by seeing BABES IN TOYLAND play live and attempted to incite female participation and build feminist community via the punk scene. They used touring as a way to create an underground network between girls who played music, put on shows and made fanzines. This independent media making and informal network created a forum for multiple female voices to be heard.


Bikini Kill - I like fucking

Tracklist:

a1. I like fucking

b1. I hate danger

Kill Rock Stars
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