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14 ottobre 2010

The Dream Syndicate - The days of wine and roses (expanded) #2001

I Dream Syndicate furono uno dei gruppi della new wave che meglio ha espresso quella sintesi fra Bob Dylan e i VELVET UNDERGROUND che fu un po' il tema fondamentale dell'intero movimento.
Quando esplosero il punk-rock e la new wave, Steve Wynn, Russ Tolman, Kendra Smith e Scott Miller erano studenti alla UC Davis, a metà strada fra San Francisco e Sacramento. Miller sarebbe rimasto in zona con i GAME THEORY. Tolman avrebbe formato i TRUE WEST.
Il chitarrista Steve Wynn e la bassista Kendra Smith, trasferitisi a Los Angeles, conobbero l'altro chitarrista Karl Precoda e formarono nel 1982 i Dream Syndicate. Il sound di questo gruppo apparteneva al revival psichedelico di quegli anni ma se ne differenziava perché si teneva alla larga dagli stereotipi del folk-rock e del garage-punk e pescava invece a piene mani nella tradizione "alta" di quel rock ambiguo che lambisce i ROLLING STONES ma che trova espliciti referenti soprattutto nei VELVET UNDERGROUND, negli STOOGES, nei DOORS.
Il loro album di debutto, The Days Of Wine And Roses (1982), che incorporava tre brani dal precedente ep Tell Me When It's Over (1982), fece epoca e sensazione per il crudo realismo e le armonie abrasive, coniando un linguaggio a cui si sarebbero ispirati innumerevoli complessi degli anni '80.
La tensione drammatica dei pezzi e le liriche maniacali e introverse (che raccontano storie estreme di alienazione, depravazione e terrore), il canto intossicato di Wynn e il lavoro duale di chitarre (quella melodica di e nervosa di Wynn e il feedback di Precoda) creano un obliquo acid-rock. Il cupo registro confessionale di Wynn, tramandando gli incubi di Dylan e di Reed, rappresenta un lugubre commentario alla nuova crisi generazionale.
Dalla ballata melodica Tell Me When It's Over, avvolta in aspri e ipnotici riff da jingle jangle, all'epica e marziale distorsione continuata di That's What You Always Say, da Too Little Too Late, deliquio fatalista alla Nico, al crescendo morbido e sconnesso di When You Smile, dal rock and roll concitato di Then She Remembers a Until Lately, blues/beat alla Manfred Mann o THEM, i Dream Syndicate rivelano in termini sconvolgenti il panico esistenziale della generazione post-hardcore, toccando il vertice del loro pathos nel solenne e lancinante raga alla VELVET UNDERGROUND Halloween, con un monumentale feedback di Precoda. In una parola è di nuovo iper-realismo, sinistramente psicotico nell'incalzante hoedown/punkabilly tutto d'un fiato di Days Of Wine And Roses.

da Scaruffi

The Dream Syndicate - The days of wine and roses


*tracks 01-09 from The days of wine and roses #1982
*tracks 10-13 from Down there (ep) #1982
*tracks 14,15 rehearsal versions #1981
*tracks 16,17 from 15 MINUTES - That's what you always say (7") #1981

Tracklist:

01. Tell me when it's over
02. Definitely clean
03. That's what you always say
04. Then she remembers
05. Halloween
06. When you smile
07. Until lately
08. Too little, too late
09. The days of wine and roses
10. Sure thing
11. That's what you always say
12. When you smile
13. Some kinda itch
14. Too little, too late
15. Definitely clean
16. That's what you always say (15 MINUTES)
17. Last chance for you (15 MINUTES)

Rhino
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