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17 giugno 2009

Surgical Penis Klinik - Meat processing section (7") #1980

Piccola ma ficcante deriva in territorio industriale per occuparci di quello che è, a mio parere, uno dei migliori 7" di tutto il periodo post punk. Che poi di post punk non è che ce ne sia più tanto, se non fosse per il primo e più accessibile brano del vinile, Mekano. Una traccia acida e metallica che si appoggia su giri ipnotici di basso e chitarra, resa tagliente da inserti rumoristici di origine sconosciuta. Slogun è invece una sorta di manifesto della band: una cassa ovattata martella in sottofondo ritmiche isteriche accompagnate da urla sovraeccitate, da una chitarra distorta all'inverosimile e da tutto il noise producibile nel 1980 con un sintentizzatore e delle macchinette rudimentali.
E fin qui la musica. Perchè se, come sarebbe giusto, vogliamo anche occuparci della filosofia che sta dietro il gruppo, bisognerebbe aprire non un capitolo, ma un blog intero a parte (qualcosina avevo già detto qua). Per il disco in questione i quattro decisero di trasformare il moniker SPK in Surgical Penis Klinik, ovvero Clinica Chirurgica del Pene (sì, quello in copertina è un pene umano "impalato come un kebab"), a dimostrazione della loro passione per immagini scabrose, violente e destabilizzanti, che formano però una mostra delle atrocità altamente significativa. Infatti, ciò non è altro che una reazione alle ferree e assurde logiche imposte dall'odierna società capitalistica (una "morte vivente"), velate da un'apparente facciata di perbenismo: "Molto di quello che facciamo è sporco, è lurido e noi viviamo in una società che finge di essere eccezionalmente pulita". Alla massificazione e mercificazione del corpo umano che "é diventato un manichino permeato di segni", è possibile rispondere soltanto con "l'esibizione di corpi intollerabili: mutati, deformati, malati, morti".
Vi basti ancora sapere che gli australiani "a San Francisco si distinsero mangiando il cervello dalla testa di una pecora (1981) e usando sul palco un vero lanciafiamme, dando fuoco involontariamente a uno spettatore (1982)".
Allora, se non siete rimasti turbati da queste premesse, non posso che rimandarvi al fondamentale Manuale di Cultura Industriale, nel quale potrete trovare maggiori informazioni su di loro e su tutti gli altri padri fondatori di quello che, più che un genere musicale, è stato (ed è?) una vera e propria filosofia. Ma attenzione, o resterete inorriditi, o quello che leggerete potrebbe cambiarvi la vita.
Per la cronaca, gli SPK hanno imboccato una poco gradita deriva dance dopo il 1983, per poi ritornare sulle coordinate originali all'inizio degli anni '90, mentre il loro leader Graeme Revell si è rivelato un iperprolifico compositore di soundtracks, che trovate elencate qua.
La migliore colonna sonora per i vostri peggiori incubi!

Surgical Penis Klinik - Mekano


Tracklist:

a1. Mekano

b1. Slogun

Industrial records
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