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31 gennaio 2011

AA.VV. - The furious years of italian hardcore-punk in 7 inches #1996

Rimaniamo sul classico con questa maxi-compilation targata Antichrist Dionysus che, come da titolo, raccoglie alcuni tra i migliori 7" del primo punk/hardcore nostrano, andandoli a pescare soprattutto nell'area più radicale e prettamente punk del lotto. Più che azzeccata la tracklist nonostante qualche assenza di rilievo (CCM su tutti).
E se furia doveva essere, che furia sia!

Tracklist:

*tracks 01-08 from the 7" In nome del loro potere tutto è stato fatto... #1983
*tracks 09-14 from the 7" Declino #1983
*tracks 15-21 from the 7" Lo stato ha bisogno di te? Bene, fottilo #1982
*tracks 22-26 from the 7" Disastro sonoro #1983
*tracks 27-32 from the 7" La città è quieta...ombre parlano #1984
*tracks 33-39 from the 7" Fall out #1983
*tracks 40-51 from the split 7" Impact/Questa è la loro speculazione di morte #1983


01. WRETCHED - La logica del potere
02. WRETCHED - Spero venga la guerra
03. WRETCHED - Combatti
04. WRETCHED - Muori per la patri muori per niente
05. WRETCHED - Solo guerra
06. WRETCHED - Nessun diritto
07. WRETCHED - Ti obbligano ad obbedire
08. WRETCHED - Non posso sopportare
09. DECLINO - Rivolta e negazione
10. DECLINO - Scelte imposte
11. DECLINO - Mortale tristezza
12. DECLINO - Terra bruciata
13. DECLINO - Coscienza distruttiva
14. DECLINO - Nessuna fiducia
15. EU'S ARSE - Eu's arse
16. EU'S ARSE - Ribelle
17. EU'S ARSE - Lui decide
18. EU'S ARSE - Attacco
19. EU'S ARSE - Io non sarò colpevole
20. EU'S ARSE - Schiavi e padroni
21. EU'S ARSE - Combattili
22. PEGGIO PUNX - Pubblicità
23. PEGGIO PUNX - Scemo
24. PEGGIO PUNX - Non siamo come voi
25. PEGGIO PUNX - Rumori
26. PEGGIO PUNX - Disastro sonoro
27. PEGGIO PUNX - Guerra
28. PEGGIO PUNX - Noia
29. PEGGIO PUNX - Linea diritta
30. PEGGIO PUNX - Solitudine
31. PEGGIO PUNX - La mia vita
32. PEGGIO PUNX - Credi di...
33. FALL OUT - Criminal world
34. FALL OUT - Work instigates
35. FALL OUT - Reagan hysteria
36. FALL OUT - Punx united
37. FALL OUT - Sick city
38. FALL OUT - Religious carnage
39. FALL OUT - Sucks
40. IMPACT - Polizia
41. IMPACT - Governo
42. IMPACT - Dolci sensazioni
43. IMPACT - .....
44. IMPACT - La lettera
45. IMPACT - Giustizia
46. IMPACT - Cadaveri
47. EU'S ARSE - Cibernauti
48. EU'S ARSE - E noi?
49. EU'S ARSE - Servitù militari
50. EU'S ARSE - Corruzione statale
51. EU'S ARSE - Fino a quando?

Antichrist Dionysus
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30 gennaio 2011

The La's - The La's (reissue-remastered) #2001

Ci dev'essere una sottile vena ispirativa che accomuna tutti gli eroi del pop britannico. I La's, al debutto nel 1991 con il loro primo e unico album omonimo (oggi ripubblicato dalla Universal, con alcuni inediti), quando i futuri paladini di quel genere chiamato britpop - BLUR e OASIS in testa - non li conosceva ancora nessuno, in questa prolifica fucina di idee si inserirono con grazia particolare. Spronati dal leader del gruppo Lee Mavers (autore di tutti i brani del disco e dei medesimi interprete), cominciarono così a scrivere canzoni orecchiabili che, pur rifacendosi a stereotipi ormai collaudati, nulla avevano di banale. Il bello, però, arrivò solo qualche tempo dopo, quando il frutto di quei lunghi mesi di lavoro in sala di registrazione sembrò portare una ventata d'aria fresca nel futuro della musica inglese: brani ispidi e cristallini, al limite tra la malinconia dei BEATLES e le svisate elettriche di KINKS e WHO, con quel tanto di spensierato a rendere le melodie ancora più omogenee. Un vademecum per tutti gli affezionati del pop, che a loro volta i La's avevano immaginato pensando alla storia degli anni Sessanta. Non fu un successo. Anzi, fu quasi un insuccesso e i La's se li filarono in pochi. Per questo, ad ascoltare quel debutto, si prova persino un po' di tristezza.

da DelRock.it

The La's - Failure


Tracklist:

01. Son of a gun
02. I can't sleep
03. Timeless melody
04. Liberty ship
05. There she goes
06. Doledrum
07. Feelin'
08. Way out
09. I.O.U.
10. Freedom song
11. Failure
12. Looking glass

[bonus tracks]

13. All by myself
14. Clean prophet
15. Knock me down
16. Over (live in a stable in Liverpool)
17. I.O.U. (alternative version)

Go! Discs
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28 gennaio 2011

Vanessa Van Basten - Closer to the small/dark/door #2010

Italy's Vanessa Van Basten reside amongst a rare breed of bands (loosely categorized as "post rock") that truly create instead of simply copy. At times lush and layered, at others minimal and haunting, the sheer variety displayed on Closer to the small/dark/door is only achieved with an expertise forged through years in the underground. Although quite heavy at times, Vanessa Van Basten employ far more atmosphere and ambiance than most contemporaries. There is a subtle touch here that is rare, even amongst longrunning household names.
The acoustic/classical instrument tracks conjure visions of MOGWAI conducted by Ennio Morricone, while the more programming-centric tracks imagine SWANS personnel falling hard for a Mediterranean girl (who listen to a lot of GODFLESH and JESU). Nothing fits snugly into place here though, with molds being pushed in more than one direction. Thankfully, Vanessa Van Basten know the veteran importance of "too much" vs "not enough", which they expertly display on Closer to the small/dark/door, a truly unique 50 minutes of rock music.

via Robotic Empire

Vanessa Van Basten - Scolopendra


Tracklist:

01. Porzellangasse
02. Putana
03. L’uomo che comprava il tempo
04. Fuck the best, take the rest
05. Domio ‘95
06. La selva dell’orba
07. Scolopendra
08. Untitled
09. L’affetto non serve

Robotic Empire
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Myspace
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27 gennaio 2011

Down By Law - Punky brewster (7") #1994

Registrazione "minore" della superband californiana creata nel 1991 dal buon Dave Smalley (già DAG NASTY) con l'aiuto, nei primi anni, di 2/4 dei CHEMICAL PEOPLE. Sonorità inconfondibili di quel punk rock ormai perduto e il giusto compromesso tra potenza e melodia. Pubblicato (sorprendentemente) dalla romana Break Even Point, il 7" in questione contiene anche l'azzeccatissima cover della già ottima That's when I reach for my revolver a firma MISSION OF BURMA.
Enjoy.

Down By Law - Yellow rat bastard


Tracklist:

a1. Punky brewster
a2. Yellow rat bastard

b1. Revolver (MISSION OF BURMA cover)

Break Even Point records
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Official website
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26 gennaio 2011

Stöner Kebab - Chapter zero #2005

Gli Stöner Kebab si presentano al pubblico con questo mini di cinque brani e mettono subito in chiaro che fanno sul serio. L'artwork è semplice ma curato e accompagna quello che è un esordio un po' disunito, che però colpisce subito per qualità del suono e maturità delle composizioni.
Le influenze sono evidenti: KYUSS e ORANGE GOBLIN su tutti, a partire dall’opener Cop song. The march of the yellow lizard si avvicina ai FU MANCHU e il finale di Stoner kebab ci porta verso lo sludge di stampo EYEHATEGOD, mentre la conclusiva improvvisazione (inserita come traccia fantasma) mostra come al quartetto italiano piaccia divagare in preda ai fumi di sostanze di vario tipo, siano esse psicotrope o semplicemente ricche di ciccia e salsina piccante. Tutto questo viene amalgamato dallo stile del gruppo, che riesce a tenere insieme tutte le sonorità in modo abbastanza coerente: il risultato non è centrato in pieno, i brani sembrano un po' troppo slegati, ma tenuto in considerazione che Chapter Zero è un esordio, si può essere più che soddisfatti.

da [audio]drome



Stöner Kebab - Amazing Aurakaria


Tracklist:

01. Cop song
02. Amazing Aurakaria
03. The march of the yellow lizard
04. Saint George
05. Stoner kebab [+ hidden track]

Dufresne records
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Myspace
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Maya - Slow escape (tape) #1996

Prima uscita della prestigiosa Conspiracy records che inaugura più che degnamente le proprie traiettorie future. Il nostro buon Raffaele, sul pezzo già più di quindici anni fa, ci propone addirittura la versione su nastro di questo piccolo/grande cimelio. I Maya non so assolutamente chi siano e neanche il magnanimo internet stavolta mi viene incontro ma immagino che alcuni di loro siano coinvolti nella fondazione dell'etichetta stessa: di sicuro sono belgi, spaccano e nei settanta minuti abbondanti di questo loro esordio (e commiato) miscelano con sapienza elementi sludge, hardcore e progressive, divertendosi a sperimentare e contaminare anche con l'aiuto dei fiati e dell'elettronica (Illusion), alternando così momenti di (relativa) quiete a veri e propri assalti a suon di riffoni monolitici e interminabili assoli hard rock (Acdov anal, Manipulator e Illusion II su tutte). Con un bagaglio del genere appresso, non possono poi non trovare spazio anche schegge di jazz impazzito e momenti più lisergici, il tutto comprensibilmente agevolato dalla lunghezza dei brani, ma è nei treminutietrentotto della title-track che gli otto (!) Maya concentrano a mio avviso tutta la loro furia ed ispirazione: ascoltare per credere. Belli anche i testi, consapevoli ed incazzati al punto giusto, con qualche nota di ottimismo in mezzo a tanto spietato realismo.
Consigliato a tutti gli amanti della musica pesssante.

Maya - Slow escape (from a hard world)


Tracklist:

a1. Staarch
a2. G-force
a3. Acdov anal
a4. Illusion

b1. Space 48
b2. Manipulator
b3. Wages of sin
b4. Slow escape (from a hard world)
b5. Illusion - the Dream mix

Conspiracy records
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25 gennaio 2011

Claudio Bisio - Paté d'animo #1991

Pochi se lo ricordano, ma nell’estate del ’91 risuonava nelle radio italiane un tormentone che rispondeva al nome di Rapput. Vedo che ora compaiono timidi sorrisi sulle vostre bocche... avete capito! Sì, fratelli miei, si tratta proprio di Claudio Bisio, che, oltre ad un’ottima carriera come attore/cabarettista, ha saputo dedicarsi anche all’arte della musica (e che musica). L’opera che mi appresto a recensire è quel Patè d’animo che ebbe molto successo diciassette anni fa. Frutto della collaborazione tra Claudio e Sergio Conforti (in arte Rocco Tanica, tastierista degli EELST), l’album si presenta come un divertente spazio per un rock/rap demenziale, come è facile intuire. Per l’occasione Bisio si avvale di collaborazioni illustri, tra cui l’amica Angela Finocchiaro, Cesareo, il compianto Feiez e Elio (che sentiamo in Germano, i sellini e sua madre).
Sicuramente il disco non è un capolavoro ma indubbiamente fa la sua figura: si spazia dalle sonorità elettroniche di Alfonso 2000 al rock più spedito di La droga fa male, in cui si fa notare un assolo di Cesareo. Altri pezzi memorabili sono l’indimenticata Rapput, la parodia di Think di Aretha Franklin e la conclusiva L’urlo, pezzo bastardo e carico di rabbia schizoide, perfetta conclusione per questo 33 giri. Ovviamente non mancano corti demenziali di chiara derivazione “tanichesca”, uno su tutti la rockeggiante Essa, gace; Eddi, vertente, dal sapore molto yankee.
Un disco ben suonato e divertente: vivamente consigliato a chi è alla ricerca di una valida alternativa a ELIO E LE STORIE TESE, a chi abbia bisogno di una ventata d’aria fresca e ovviamente a chi se l’era dimenticato.

da DeBaser


Claudio Bisio - La droga fa male


Tracklist:

01. Sapore di pinne
02. Alfonso 2000
03. Guglielma (che vita di melma)
04. La droga fa male
05. Paté d'animo
06. La ricotta
07. Rapput
08. Think
09. Stachêin yourself
10. Essa, gace; Eddi vertente
11. Le donne di Tunisi
12. Germano, i sellini e sua madre
13. L'urlo
14. Rapput (live)

Hukapan records
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Official website
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23 gennaio 2011

Clorox Girls - Boys/Girls ep (7") #2006

Power-pop di qualità con questo che è solo uno dei tanti 7" sfornato dai tre prolifici boys di Portland. Melodie in abbondanza, chitarrine garage-oriented in salsa lo-fi e il sorprendente rifacimento di quella Policia scritta dai rockers brasiliani TITAS e già coverizzata dai connazionali SEPULTURA (eseguita addirittura insieme agli HELMET in questo lacrimevole live milanese d'annata).

Clorox Girls - Boys/Girls


Tracklist:

a1. Boys/girls
a2. Do you know that

b1. Policia (TITAS)

Prügelprinz records
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Myspace
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21 gennaio 2011

You Suck! - And you know it's true (7") #2010

Non potevo non accettare la richiesta da parte di questi quattro bravi guaglioni dalla bassa Padana. E così ecco a voi la loro ultima, breve ed intensa, prova su vinile: 10 brani in undici minuti e tanto incondizionato amore per lo sporco hardcore vecchia scuola. Velocità, qualche evidente influenza thrash e un vocione bello potente ad urlarvi in faccia le semplici ed ironiche verità contenute nelle liriche.
Fate schifo e sapete che è vero.

ps: per completezza segnalo che sul loro myspace è possibile scaricare anche l'ep precedente.

You Suck! - Live fast, die fun!


Tracklist:

a1. Live fast, die fun!
a2. Rosada
a3. Tired of you
a4. Tribute my ass
a5. Curling oppression

b1. Trash your life
b2. Dive or die!
b3. Long lyric up your ass
b4. Push it fast
b5. State of mind

D.I.Y. Conspiracy
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Myspace
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20 gennaio 2011

J Church - Travels in hyper-reality #1997

Back to the future perdio! Non fatevi ingannare dalla copertina SMITHS-style (nel retro, una come solito languidissima Kim Novak, sex symbol a cavallo dei '50-'60), qua c'è un dannato terzetto americano laureato in punkologia settantasettotto (golden vintage!), che ne ha scartavetrato un po' gli angoli e lo ripresenta scintillante e grezzo com'è giusto che sia. Qua e là sembra di sentire addirittura echi di vecchie glorie: un lampo dei DAMNED di New rose rallentati su Rock'n'roll museum, Richard Hell e i suoi stravuoti di Blank generation su Lost in a silent stare, il giovane Joe Jackson comprensivo di melodion sparso per il disco, l'impatto da autoscontri con le labiali tipico di Billy Bragg (per forza di cose riportato al RIFF-RAFF period) nell'opening song L.A., il pesante rullo della sei corde degli UK SUBS in entrata di Soliloquy e via spillabaliando. Il tutto unificato dalla penna di Lance Hahn.

da Music club

J Church - Lost in a silent stare


Tracklist:

01. L.A.
02. Rock'n'Roll Museum
03. Soliloquy
04. I Will Savor This
05. Lost In A Silent Stare
06. A Well Earned Reputation
07. I've Got A Crazy Feeling
08. Names And Places And Thesis
09. Nowhere
10. To The Moon

Panic records/Helter Skelter
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19 gennaio 2011

AA.VV. - Ahhh... - Italian punk!! (tape) #1983

Spettacolo! Rubata dall'ottimo No longer forgotten music e attentamente ri-equalizzata a causa della spropositata quantità di bassi della registrazione originale, ecco a voi una splendida compilation monotematica pubblicata dalla diy tape-label B.C.T. di base a San Diego. E' la quarta uscita dell'etichetta californiana, stavolta interamente dedicata ad alcuni tra i principali gruppi della prima ondata di punk/hardcore italiano. Semplicemente perfetta la selezione della tracklist: c'è la furia dei pre-RAW POWER Chelsea Hotel, gli immensi e radicali Eu's Arse, i primi splendidi pezzi dei Nabat, il brano più famoso dei torinesi Rough e pezzi sciolti di Shockin' TV e Tiratura Limitata. Chiudono la compila come meglio non si potrebbe due colonne portanti del punk nostrano: Peggio Punx e Cheetah Chrome Motherfuckers che fanno quasi sfigurare tutte le altre band. Nulla so invece dei Dark Ride ma non mi stupirei se avessero qualcosa a che fare con l'unico ringraziamento presente nella cassetta: quel Roberto Schiavo (poi Flowers of Grain records) responsabile di aver spedito il materiale per la compilation in questione e aver così innescato una serie di reazioni a catena che culmineranno nel primo tour statunitense dei Raw Power.
Storia.


Cheetah Chrome Motherfuckers - Tellyson
   

Tracklist:

a1. Side A

CHELSEA HOTEL - We're all gonna die
CHELSEA HOTEL - A certain kind of killers
CHELSEA HOTEL - I'm dead
CHELSEA HOTEL - Rattle
CHELSEA HOTEL - The night
SHOCKIN' TV - Spazi di potere
ROUGH - Torino è la mia città
TIRATURA LIMITATA - Cheyenne
EU'S ARSE - Io non sarò colpevole
EU'S ARSE - Schiavi e padroni
EU'S ARSE - Combatti
EU'S ARSE - Eu's arse

b1. Side B

EU'S ARSE - Attacco
NABAT - Nichilistaggio
NABAT - Kill police 
NABAT - Nichilist nabat
DARK RIDE - To be not dying (since your youth)
DARK RIDE - Obsession
PEGGIO PUNX - Scemo
PEGGIO PUNX - Non siamo come voi
PEGGIO PUNX - Rumori
PEGGIO PUNX - Linea diritta
PEGGIO PUNX - Solitudine
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - 400 fascists
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Tellyson
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Secret hate
    CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Every day's Reagan day
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Right to be italian
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - 400 fascists

Borderless Countries Tapes
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