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26 dicembre 2011

Rosolina Mar - Before and after dinner #2006

L'unica voce umana udibile in questo disco è al minuto 4'12" della traccia intitolata Mingozo di Mongozo, ed è un urlo. Bisogna farci attenzione perché è in secondo piano, ma quando le orecchie lo captano è belluino e liberatorio, una frazione di secondo in cui tutto ciò che serve si esplicita come nessun versaccio poetico potrebbe. Niente rime baciate o stereotipi assortiti, solo l'urlo di un musicista galvanizzato che sente arrivare la deflagrazione, la “Cosa”, avrebbe detto Kerouac. Lui parlava del jazz, della “New thing”, noi parliamo di rock in senso primordiale. E i conti tornano.
È l'approccio il comun denominatore, ed è inevitabile immaginare questi dodici pezzi come i figli di jam indiavolate e ispiratissime (pur se i Rosolina Mar non hanno voltato completamente le spalle al math rock degli esordi). Anche nei vecchi dischi jazz capita di imbattersi in esclamazioni abbozzate e versi indistinguibili, è la dimensione totalmente fisica della musica, il corpo che suona.
I corpi che suonano e lo fanno insieme, in una comunione antica e semplice che non prevede primedonne dalla troppa o poca personalità. Non si è costretti a badare al cantante e alle sue paranoie, nessuno ha disseminato nei testi le sue risposte alla vita, le parole qui sono dodici titoli tanto bizzarri quanto evocativi, e non c'è ragione di dubitare che L'ora di religione possa essere un intrico perfetto di chitarre e batteria.
Nulla da eccepire se un Amore tossico si presenta con una sfuriata elettrica per poi rallentare, citare POLICE, impensierirsi e ripartire più disperato di prima. Le sensazioni non si discutono, le visioni tanto meno. Seconda prova dopo l’ottimo esordio self titled del 2003 sempre per Wallace (che, come si diceva, qualche tributo pagava alla scena occupata da DON CABALLERO, TRANS AM & co.), questo Before and after dinner è cinematico, legato a un filo interno che è troppo presto definire logico, è viscerale e complesso come Hendrix e tribale come Santana sul palco di Woodstock, gioca con la new wave sottraendo ai FRANZ FERDINAND ciò che è dei TALKING HEADS e se la gode con melodie ficcanti. Prima (durante?) e dopo cena, Rosolina Mar da Verona: il dio dell'indie ci scampi dalle primedonne.

via SENTIREASCOLTARE 1.0

Rosolina Mar - Protopapetti


Tracklist:

01. Domenica mattina la benedizione dei trattori
02. Protopapetti
03. Mingozo di Mongozo
04. L'ora di religione
05. Flesh dance
06. Before and after dinner
07. Il culto del cavo elettrico
08. Sea tomato
09. Amore tossico
10. Isa eyes
11. Car patch (D-tone)
12. Tuttopapetti

Wallace records
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24 dicembre 2011

La Crisi - III - Paura a colazione #2011

Forse farà un po’ sorridere, ma quando mi capita di ascoltare lavori come quello dei La Crisi mi rilasso e penso che c’è ancora speranza. Non speranza per l’uomo o la società, e del resto nome così o brani come La mia amica sfortuna son emblematici di un modo di pensare, ma per la musica, nella fattispecie l’hardcore. Con due dischi importanti come La crisi e Tutti a pezzi era onestamente difficile chiedere di più da Mayo e soci, forse bastava andare avanti con il pilota automatico e ci si sarebbe divertiti lo stesso. Ma III - Paura a colazione non è solo un altro album, è un gradino oltre quanto già fatto. Trasferitisi armi e bagagli a Salem, sempre alla corte di Kurt Ballou (CONVERGE), i nostri son stati capaci in cinque giorni che immagino frenetici, a tirar fuori un piccolo capolavoro del genere. Un album in cui la voce di Mayo si spinge ancora più in alto, gli stacchi si fan sempre più vertiginosi, e quando ascolterete Una spiegazione logica capirete di quel che parlo, e la perizia tecnica è di primi della classe. La vera novità è l’autoproduzione del lavoro: via da tutte le etichette il gruppo rischia in proprio, il che di questi tempi ci sembra tanto encomiabile quanto impegnativo. Un altro tentativo insomma per risvegliare coscienze un po’ troppo sonnolente: certamente un altro centro in una carriera finora perfetta per un gruppo diventato ormai una colonna portante dell’hardcore italiano.

da ilmucchio.it
La Crisi - La mia amica sfortuna


Tracklist:

01. La lite di sempre
02. Il campionato della noia
03. Corpo estraneo
04. Paura a colazione
05. Puntuale arriva l'uragano
06. Una spiegazione logica
07. Non vale niente
08. Morte e saette
09. Missione fallita
10. Sono il tuo eroe
11. Il nostro peggior nemico
12. La mia amica sfortuna
13. Scomodo e inutile
14. Disagio a 18 carati

Wooden Music
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20 dicembre 2011

Tasaday - L'animale profondo #1986

Highly accomplished Italian ritualistic post-industrial sturm und drang mongering that alternates between NEUBAUTEN/TEST DEPT. skull/chest poundings, hermetic processional conjurings akin to the CURRENT 93 of Lashtal or Richard Rupenus' more occultic explorations under the METGUMNERBONE and MASSTISHADDHU mantles and unnerving synthetic dismalism out of the SPK Leichenschrei playbook.

via Mutant Sounds

Tiratura di 600 copie con copertine dipinte a mano da Marco Camorali sul tema de L'animale profondo.

dal sito
Tasaday - Presenza impossibile


Tracklist:

a1. Avvoltoi in una notte devastante
a2. Presenza impossibile
a3. Si-ma-to-re
a4. Le porte dell'equilibrio
a5. Un falso destino

b1. La sacralità senza tempo
b2. Luce
b3. Lo struggimento vuoto
b4. Dove tutto sembra perduto
b5. Per ora non ancora

Azteco records
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Official website
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17 dicembre 2011

Whitehouse - New Britain (reissue) #1996

Whitehouse is an English power electronics band formed in 1980. They are known for their controversial lyrics and images (which are often interpreted as misogynistic, sexually deviant, and extremely violent). The band’s members have been the subject of censorship in the past. Their name is in mock tribute to the British moral campaigner Mary Whitehouse; it is also a reference to a British pornographic magazine of the same name. The group’s founding member and sole constant is William Bennett.

via Last.fm

Digitally remastered reissue of the infamous sixth Whitehouse lp released in 1982.

Whitehouse - Active force


Tracklist:

01. Movement 1982
02. Roman Strength
03. Will to Power
04. New Britain
05. Ravensbruck
06. Kriegserklärung
07. Viking Section
08. Active Force

Susan Lawly
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15 dicembre 2011

Psychofagist - Psychofagist #2004

Una cosa vi raccomandiamo per questo terzetto di Novara: evitate di definirli semplicemente come l'ennesimo gruppo grind core. Gli Psychofagist vanno ben oltre, sono sì figli di quella tradizione ma nell'ottica più nobile e progressiva ad essa ancorata (vedi i TORTURE GARDEN). Il grind death core come base certo, tracciato e definito nella sua vorace, parossistica, epilessia ritmica, ma enfatizzato nella plumbea tecnica jazzistica ed introdotto nella catarsi tecnologica dell'industriale (High minded martyrs è un notevole biglietto da visita in tal senso). Il risultato è schizoide, psicotico, onnivoro, ardito, sintomo di un centro che deve perdurare per rendersi eterno... e le premesse ci sono tutte. Avvicinatevi senza timori.

da Rumore #161


Psychofagist - Strage


Tracklist:

01. Non.rational.algebra
02. High minded martyrs
03. Io ti dono la pace
04. Emo-clasis
05. La ballata della repulsione
06. Come cieco
07. Unstable?
08. Tema: delirio
09. 21st century schizoid god
10. Traces of ephemeral steadiness
11. Al tramonto dell'io
12. Strage

Subordinate
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Official website
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14 dicembre 2011

Violators - Summer of '81 (7") #1982

There's blood on the street
And the smell is so sweet
Cause another blue bastard has gone down
See the boots swarming round his head
They're gonna see him dead
Nightstick in his hand
He tried to rule this land
But that's no way to make a country great
It takes more, more than force
You've got to give it a voice

So it's goodnight to one more facist clown
We've got a riot
You can't keep us quiet
We've got a riot, we've got a riot
This is our answer to your law

Don't shed no tears for him
His life was lived in sin
No one has the right to order you
Don't be told what life is about

Brixton - riot riot
Toxteth - riot riot
Bristol - riot riot
Moss Side - riot riot
England - riot riot
England - riot riot riot riot riot...

Violators - Summer of '81


Tracklist:

a1. Summer of '81

b1. Live fast die young

No Future records
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12 dicembre 2011

Impact - 80-87 #2004

Si aggiunge un'altra figurina all'album degli imperdibili del punk-hardcore italiano degli ottantas, con quest'ennesima e sapiente ristampa in digipack curata da Mr. GTB. E io ce l'ho, quindi ve ne parlo. Come il titolo stesso suggerirà ai più arguti, trattasi della discografia completa e ragionata del leggendario combo ferrarese, negli anni che vanno dalla sua fondazione - end of the century - al 1987. In altre parole, a parte Tutto tace, Inganno senza fine e pochissima altra roba, ho nelle orecchie l'opera omnia della somma bénd, dalle demo inedite fino a questo momento (risalenti al periodo 1980-82) al lato Impact dello split con gli EU'S ARSE (1983), all'lp Solo odio (1985), al mini-lp Attraverso l'involucro (1987), compilation tracks incluse.
Tanto per cominciare, direi che l'ultimo vinile citato, edito a suo tempo dalla mitica Blu Bus, è uno dei miei quindici fondamentali assoluti del genere. Poi aggiungerei che nessuno di questi dischi, eccezion fatta per lo split (incluso dieci anni fa in una raccolta che ormai credo straesaurita), ha mai più rivisto la luce prima della collection 82-85 (qua), di cui questo ciddì costituisce la versione ampliata.
Quello che avrete, se scegliete di acquistare, è hardcore rapido e preciso, caratterizzato da una cattiveria sopraffina e da un carnet di testi assolutamente di denuncia, ovviamente inclusi nel pacchetto. Come tutti i gruppi che hanno fatto la storia, gli Impact sono riconoscibili tra mille prima che il supporto compia la terza rotazione su se stesso. E ho detto tutto.
«"Protesta continua per una reale sopravvivenza" è stato da sempre il nostro motto. Proponiamo oggi queste registrazioni perché crediamo che il messaggio contenuto sia tuttora attuale in una società disordinata che ricicla vecchi schemi spacciandoli per nuovi».
Ora come allora, grande musica e grande attitudine. Abbiatelo sennò vi frusto.

da Lamette.it

Impact - La vostra violenza


*tracks 1-10 from Solo odio #1985
*tracks 11-17 from Attraverso l'involucro #1987
*track  18 from P.E.A.C.E. International Benefit Comp. 2xlp #1984
*tracks 19-24 from the 7" split w/EU'S ARSE #1983
*tracks 25-34 from Demo 15-3-1982 (unreleased) #1982
*tracks 35-36 from pre-Impact rehearsal #1980

Tracklist:

01. Non puoi giudicare
02. Morte chimica
03. Processo di vita
04. Ribellione
05. Eroi
06. Delitto legale
07. Solo odio
08. Sulla loro croce
09. La vostra violenza
10. L'uomo procede
11. Non c'è pace per noi
12. Alienazione sistematica
13. Realtà mutabili
14. L'odio cresce ancora
15. La tua eterna illusione
16. Deboli ai vostri occhi
17. Dolci sensazioni
18. L'uomo procede (the man goes on)
19. Polizia
20. Governo
21. Dolci sensazioni/Ancora
22. La lettera
23. Giustizia
24. Cadaveri
25. Dio salvi il vaticano
26. Governo
27. Giustizia
28. La lettera
29. Ambizioni
30. Polizia
31. Alzati e scuotiti
32. No potere
33. No al servizio militare
34. Camici bianchi
35. Untitled #1
36. Untitled #2

E.U. '91 produzioni
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5 dicembre 2011

OVO - Miastenia #2006

Milan, Italy’s Ovo are a two piece using guitar/violin cellos and drums that dump a toxic sludge with an unmistakable butterscotch scent. This sludge is in line with contemperous doom salesmen such as BORIS and the MELVINS, with the addition of vox stylings that take this record to a new place entirely. The sounds coming from Stephania Pedretti’s mouth as she sings go from lullaby sweet to terrifyingly raw in short intervals. Instrumentation on this platter is diverse, with guitars, bass, drums being added to the mix as well as music store stand-by’s like harmonica, piano, and cello.

via Load records
OVO - Due paia di cuori


Tracklist:

01. Anime Morte
02. Fobs Unite
03. Coco
04. Mammut
05. Voodoo
06. Due Paia di Cuori
07. Rio Barbaira
08. Miastenia

Load records
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Myspace
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4 dicembre 2011

Squarcicatrici - Squarcicatrici #2009

Diavolo d’un Andreini e diavolo d’una Wallace. Quando meno te lo aspetti ecco che ti rigirano le carte in tavola sconvolgendo tutto ciò che ti eri preparato ad ascoltare. Se dell’eclettismo del catalogo della seconda si è ampiamente detto (che qualche sorpresa mr. Wallace ce la tira sempre fuori) forse al primo non è mai stata data la giusta attenzione.
Sassofonista, batterista, improvvisatore tentacolare e completamente fuori di testa in questo progetto – al secondo disco dopo Bossa storta di qualche anno fa – Andreini si circonda al solito di uno stuolo di supereroi per imbastire un 13 pezzi di ruspante afro-punk e apolide jazz contemporaneo.
L’attacco è da urlo. Afrotellaci è esattamente come da titolo: un pezzo di una maestria Astatkiana smontato e rimontato dentro l’officina più sgangherata del panorama italiano. A ruota arriva Macedone: folk sui generis, ubriaco e cabarettistico come potevano concepirlo i CCCP di Epica, etica, etnica, pathos se avessero guardato più a sud-est.
Forse è una bestemmia visto che si tratta di uno dei più liberi e “no compromises” personaggi del panorama italiano, ma Squarcicatrici è forse proprio il mezzo espressivo più free dello spirito libero di Andreini. Che si muove, cioè, letteralmente senza barriere o steccati che non siano solo la voglia di suonare/comunicare una musica letteralmente “world”: sentita, appassionata, bellissima.

da SENTIREASCOLTARE 1.0


Tracklist:

01. Afrotellaci
02. Macedone
03. Sans races
04. Mbizo
05. Pilhar fraqueza
06. J'ai faim, Jessie!
07. Izgubljen sambetta
08. Garota
09. Afrocina
10. Gorecky
11. Afoforo
12. Invischiata
13. Izgubljen sam (Vunery mix)

Wallace records
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2 dicembre 2011

R.S.U. - Omaggio al passar dell'altare immolatore (tape) #1992

Rifiuti Solidi Urbani: piccola/grande band formatasi a Trento sul finire degli 80's, ha sfornato due demotape incendiarie ad inizio carriera (questa e l'omonima sempre del 1992), nelle quali vengono mescolati con sapienza un punk/hardcore di chiaro stampo NOMEANSNO e campionamenti vari dal vago sapore industriale. Campionamenti e sapore che si trasformeranno presto in una passione smodata per l'elettronica industriale à la MINISTRY: è infatti del 1994 la summa della loro discografia, il cd omonimo pubblicato dalla BMG Ariola, che ha forse l'unica pecca di aver tagliato troppo in fretta le ottime radici punk sulle quali era nato il progetto. Eccovele quindi riproposte in formato digitale con una copertina che peggio di così non si può...

R.S.U. - La saga della reale realtà


Tracklist:

a1. La saga della reale realtà
a2. Le fleur du mal
a3. Quale scienza?

b1. L'anticipo
b2. Ad Icaro
b3. Requiem

Self-released
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