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22 aprile 2012

Three Second Kiss - Focal point (12'' ep) #1999

Everyday everyman, il precedente album dei Three Second Kiss, mi aveva impressionato non poco. E questo "vinilone" targato Slowdime (etichetta che fa capo alla Dischord) è l'ulteriore conferma dell'enorme valore della band. Rock attuale, moderno, che prende le mosse tanto dagli SLINT quanto dai FUGAZI ultimo periodo, passando per gli SHELLAC. Brani strutturalmente complicati, ritmiche instabili e metronomicamente nervose, chitarre dissonanti e spigolose, la voce tagliente ed espressiva, sono l'essenza di Focal point. Ascoltate un pezzo come King of the air o le escursioni post armoniche di Smoke made my eyes water, per rendervi conto della disarmante maturità e semplicità con cui il terzetto bolognese sciorina trame incostanti e improbabili, realizzate con quella visione lucida e, appunto, focalizzata, che è di appannaggio esclusivo dei grandi. La musica di Focal point, insomma, è un po' come un disegno di Escher; un percorso geometrico e matematico si, ma con l'impossibilità di scovare un sicuro punto d'arrivo, che, magari, non esiste neppure.

da Freak Out


Three Second Kiss - That's the focal point


Tracklist:

a1. That's the focal point
a2. King of the air

b1. Smoke made my eyes water
b2. Landslide soundtrack

Slowdime
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9 aprile 2012

Squartet - Uwaga! #2009

Uwaga! is the second release by Italian Rome-based trio Squartet, formed in 2004 and featuring Manlio Maresca (guitar), Fabiano Marcucci (bass) and Marco Di Gasbarro (drums). Following their debut album from 2005, Uwaga! finally express the band's studio potential. Born from punk, corrupted by funk, de-evolved into noise, with a taste for jazz, Squartet's music derives from a wide array of influences (from Wes Montgomery to Charles Mingus, SNAKEFINGER, Fred Frith and MESHUGGAH, just to name but a few) but then developing a strong, recognizable and destructured own style that leaves the audience claiming for more.

via Mandai Distribution


Squartet - The sad story of Bluebird
           

Tracklist:

01. L'infame
02. Squarta mantra
03. Perky Pat
04. Uwaga!
05. Il piccolo samaritano
06. Undici apostoli
07. The sad story of Bluebird
08. Sexy camorra
09. Fritto e freddo
10. La marcia di Tifone
11. Radau

Jazzcore Inc.
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26 marzo 2012

Kelvin - CD01 (reissue) #2011

Le intenzioni sono sempre state chiare, a partire dalla copertina.
Schiacciare. Tutto.
I padovani Kelvin (“fedeli alla linea del pugno in faccia”) sono stati tra i migliori gruppi del noise italiano del decennio che si va a chiudere.
Postcore assassino, ritmiche matematiche e ossessive, attacco noise, i Kelvin erano ai tempi di questo esordio del 2002 (e rimangono) furibondi come potevano essere alcuni gruppi della AmRep o della Touch and Go del periodo migliore.
Grotteschi e violenti come i BUTTHOLE SURFERS (Candea) artistici come gli ARAB ON RADAR (El Pero), inesorabili come gli SHELLAC di At Action Park (No cry).
Titoli di coda: Anna suona ancora nei Kelvin, Andrea nei DOG LOOSE MONOBANDA (!), Woolter suonava nei PUTIFERIO.
Giulio Ragno Favero che li produsse, ha suonato nei PUTIFERIO, nei ONE DIMENSIONAL MAN e nel TEATRO DEGLI ORRORI. Dissolvenza. Fine.

da Rumore #234/235


Kelvin - Ultimissima


Tracklist:

01. Ae rose
02. No cry
03. Fraccon
04. Ultimissima
05. Go way
06. Lunimattina
07. Ocio chea pende del 10%
08. Bonanno
09. Ultima
10. Ispettore Gadget
11. Queo dea Doris
12. Candea
13. Mazurka
14. Cosa c'è di nuovo al Covo
15. El Pero

Macinadischi
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Website

3 febbraio 2012

Cut Of Mica - Finally it's friday #2007

Un nome ispirato ad uno studio sociologico (Cut Of Mica) condotto sulle operaie di una fabbrica ed un disco intitolato all'ultimo giorno lavorativo farebbe pensare ad una nuova espressione di combat folk popolare. In realtà la nuova proposta della Green Fog arriva al suo esordio con un disco che trasuda istinti da noise rock post-matematico buoni per il catalogo Touch & Go, con una tensione febbrile che piacerebbe a Steve Albini. Ovviamente nessuna rivoluzione alle porte, ma il power trio genovese si esibisce in un'applicazione carismatica di un manuale molto newyorkese, stracciandone alcune pagine con personalità mediterranea e grande densità emotiva. Certo gli SHELLAC sono praticamente ovunque, ma non ingombrano e lasciano spazio ad una vitalità espressiva che si distende in canzoni potentissime. Pur senza stupire, Finally it's friday si rivela un disco con alcuni tratti entusiasmanti. Abrasivo. Dirompente. Coinvolgente. Da tenere d'occhio

da Rumore


Cut Of Mica - Sailor



Tracklist:


01.Murder by TV vanity
02.Writing is a kind of sophisticated silence
03.Other squares
04.S.A.R.
05.Some circles
06.A sight of relief
07.La terra di lavoro
08.Sailor
09.Big H
10.Summer kiss


Green Fog records
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Myspace
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5 dicembre 2011

OVO - Miastenia #2006

Milan, Italy’s Ovo are a two piece using guitar/violin cellos and drums that dump a toxic sludge with an unmistakable butterscotch scent. This sludge is in line with contemperous doom salesmen such as BORIS and the MELVINS, with the addition of vox stylings that take this record to a new place entirely. The sounds coming from Stephania Pedretti’s mouth as she sings go from lullaby sweet to terrifyingly raw in short intervals. Instrumentation on this platter is diverse, with guitars, bass, drums being added to the mix as well as music store stand-by’s like harmonica, piano, and cello.

via Load records
OVO - Due paia di cuori


Tracklist:

01. Anime Morte
02. Fobs Unite
03. Coco
04. Mammut
05. Voodoo
06. Due Paia di Cuori
07. Rio Barbaira
08. Miastenia

Load records
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Myspace
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24 ottobre 2011

Morkobot - Morbo #2011

I Morkobot hanno saputo conquistarsi in questi anni una solida credibilità, nata dall’originalità del proprio approccio musicale, visivo e di impatto live. Dopo Morkobot, Mostro e Morto i tre messaggeri di Morkobot – Lin, Lan e Len – tornano con Morbo, disco che sposta ancora più in avanti (o forse ancor più nel profondo) i confini di ciò che due bassi e una batteria possono riuscire a creare. Le atmosfere sono caustiche come di consueto, sicuramente non godibili da orecchie non allenate, le ritmiche martellanti ed il magma sonoro che i tre producono attraverso la ripetizione ossessiva dell’idea di base di ogni traccia trasporta l’ascoltatore in un mondo parallelo in cui le parole sono superflue perché non potrebbero aggiungere nulla alla perfezione del quadro tracciato dagli strumenti. L’abilità dei Morkobot è proprio quella di riuscire con pochi elementi (e con tanta abilità tecnica) a creare universi lovecraftiani concentrati in pochi minuti di suono, riuscendo a materializzare atmosfere claustrofobiche e ossessioni oniriche in una fuga in discesa verso il centro dei nostri incubi. Impossibile segnalare qualche canzone in particolare, perché l’altro traguardo raggiunto da Morbo è quello di aver creato un amalgama unico, in cui l’incedere zoppicante e selvaggio di Ultramorth, il muro di suono di Orbothord e la cavalcata di Oktrombo vanno ad annegare nei momenti dilatati di Mör nel modo più naturale possibile, seguendo la propria direzione naturale come maree lontane guidate dalla stessa luna. E quando il mare torna a gonfiarsi la tempesta di Oktomorb apre la strada alla valanga di Obrom, spinta da una batteria devastante. Le tracce di Morbo, granitiche e liquide nello stesso momento, non sono che tasselli della stessa composizione, sono tante cellule contagiate dalla stessa atmosfera malata.

da Ephebia

Morkobot - Oktrombo


Tracklist:

01. Ultramorth
02. Orkotomb
03. Orbothord
04. Oktrombo
05. Mör
06. Oktomorb
07. Obrom

Supernatural Cat
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Bigcartel
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25 settembre 2011

Bebe Rebozo - I wanna be a wonderful milky #1999

...un brutto quarto d’ora in compagnia di mostri giganti che invadono il pianeta terra, ballerine asiatiche molto prosperose, mostri della laguna uccisi di fresco, porno star ululanti, gorilla lilla, sangue di bue e cuori di leopardo...frullato, triturato, ridotto in poltiglia, pressato e servito in CD.

dal sito

Bebe Rebozo - Shub-Niggurath


Tracklist:

01. Shub-Niggurath
02. Tokyo topless
03. Fresh killed monster lagoon
04. Ifix-tcen tcen
05. Il lancio del martello
06. Cuore di leopardo

Self-released
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Official website
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5 settembre 2011

Three Second Kiss - Music out of music #2003

Dopo due album per etichette italiane (Lollipop e Wide) ed un mini su Slowdime, i bolognesi Three Second Kiss pubblicano il loro terzo album sempre per l'etichetta di Chicago, città dove era giusto che andassero a parare, dato che dal punto di vista musicale sono prima di tutto americanissimi e poi parecchio chicagoani...
Music out of music è stato registrato in Francia, con alla console nientepopodimenoche Steve Albini, ed infatti i suoni manipolati dal nostro sono al solito secchi e perfetti: è senz'altro anche un discorso di affinità, dato che i nove brani del disco sono il genere di materiale che riluce tra le mani del nostro, ci va proprio a nozze... Come ogni disco del genere che si rispetti, la durata è di poco inferiore ai quaranta minuti e nonostante le influenze della band (se proprio devo fare un nome SHELLAC, ma in generale Touch And Go) siano presenti nel disco, la qualità dei pezzi è insindacabile: rodatissimi, precisi, puliti, matematici e con quel pizzico di fantasia che tiene sempre alta l'attenzione.
Dopo le conferme continue di critica e pubblico in Europa ed in America, con questo primo disco sulla lunga distanza spero che vendano tutti i dischi che si meritano; sono l'unico gruppo italiano che abbia mai suonato all' All Tomorrow's Parties, e non è stato per caso...

via Sodapop

Three Second Kiss - You can't cook the same sauce in a different kitchen


Tracklist:

01. Her last hope blasted
02. Honey dew
03. Welcome appearance
04. Gold star
05. Freedom is freedom even if it looks like a ghost
06. You can't cook the same sauce in a different kitchen
07. Chocolate river
08. It take time to see things
09. Concrete songs

Slowdime records
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27 luglio 2011

Agatha - Getting dressed for a death metal party (tape) #2008

Appassionati di noise + K7? La Tapes Not Bombs! ha ristampato per Voi Getting dressed for a death metal party - a firma delle ormai già piuttosto conosciute Agatha, e uscito l'anno scorso su cd per bontà di Wallace + Smartz + Stress To Death + The Fucking Fucking + Weirdo. 4 trx :: Astrology sucks when you are a scorpio / Agatha's theory on high heels / 16 things I like / Three night stand :: in 10 minuti di calci che solo chi ha recepito appieno la lezione del rumore di KILLDOZER & JESUS LIZARD ed etichette quali Amphetamine Reptile & Skin Graft, sa frullare come si deve. Nuova copertina - con comics di Tuono Pettinato, e che una volta tanto non fa rimpiangere la vecchia!

da :::::MARQUEEMOON:::::

Agatha - Three night stand


Tracklist:

a1. 16 things I like
a2. Three night stand

b1. Astrology sucks when you are a scorpio
b2. Agatha's theory on high heels

Tape Not Bombs!
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Myspace
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25 luglio 2011

Uzeda - Different section wires #1998

Different section wires was recorded by Steve Albini, and sure enough, this 1998 effort displays plenty of Albini's trademark angular, distorted guitar lines, and loud, popping snare drum sounds. While Uzeda's sludgy yet clipped guitar, bass, and drum parts are reminiscent of the JESUS LIZARD and Albini's group, SHELLAC, Giovanna Cacciola's singing is a far cry from Albini's misanthropic snarl. Instead, Cacciola delivers most of her vocals in an urgent, half-spoken wail. Instrumentally, Uzeda displays very little variety in dynamics or tempo: the volume stays on ten and drummer Agostino Tilotta usually plays snapping beats that have the flexibility of a brick wall. Cacciola, whose Sicilian accent is indecipherable, sometimes sounds like she could be begging the rest of the band to stop. Different section wires is a compelling record mostly because of the contrast between Cacciola's vulnerable singing and the rest of the band's punishing noise rock.

via AllMusic


Uzeda - Nico and his cats 


Tracklist:

01. Nico and his cats
02. Stomp
03. Steel man
04. Suaviter
05. Ten stars
06. The milky way
07. Female
08. Big lies

Touch & Go records
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26 giugno 2011

Three Second Kiss - For pain relief #1996

The italian band Three Second Kiss (Sergio Carlini on guitar, Massimo Mosca on bass and vocals, Lorenzo Fortini on drums) devoted For pain relief (Lollypop, 1996) to free-form noise-rock, somewhere between SLINT, FUGAZI and OLD TIME RELIJUN.


Three Second Kiss - Lou Priest


Tracklist:

01. Laundromat modern service
02. Don't...
03. I confess
04. Henry (sporting life)
05. I'm, probably, stuck
06. Lou Priest
07. You make me feel (mighty real)

Lollypop rec
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Myspace
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28 maggio 2011

Bancale - Frontiera #2011

Frontiera è la linea di demarcazione tra l'incantesimo del vivere e la consapevolezza del ciclo vitale. Forse l'unico confine reale, perciò rimosso, simbolicamente dissimulato in un ordito di codici e rituali che ne stemperano - ne equivocano - il senso. Che pure resta, come un brontolio ai margini del frastuono. La morte quindi - evento biologico, cronologico e culturale, ingranaggio e carburante di vita - è la nota dominante di questo album di debutto dei Bancale, trio lombardo formato nel 2006 dal "nostro" Luca Barachetti (voce) e dal chitarrista Alessandro Rossi, raggiunti poi dal percussionista Fabrizio Colombi.
Già l'omonimo ep del 2009 ebbe modo di colpirci per l'intensità dei reading immersi in ordigni noise-blues, il "metodo" MASSIMO VOLUME portato ad un livello di esasperazione inedito, tra vibrazioni terrigne e visioni febbrili che semmai scomodavano punti di contatto coi BACHI DA PIETRA. In occasione del presente full lenght di debutto, quella calligrafia compie un significativo balzo in avanti, alza la temperatura dell'ossessione blues fino al delirio controllato del post (echi palpabili FOR CARNATION) accogliendo turbamenti slow-core (tipo dei CODEINE scorticati) aprendosi poi a suggestive ancorché livide palpitazioni folk (dalla pregnante afflizione Will Oldham/Jason Molina).
E' tangibile il contributo di Xabier Iriondo, che del disco è produttore artistico: cartigli scabri di chitarra, elettroniche frastagliate, insomma la tipica calligrafia disturbante messa al servizio del sound, che arricchisce senza prevaricare. Tra i dieci episodi in scaletta, spiccano Megattera col suo ondeggiare tumultuoso, l'impeto sanguigno di Calolzio, la struggente inquietudine di Suonatore cielo e la torbida trepidazione della title-track. Una bella conferma.

da SENTIREASCOLARE 1.0

Bancale - Cavalli

Tracklist:

01. Randagio
02. Un paese
03. Lago del tempo
04. Un corpo (giorno che scorna)
05. Calolzio
06. Frontiera
07. Megattera
08. Catrame
09. Cavalli
10. Suonatore cielo

Ribèss, Palustre, Fumaio records
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Myspace
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3 maggio 2011

Jagannah - Thedious (demo) #2007

Jagannah is a project that take his always un-ended shape in april 2006 from the remaining members of MYCLIT[*], crossover band with a discreet live activity in Modena local area and tracks on the SUB compilations. Peter Pitone (drums) and Scott Mary (guitar and voice) abandon the played roads up to new complex timings and melodies, decomposing the structure of tracks and opening their jams to a wider infuences' diameter.
The search for a low frequencies' pusher ended with the arrival of Friederich Katzenjammer, who found in the twisted distorted rabid sludgy and slow sounds of the other two's the perfect territory where to vent his four strings. The influences range gets wider, atmospheres are dilated in mazes of complicated fury. Just a few names can remain in the brain of a Jagannah listener: MELVINS, psichedelia, stoner-doom, noise, YOB.
It took months and months to find a name for the band and the gender they play is still uncertain. Jagannah it's invented without any meaning pretensions, Jagannah it's played without pretensions of fidelity to a style, Jagannah it's screamed without sense pretensions.
In february 2007 enough music was written and everything was recorded for the 40 minutes (excessive) long demo. Everything was recorded in their small rehearsal room with cheap machineries. Self-produced, self-played, self-composed in Modena, Italy.

via CynicLab

Jagannah - Pyl


Tracklist:

01. Evil whale
02. Pripyal
03. Earth
04. Soundsense
05. Pyl
06. Vaghina
07. Brisby the rabid
08. Pianura padana

Autoproduzione
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Myspace/Official website
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2 marzo 2011

Three Second Kiss - Everyday-everyman #1998

I TSK sono uno dei gruppi migliori nel panorama underground italiano; l'ambito in cui si muovono musicalmente a mio avviso non è facilmente definibile, dato che hanno comunque un modo molto "loro" di comporre... La scena cui si riferiscono è stata già delineata da gruppi come i JUNE OF 44, gli SHIPPING NEWS, gli SHELLAC e gli UZEDA, anche se questo non vuol dire che non si possano allargare quei confini (che già sembravano definiti!). TSK ci riescono dando la loro interpretazione, che risulta davvero molto personale e fantasiosa; hanno già un curriculum di tutto rispetto: sono tra i gruppi di punta dell'Indigena (etichetta e agenzia catanese gestita dagli Uzeda), un tour americano insieme ai JUNE OF 44, e un 12" stampato l'anno scorso per la Slowdime (sussidiaria della Dischord)...vi sembra poco?! Everyday-everyman è senza ombra di dubbio un gran bel disco, molto ben suonato e magnificamente registrato insieme a Ian Burgess; tutti i brani sono sicuramente di alto livello, mai scontati e d'impatto quanto basta; una collaborazione con Giovanna Cacciola (vocalist degli UZEDA) rende migliore un album già buono... Come si può definire la musica dei TSK...post-punk? Post-rock? Noise? Onestamente non lo so, so solo che si tratta di buona musica, e non di quella che ci propinano ogni mattina alla radio!!!

da Sodapop



Three Second Kiss - Pipeline


Tracklist:

01. Operation Dragon
02. Everyday-everyman
03. Wolf
04. Pipeline
05. I cried, you didn't listen
06. Rope
07. The first fire
08. Speak, it's so dark

Wide records
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Myspace/Official website
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18 febbraio 2011

Ruins - Best of Ruins (tape) #1991

cover version 1

cover version 2

Oggi roba vera. Inutile proprio spendere parole per spiegare chi sia Tatsuya Yoshida, batterista, compositore e fondatore dei Ruins, uno capace di pubblicare più di cento dischi e di collaborare con personaggi del calibro di John Zorn, Bill Laswell, Fred Frith, Keiji Haino e Derek Bailey. Precursori, pionieri, avanguardisti e sperimentatori, dal 1985 i due Ruins sono in giro a diffondere il loro verbo per basso e batteria, parlato in lingua inaudita e musicato in maniera ancora più incredibile. Yoshida è cresciuto a pane e rock progressivo (anche con i suoi YBO2) ma con i Ruins decide di calcare la mano (soprattutto nel primo periodo) e di introdurre nelle sue produzioni tutta la furia dell'hardcore, il caos del noise-rock e la follia delle improvvisazioni libere, stuprando così i canoni di quel prog-rock al quale egli dichiara di ispirarsi (i francesi MAGMA su tutti) e giungendo a risultati sonori inediti o quanto meno diffcilmente etichettabili. Tutto ciò è rappresentato al meglio da questo introvabile Best of su nastro che raccoglie buona parte della produzione dei Ruins pre-90's e che rappresenta anche un piccolo miracolo della produzione indipendente italiana. A realizzarlo è stata infatti la beneventana Biotope Art Organization, capeggiata da Guglielmo Lanzilli, organizzatore anche di una storica data dei Ruins al Tien'A'Ment di Napoli nel 1991, poi trasferitosi a Londra dove ha continuato l'attività della sua etichetta soprattuto in ambito elettronico/esoterico/industriale. Sapete già invece che ad inviarmi il rip in questione è stato Raffaele, che nelle info notes ci spiega di aver provato a tagliare le singole canzoni di ogni lato e di averci poi rinunciato preferendo lasciare che il flusso dei Ruins scorresse così, disordinato, eterogeneo ed imbizzarrito, come da volontà dei suoi due creatori.
Priceless.

Ruins - Side A (excerpt)


Tracklist:

a1. Side A
(Sanctuary/Body & soul/Epigonen/Outburn/Human being/Entropy/Makaromiyaike/Birth-controll/Essential logic/Infinity/Camyodia/Thrive/Hallelujah)

b1. Side B
(Infect/Fragment/Bighead/Stonehenge/Burningstone/Dhaskrive/Zasca coska/Grubandgo/Vexoprakta)

Biotope Art Organization
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[Magaibutsu records]
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16 febbraio 2011

ZGA - The end of an epoch #1991

This band hails from Latvia, and began working during a time when the government frowned upon (to put it mildly) independent "citizens" making their own music. Their original recording sessions were made under secretive conditions with homemade instruments and makeshift recording equipment in their own domicile, with matresses pushed up against the walls and windows to hide the goings-on, and "lookouts" posted outside. Their original recordings were smuggled to the West on cassette tapes label - led with innocuous celebrity names - the Soviet accepted equivalents to our Tom Jones and Harry Belafonte - to fool outgoing customs officials. What was on these tapes, tho poorly recorded by western standards, would provide a glimpse of Russia's premiere Avant/Improv band in its infancy, and parts were released on vinyl by Recommended Records' Points East label, the remainder being provided by subsequent recording sessions. Tho recording conditions improved vastly, they continued to create their own, homemade instrumentation (some referred to as Zgamoniums) with an emphasis on percussive elements, rhythms, strange vocalisings and sounds, whilst incorporating more "normal" instrumentation as well. A perusal of their musical arsenal will show everything including the kitchen sink: toys, shock absorbers, sheet metal, wire brushes, springs, clangy-metallic-thingamajigs, homemade harps etc., all wired up to contact mics and the like, engineered both to defy the listeners' senses and to create their own sonic world.

via ReR USA

ZGA - God's plant


Tracklist:

01. Mnemonia
02. Boschiana
03. Figures & letters
04. World has thinned out
05. Moon's fury
06. God's plant
07. Shadow
08. Go back
09. Dialects
10. Von weisheit keine spur
11. End of an epoch
 
ReR Megacorp
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6 febbraio 2011

Mike Patton/Ikue Mori/John Zorn - Hemophiliac (2cd) #2002

Hemophiliac are a brutal improv-noise trio consisting of John Zorn (alto-saxophone, voice], Mike Patton (voice, electronics) and Ikue Mori (dum machines, electronics). Three musicians responsible for releasing music from the outer reaches of musical madness. Tzadik's Special Edition Hemophiliac 2CD set (2500 copies) was autographed by John Zorn, Mike Patton, and Ikue Mori and distributed worldwide by Tzadik, Ipecac, and the Downtown Music Gallery. Each musician signed there name on the front cover of the packaging which included four image cards inside the fold-out CD case. This instantly became an extremely rare collector's item and quickly sold-out due to it's initial print quantity and the fact that it will never be re-issued.
On Hemophiliac's New Years Eve performance, The Tonic was packed with two-hundred music enthusiasts anticipating an unforgettable show. What they experienced proved to be a phenomenal evening of extreme music initiated by the noise trio Hemophiliac. John Zorn's distinctive alto-sax performing style was both liberating and provocative. Mike Patton delivered focused improvisation with vocal manipulations and electronic wizardry. Ikue Mori developed her intriguing world of live samples which included glass droplets and ambient clicks. Using the strength of an Apple G4 PowerBook, Ikue Mori has written an idiosyncratic language for percussive electronics with ambient sound design. Both Mike Patton and John Zorn seem to have an exceptional relationship for musical cues that could almost be telepathic. John Zorn's paternalistic bond with Mike Patton is clearly noticed between each track when they share a respectful glance together. Both are loyal collaborators on each others studio projects, however, when witnessing them together something sincerely paranormal happens. Hemophiliac is the most incredibly intense live performance ever experienced!
Hemophiliac's debut release was recorded between 2000 and 2002 in various locations throughout Europe and the United States.

via Xtreme Music

Mike Patton/Ikue Mori/John Zorn - Mood swing

Tracklist:

CD 1

01. Skin eruptions
02. Edema
03. Stretch marks
04. The stitch
05. Malabsorption
06. High anxiety
07. Dizzy spells
08. Mood swing

CD 2

01. Gotu kola
02. Black kohosh
03. The squaw vine
04. Blessed thistle
05. Sillymarin
06. Red clover
07. Chlorophyll enemas
08. The black radish
09. Essence of Primrose
10. Dong Quai

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7 gennaio 2011

Starfuckers - Metallic diseases #1990

Dobbiamo risalire alla metà anni ottanta quando cinque ragazzi della lunigiana (Manuel Giannini, voce e chitarra; Roberto Bertacchini, batteria; Gianni Ginesi, chitarra; Gianfranco Verdaschi, chitarra e Paolo Casini, basso), dediti alla reinterpretazione di classici di gruppi come STOOGES, VELVET UNDERGROUND, SUICIDE e MC5, vengono contattati da Claudio Sorge che li vuole per la sua etichetta. La band allora aveva solo un demo di poche canzoni, alcune delle quali confluiranno nell’esordio discografico, e quelle cover che, insieme ad altre, gli garantiranno la partecipazione a svariate compilation a partire dagli inizi degli anni novanta. Al principio di quel decennio infatti gli Starfuckers escono allo scoperto con la pubblicazione dell’lp Metallic diseases, disco certamente derivativo ma riuscito. Banalizzare in questo modo gli inizi del gruppo significa anche ingiustamente ridimensionarli: riascoltato oggi il loro primo lp dimostra qualità e freschezza che al giorno d’oggi molti gli invidierebbero.
Metallic diseases (Electric Eye, 1990) è un disco sporco, malato, acido, suonato e cantato benissimo. È un tributo al rock più sanguigno, al garage, al punk, alla musica lisergica e al gruppo che meglio tutto ha rappresentato tutto questo: gli STOOGES. Le canzoni sono scandite da pochi accordi reiterati, da una sezione ritmica solida e da chitarre graffianti: Western man ricorda la Death valley ’69 dei SONIC YOUTH (pezzo che in seguito gli Starfuckers coverizzeranno e che indurranno gli stessi autori del brano ad ammettere la superiorità della versione degli Starfuckers sulla loro); The right side ruba il riff ai TWIGHLIGHTERS; Cold white cancer è attraversata da una tempesta di elettricità mentre il tutto deflagra nel finale con l’infernale Flower lover in cui fa capolinea il sax devastante di Paolo Vasoli; la voce in tutto questo procede calma e distaccata (fattore che verrà accentuato in futuro), scandisce, in un recitato svogliato, i testi alla maniera di un Iggy Pop ormai alla frutta e intento a sparare le sue ultime cartucce.
Metallic diseases rappresenta certamente un riepilogo di quello che gli Starfuckers sono stati agli esordi, azzera le loro istanze e li ripropone per un futuro all’epoca impensabile.

da Sands-zine

Starfuckers - Cans


Tracklist:

a1. Love you
a2. Cans
a3. Shake off
a4. Western man
a5. Dead metal city blues

b1. The right side
b2. U.S.A.
b3. Cold white cancer
b4. (I'm) Alive!
b5. Flower lover

Electric Eye records
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Official website
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6 gennaio 2011

Ultracoït - Ultracoït (demo) #2008

E' ancora Esse a fornirci il materiale per oggi: altra band francese, nata a fine 2007 e composta per 2/4 da membri dei DO YOU COMPUTE, che cavalca anch'essa i mai troppo usurati binari del noise rock, deviando spesso verso i territori più violenti del post-hardcore ma mantenendo suoni e sporcizie di quello vecchia maniera. Poi i quattro transalpini hanno deciso di giocare la carta della simpatia nei confronti del gentil sesso e così, oltre alla copertina pubica, i nostri sfoggiano liriche farcite di provocazioni a sfondo sessuale che raramente trovano spazio nel genere in questione. Un demo onesto ed intenso anche se nulla per cui strapparsi i capelli (o i peli, visto l'andazzo).
Cchiú pilu pi tutti?

Ultracoït - Straight to the G point 


Tracklist:

01. Straight to the G point
02. Vaginal herpes
03. Hello
04. Fat cunt
05. Onanism
06. Ejac
07. Withdrawals symptoms

Rejuvenation records
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Myspace
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20 dicembre 2010

Uzeda - The Peel Sessions #1994

Gli Uzeda di Catania (Giovanna Cacciola, voce; Raffaele Gulisano, basso; Davide Oliveri, batteria; Giovanni Nicosia, chitarre; Agostino Tilotta, chitarre), come formazione, sono nati nel 1987. Dopo diversi concerti fatti in Italia nel 1989 firmano il loro primo contratto discografico con l’etichetta romana A.V. Arts, per la quale incideranno due dischi: Out of colours (1989) e Waters (1993).
Out of colours prodotto dagli stessi Uzeda con l’apporto al missaggio di Kenny Mc Donald è un disco più che accettabile. Con un sound di facile impatto, gli Uzeda, riescono a distillare i suoni e rumori "assimilati" negli anni '80 in un loro sound.
Tra il primo è secondo disco la loro creatività sarà segnata dall’incontro con il chitarrista degli SHELLAC, nonché già chitarrista dei leggendari BIG BLACK e RAPEMAN, Steve Albini che andrà a produrre il loro secondo lavoro Waters.
Nell’autunno del 1994 viene licenziata per l’etichetta Strange Fruit la Peel Session degli Uzeda, registrata negli studi londinesi della BBC nel programma di John Peel, vera e propria icona vivente del giornalismo musicale. Giovanna e compagni sono gli unici artisti italiani , assieme alla P.F.M., a partecipare al programma The John Peel Sessions; gli unici italiani in assoluto ad essere invitati 2 volte al programma e ad incidere un disco (che racchiude 3 brani tratti da Waters + 3 inediti) della performance alla corte di John Peel.

da Scaruffi

Uzeda - Well paid


Tracklist:

01. It happened there
02. Well paid
03. Higher than me
04. Save my snakes
05. Spread
06. Slow

Strange Fruit
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