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30 novembre 2011

VV.AA. - Himnos de la revuelta (tape) #1994

Come suggeriscono copertina e titolo, una compilation tape d'annata, ideata dai Barboncini Punx nel 1993, che raccoglie dodici cover in chiave punk (chi più, chi meno) di vecchi canti anarchici.
Questa è la versione spagnola della cassettina in questione ma in giro ho trovato tracklist differenti. Si accettano aiuti.

Tracklist:

a1. R.A.M.A. - Inno della rivolta
a2. WACA WACA/CO2 - Sacco e Vanzetti
a3. TEATRO QUOTIDIANO - Canto a Caserio
a4. C.F.C. - Amore ribelle
a5. DR. DOMOPACK - Figli dell'officina
a6. FRAMMENTI - Ballata a Pinelli

b1. BARBONCINI PUNX - Stornelli d'esilio
b2. ALFREDO SALERNI - Si bemolle
b3. CONTRASTO - Né servi né padroni
b4. DICE DIE - Su mano alla bomba
b5. LUPUS IN FABULA - Dai monti di Sarzana
b6. CCC CNC NCN - Il galeone

Self-released
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29 novembre 2011

The Lewd - Lewd conduct in a public place! (live) #1999

Truth to tell, I wasn't looking forward to reviewing this lp, as my dim recollection of the LEWD was of a rather unextraordinary band. Whether I'm falling victim to the lure of the jasmine-scented past (uh, ahem) or my tastes have gotten broader in my old age (what are the odds of that?). I actually rather enjoyed this live lp (even though it suffers a low guitar volume, as is typical of board tapes). As with a lot of shows of the general era I recollect, the cover songs (in this case, the SONICS' Boss Hoss and SONNY BONO's Bang Bang) tend to stand out as better crafted than the originals and the performance has some loose moments, but it's a worthy (and entertaining) document.

via Maximum Rock'n'Roll #199

The Lewd - Lewd conduct


Tracklist:

a1. Public execution
a2. Lewd conduct
a3. Catastrophe
a4. Climate of fear
a5. Boss Hoss (SONICS cover)
a6. Bang bang (SONNY BONO cover)

b1. Trash can baby
b2. M-17
b3. Walter's  lips
b4. Kill yourself
b5. Love for hate
b6. I'm not pretty

Vampir records
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22 novembre 2011

Swell Maps - Collision time revisited #1989

Nati intorno al 1972, gli Swell Maps si fanno notare solo dopo l'esplosione del punk inglese del '76/'77, quando lo spirito "fai da te" crea le condizioni adatte per farli emergere nella scena sotterranea. Nikki Sudden (Nicholas Godfrey, chitarra e voce) e il fratello Epic Soundtracks (Kevin Paul Godfrey, batteria e piano) sono i fondatori e personaggi principali della formazione, completata dal chitarrista Richard Earl e dal bassista Jowe Head. Al loro attivo ci sono solo quattro singoli e un paio di album, ma lasciano un'eredità consistente sull'indie rock degli anni successivi: echi del loro stile trasandato si sentono nelle prime uscite dei PAVEMENT e i SONIC YOUTH non hanno mai nascosto il proprio debito verso il gruppo. Gli Swell Maps si sciolgono nel 1980, consumati rapidamente dalle tensioni della vita in tour.

Collision time revisited: si tratta della ristampa di Collision time, con vari brani aggiunti. Offre una selezione piuttosto ricca di materiale edito su album e singoli e riassume efficacemente la breve parabola degli Swell Maps. Fra i brani, compaiono anche il singolo d'esordio Read about Seymour e Let's build a car, che Thurston Moore dei Sonic Youth ha indicato fra le influenze decisive per la sua formazione.
 

Swell Maps - Let's build a car


Tracklist:

01. Let's build a car
02. Real shocks
03. Border country
04. Big Maz in the country
05. Blues no. 1: garden of medals
06. Midget submarines
07. Bridge head
08. Read about Seymour
09. Ammunition train
10. Doctor at C.
11. St. Saviour's road
12. The graveyard shift
13. Big Maz in the desert
14. Mining villages
15. Blues no. 2: beatle bonfire
16. Secret island
17. The stairs are like an avalanche
18. Gunboats
19. ...then Poland
20. Full moon in my pocket
21. Blam!
22. Full moon (reprise)
23. Fashion cult
24. Whatever happen next
25. Blenheim shots
26. Raining in my room
27. Texas

Restless records
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16 novembre 2011

Roid - Riepilogo della fine #2004

Il testamento dei Roid: dieci tracce di ottimo hardcore italiano vecchia scuola. Ora suonano in LETORMENTA e LA QUIETE.

da Smartz records


Roid - Taglia e incolla

Tracklist:

01. Taglia e incolla
02. Tese -1
03. Fronti alzate
04. Facile preoccupazione o forse sono io che sbaglio
05. Senza contorni
06. Bisanzio
07. Cefeide
08. Ritorno #8
09. Ventisette
10. Riepilogo della fine

Co-produced
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11 novembre 2011

Contrasto/LeTormenta - La poesia è azione (7" split) #2009

"Non esiste, in effetti, una più spudorata menzogna di quella che consiste nel sostenere, anche e soprattutto in presenza dell'irreparabile, che la rivolta non serve a niente. La rivolta porta la sua giustificazione in se stessa, indipendentemente dalle possibilità che ha di modificare o no lo stato di cose che la determina. È la scintilla nel vento. Ma la scintilla che cerca la polveriera".

A.Breton

dal retro-copertina


Tracklist:

a1. CONTRASTO - Non solidali, complici
a2. CONTRASTO - Niente per la storia
a3. CONTRASTO - Settembre, di notte

b1. LETORMENTA - Il sacrificio dei miei occhi/Sangue che vive

Co-production
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Contrasto website
LeTormenta website
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10 novembre 2011

Intothebaobab - Intothebaobab #2009

Medicina è un paese in provincia di Bologna con un nome buffo e dove regna la noia del “normale”. Però Medicina gli si addice come nome perché negli anni 80 in questo pezzo di campagna muoiono intere balotte di ragazzi con l’eroina. Noi non li abbiamo conosciuti per questioni anagrafiche, ma conosciamo quello che deve essere stato il motivo principale: NOIA. Invece nel 2004 non c’era più tanta eroina, andavano di più le paste e la speed perché c’erano i gabber, poi c’erano tutti gli altri che erano piattomarroni (ovvero ragazzi semplici, simpatici o stronzi, ma col minimo comun denominatore della piattezza ordinaria e dei capelli da lego...piattomarroni appunto), e i vecchi. Una classe dominante di vecchi. Poi c’era Modi che aveva trovato in quel poco che sapeva sul punk una grande genuinità e soprattutto una scappatoia per manifestare ciò che non gli piaceva semplicemente facendo in modo di non piacere. E quindi cresta verde, anfibi, cleptomania, sassaiole. Niente musica, nessuna ‘scena’. Gironzolare, bere, rompere le palle, punto.

La base dei cartoncini l’hanno ritagliata e assemblata dei bambini autistici con cui Modi lavorava nel periodo estivo! Il disco diventa una sorta di archivio di tutti (o quasi) i suoni cagati dai Baobab dalla nascita fino a quel momento.


dal blog

Intothebaobab - Mangiatortellini


Tracklist:

01. Intro alè!
02. Eutanasia a Medicina
03. Luce nera
04. Mangiatortellini
05. Movimenti
06. Nichilpunk
07. Luridi maiali
08. Serrature sui muri
09. Niente pensante
10. Disadattato
11. Pogo sociale
12. Transnuclear/2084
13. E 'mo?
14. Animali a forma di caramella
15. Superpunk
16. Animal Liberation Front

Co-production
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Myspace/Blog
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7 novembre 2011

Holy Shit! - Jazz phase (7") #2006

More ugly and gashed up spazzcore from these dairyland miscreations. If this is their jazz phase as the record's title states it's more of a free jazz out-sound squall freekout that maybe not even Miles, Ornette and Sun Ra all hanging out together could've imagined than some Van Morrison record of the 90's, the new Diane Krall or any given Steely Dan record bullshit I get subjected to whenever I decide to check out Jazz night at my hometown brew pub. Slithery dirges erupt in to unhallowed panic attacks. Take something like, oh...let's say THE NEOS and throw it in a bucket of old anti-freeze then twist it and drink what is wrung out (I suggest a kerosene chaser). Disorientation and staggering are to be expected. If conditions persist for more than length of the record, flip it over and play it again.

via SMASHIN' TRANSISTORS

Holy Shit! - I hate banks


Tracklist:

a1. Self civil war
a2. Fire alarm
a3. Great disappearing act
a4. Chuck #2

b1. I hate banks
b2. Ruin everything
b3. Who are you waving yer flag at?
b4. Asbestos life
b5. Hammer-on party
b6. Kool-aid party

Trigger-On-The-Dutendoo records
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Myspace
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4 novembre 2011

VV.AA. - Materiale resistente 1945-1995 #1995

Materiale resistente sono cover di canzoni della Resistenza. Musica partigiana, dunque di parte, canzoni di gesta eroiche, di contadini diventati guerrieri poi, quasi per caso, eroi, "martiri", canzoni che scandivano i ritmi del sopravvivere nelle notti ghiacciate sull'Appennino o nei fienili delle case di latitanza.
Materiale che sfida la corrosione del mezzo secolo, uscito indenne dal boom dal punk dal trend, dal caf dai bot, dal big bang. Il nemico numero uno lo snocciolarsi della retorica, la celebrazione ciclica, l'enfasi cinquantenaria.
Ora il silenzio serve più dello slogan: meglio scalare la marcia, calare il cappello, riflettere.
Per questo abbiamo invitato gruppi (ciascuno a suo modo) "ben pensanti", gruppi solidi, di terra e solo in seconda battuta di musica (non ce ne vogliano...), come A.F.A., YO YO MUNDI, MARLENE KUNTZ, UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE, C.S.I., SETTORE OUT, CORMAN & TUSCADU, DISCIPLINATHA, OFFICINE SCHWARTZ, MAU MAU, MODENA CITY RAMBLERS, GANG, CORO A.N.P.I., LOU DALFIN, SKIANTOS, ROSSO MALTESE, ÜSTMAMO', a reinterpretare musica resistente, a metterne a nudo l'ossatura robusta, il nervo elettrico, a scoprire implicazioni postume. Che sono tante.
Una, forse la più inquietante, ce la regala Neznad Maksumic, poeta bosniaco, nel libretto interno al cd: di come i pugni si fanno pietra, poi carne poi sangue e infine di nuovo pietra; parole che si conficcano in memoria come lame di ghiaccio, istruzioni per sopravvivere, forse le stesse che come grani di rosario abbiamo sentito mormorare in Palestina, Ruanda, Cile, Caucaso.
Scongiuri, e ragionevoli raccomandazioni belliche, e della necessità di non ascoltarle: così fecero, e come loro tanti, i fratelli Saltini, Vittorio e Vandina, da Correggio (RE), il cui cippo anima la foto della nostra copertina; glorioso nella sua umiltà, con le bandierine di carta e il sempreverde a cornice, simile a migliaia sparsi lungo le campagne o lungo i bordi delle provinciali.
La Resistenza è nel territorio, a dispetto degli smemorati, in quei monoliti di cemento o marmo corroso in un improbabile fasto floreale di lauro, edera o plastica.
È questo il fiore del partigiano?
Forse sì.
Alle genti che passeranno, un insegnamento: non temere il tuo tempo.

da www.sonica.it


Tracklist:

01. ÜSTMAMÒ - Siamo i ribelli della montagna
02. OFFICINE SCHWARTZ - Ciao bella
03. UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE - Wir sind partisanen
04. A.F.A. - Con la guerriglia
05. SETTORE OUT - Amore ribelle
06. C.S.I. - Guardali negli occhi
07. CORMAN & TUSCADU - La complainte du partisan
08. DISCIPLINATHA - Vi ricordate quel 18 aprile
09. YO YO MUNDI - I banditi della Acqui
10. MAU MAU - Resistenza, Marzo '95
11. GANG - Eurialo e Niso
12. LOU DALFIN - Lou Pal
13. CORO "I CENTOUNO" DI FABBRICO - Spara Juri
14. MODENA CITY RAMBLERS - Bella ciao
15. MARLENE KUNTZ - Hanno crocifisso Giovanni
16. SKIANTOS - Fischia il vento
17. AFRICA UNITE - Il partigiano John
18. ROSSO MALTESE - Il canto dei deportati

Mercury
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3 novembre 2011

Youngblood - Angoscia #1988

A little piece of italian punk/hardcore history, from Rovereto, Trento. You can find their entire discography here.

Youngblood - Assassini


Tracklist:

a1. Borderline state
a2. Contaminati
a3. Assassini
a4. Religious vomit

b1. Angoscia
b2. Dietro te
b3. No rockstar

Blu Bus
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1 novembre 2011

Officine Schwartz - L'opificio #1991

Le Officine Schwartz sono sorte nel 1983, fondate da Osvaldo Arioldi, come ricerca sul suono e sull'estetica della “civiltà industriale”. Nel corso della loro storia, le OS hanno prodotto spettacoli di teatro e danza, concerti, performances multimediali, utilizzando e fondendo fondi di rumore, musica, proiezioni ed azioni. Le OS utilizzano, oltre a strumenti tradizionali ed elettronica, una strumentazione auto-costruita recuperando, forgiando ed intonando metalli e residui del mondo del lavoro, come bidoni di petrolio, tubi, molle, catene, telai di bicicletta... Alcuni dei temi proposti nei brani delle OS sono l'amore-odio per la macchina e per i tempi moderni. Dal vivo, la formazione delle Officine Schwartz può variare a seconda del progetto: da uno a trenta elementi.

da Officine Schwartz


Officine Schwartz - In fabbrica


Tracklist:

a1. Il dio macchina ha voluto il caos
a2. In fabbrica
a3. Canto d'amore delle ruspe & dei sassi
a4. Inno dell'opificio
a5. Il mare d'inverno

b1. Hey Pole Siroko
b2. Tamme Vogel
b3. Torna in cantiere
b4. Asturiana
b5. Si riposa la domenica
b6. Einehitsfrontlied

Kom-Fut Manifesto
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