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31 gennaio 2011

AA.VV. - The furious years of italian hardcore-punk in 7 inches #1996

Rimaniamo sul classico con questa maxi-compilation targata Antichrist Dionysus che, come da titolo, raccoglie alcuni tra i migliori 7" del primo punk/hardcore nostrano, andandoli a pescare soprattutto nell'area più radicale e prettamente punk del lotto. Più che azzeccata la tracklist nonostante qualche assenza di rilievo (CCM su tutti).
E se furia doveva essere, che furia sia!

Tracklist:

*tracks 01-08 from the 7" In nome del loro potere tutto è stato fatto... #1983
*tracks 09-14 from the 7" Declino #1983
*tracks 15-21 from the 7" Lo stato ha bisogno di te? Bene, fottilo #1982
*tracks 22-26 from the 7" Disastro sonoro #1983
*tracks 27-32 from the 7" La città è quieta...ombre parlano #1984
*tracks 33-39 from the 7" Fall out #1983
*tracks 40-51 from the split 7" Impact/Questa è la loro speculazione di morte #1983


01. WRETCHED - La logica del potere
02. WRETCHED - Spero venga la guerra
03. WRETCHED - Combatti
04. WRETCHED - Muori per la patri muori per niente
05. WRETCHED - Solo guerra
06. WRETCHED - Nessun diritto
07. WRETCHED - Ti obbligano ad obbedire
08. WRETCHED - Non posso sopportare
09. DECLINO - Rivolta e negazione
10. DECLINO - Scelte imposte
11. DECLINO - Mortale tristezza
12. DECLINO - Terra bruciata
13. DECLINO - Coscienza distruttiva
14. DECLINO - Nessuna fiducia
15. EU'S ARSE - Eu's arse
16. EU'S ARSE - Ribelle
17. EU'S ARSE - Lui decide
18. EU'S ARSE - Attacco
19. EU'S ARSE - Io non sarò colpevole
20. EU'S ARSE - Schiavi e padroni
21. EU'S ARSE - Combattili
22. PEGGIO PUNX - Pubblicità
23. PEGGIO PUNX - Scemo
24. PEGGIO PUNX - Non siamo come voi
25. PEGGIO PUNX - Rumori
26. PEGGIO PUNX - Disastro sonoro
27. PEGGIO PUNX - Guerra
28. PEGGIO PUNX - Noia
29. PEGGIO PUNX - Linea diritta
30. PEGGIO PUNX - Solitudine
31. PEGGIO PUNX - La mia vita
32. PEGGIO PUNX - Credi di...
33. FALL OUT - Criminal world
34. FALL OUT - Work instigates
35. FALL OUT - Reagan hysteria
36. FALL OUT - Punx united
37. FALL OUT - Sick city
38. FALL OUT - Religious carnage
39. FALL OUT - Sucks
40. IMPACT - Polizia
41. IMPACT - Governo
42. IMPACT - Dolci sensazioni
43. IMPACT - .....
44. IMPACT - La lettera
45. IMPACT - Giustizia
46. IMPACT - Cadaveri
47. EU'S ARSE - Cibernauti
48. EU'S ARSE - E noi?
49. EU'S ARSE - Servitù militari
50. EU'S ARSE - Corruzione statale
51. EU'S ARSE - Fino a quando?

Antichrist Dionysus
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30 gennaio 2011

The La's - The La's (reissue-remastered) #2001

Ci dev'essere una sottile vena ispirativa che accomuna tutti gli eroi del pop britannico. I La's, al debutto nel 1991 con il loro primo e unico album omonimo (oggi ripubblicato dalla Universal, con alcuni inediti), quando i futuri paladini di quel genere chiamato britpop - BLUR e OASIS in testa - non li conosceva ancora nessuno, in questa prolifica fucina di idee si inserirono con grazia particolare. Spronati dal leader del gruppo Lee Mavers (autore di tutti i brani del disco e dei medesimi interprete), cominciarono così a scrivere canzoni orecchiabili che, pur rifacendosi a stereotipi ormai collaudati, nulla avevano di banale. Il bello, però, arrivò solo qualche tempo dopo, quando il frutto di quei lunghi mesi di lavoro in sala di registrazione sembrò portare una ventata d'aria fresca nel futuro della musica inglese: brani ispidi e cristallini, al limite tra la malinconia dei BEATLES e le svisate elettriche di KINKS e WHO, con quel tanto di spensierato a rendere le melodie ancora più omogenee. Un vademecum per tutti gli affezionati del pop, che a loro volta i La's avevano immaginato pensando alla storia degli anni Sessanta. Non fu un successo. Anzi, fu quasi un insuccesso e i La's se li filarono in pochi. Per questo, ad ascoltare quel debutto, si prova persino un po' di tristezza.

da DelRock.it

The La's - Failure


Tracklist:

01. Son of a gun
02. I can't sleep
03. Timeless melody
04. Liberty ship
05. There she goes
06. Doledrum
07. Feelin'
08. Way out
09. I.O.U.
10. Freedom song
11. Failure
12. Looking glass

[bonus tracks]

13. All by myself
14. Clean prophet
15. Knock me down
16. Over (live in a stable in Liverpool)
17. I.O.U. (alternative version)

Go! Discs
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28 gennaio 2011

Vanessa Van Basten - Closer to the small/dark/door #2010

Italy's Vanessa Van Basten reside amongst a rare breed of bands (loosely categorized as "post rock") that truly create instead of simply copy. At times lush and layered, at others minimal and haunting, the sheer variety displayed on Closer to the small/dark/door is only achieved with an expertise forged through years in the underground. Although quite heavy at times, Vanessa Van Basten employ far more atmosphere and ambiance than most contemporaries. There is a subtle touch here that is rare, even amongst longrunning household names.
The acoustic/classical instrument tracks conjure visions of MOGWAI conducted by Ennio Morricone, while the more programming-centric tracks imagine SWANS personnel falling hard for a Mediterranean girl (who listen to a lot of GODFLESH and JESU). Nothing fits snugly into place here though, with molds being pushed in more than one direction. Thankfully, Vanessa Van Basten know the veteran importance of "too much" vs "not enough", which they expertly display on Closer to the small/dark/door, a truly unique 50 minutes of rock music.

via Robotic Empire

Vanessa Van Basten - Scolopendra


Tracklist:

01. Porzellangasse
02. Putana
03. L’uomo che comprava il tempo
04. Fuck the best, take the rest
05. Domio ‘95
06. La selva dell’orba
07. Scolopendra
08. Untitled
09. L’affetto non serve

Robotic Empire
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Myspace
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27 gennaio 2011

Down By Law - Punky brewster (7") #1994

Registrazione "minore" della superband californiana creata nel 1991 dal buon Dave Smalley (già DAG NASTY) con l'aiuto, nei primi anni, di 2/4 dei CHEMICAL PEOPLE. Sonorità inconfondibili di quel punk rock ormai perduto e il giusto compromesso tra potenza e melodia. Pubblicato (sorprendentemente) dalla romana Break Even Point, il 7" in questione contiene anche l'azzeccatissima cover della già ottima That's when I reach for my revolver a firma MISSION OF BURMA.
Enjoy.

Down By Law - Yellow rat bastard


Tracklist:

a1. Punky brewster
a2. Yellow rat bastard

b1. Revolver (MISSION OF BURMA cover)

Break Even Point records
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Official website
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26 gennaio 2011

Stöner Kebab - Chapter zero #2005

Gli Stöner Kebab si presentano al pubblico con questo mini di cinque brani e mettono subito in chiaro che fanno sul serio. L'artwork è semplice ma curato e accompagna quello che è un esordio un po' disunito, che però colpisce subito per qualità del suono e maturità delle composizioni.
Le influenze sono evidenti: KYUSS e ORANGE GOBLIN su tutti, a partire dall’opener Cop song. The march of the yellow lizard si avvicina ai FU MANCHU e il finale di Stoner kebab ci porta verso lo sludge di stampo EYEHATEGOD, mentre la conclusiva improvvisazione (inserita come traccia fantasma) mostra come al quartetto italiano piaccia divagare in preda ai fumi di sostanze di vario tipo, siano esse psicotrope o semplicemente ricche di ciccia e salsina piccante. Tutto questo viene amalgamato dallo stile del gruppo, che riesce a tenere insieme tutte le sonorità in modo abbastanza coerente: il risultato non è centrato in pieno, i brani sembrano un po' troppo slegati, ma tenuto in considerazione che Chapter Zero è un esordio, si può essere più che soddisfatti.

da [audio]drome



Stöner Kebab - Amazing Aurakaria


Tracklist:

01. Cop song
02. Amazing Aurakaria
03. The march of the yellow lizard
04. Saint George
05. Stoner kebab [+ hidden track]

Dufresne records
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Myspace
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Maya - Slow escape (tape) #1996

Prima uscita della prestigiosa Conspiracy records che inaugura più che degnamente le proprie traiettorie future. Il nostro buon Raffaele, sul pezzo già più di quindici anni fa, ci propone addirittura la versione su nastro di questo piccolo/grande cimelio. I Maya non so assolutamente chi siano e neanche il magnanimo internet stavolta mi viene incontro ma immagino che alcuni di loro siano coinvolti nella fondazione dell'etichetta stessa: di sicuro sono belgi, spaccano e nei settanta minuti abbondanti di questo loro esordio (e commiato) miscelano con sapienza elementi sludge, hardcore e progressive, divertendosi a sperimentare e contaminare anche con l'aiuto dei fiati e dell'elettronica (Illusion), alternando così momenti di (relativa) quiete a veri e propri assalti a suon di riffoni monolitici e interminabili assoli hard rock (Acdov anal, Manipulator e Illusion II su tutte). Con un bagaglio del genere appresso, non possono poi non trovare spazio anche schegge di jazz impazzito e momenti più lisergici, il tutto comprensibilmente agevolato dalla lunghezza dei brani, ma è nei treminutietrentotto della title-track che gli otto (!) Maya concentrano a mio avviso tutta la loro furia ed ispirazione: ascoltare per credere. Belli anche i testi, consapevoli ed incazzati al punto giusto, con qualche nota di ottimismo in mezzo a tanto spietato realismo.
Consigliato a tutti gli amanti della musica pesssante.

Maya - Slow escape (from a hard world)


Tracklist:

a1. Staarch
a2. G-force
a3. Acdov anal
a4. Illusion

b1. Space 48
b2. Manipulator
b3. Wages of sin
b4. Slow escape (from a hard world)
b5. Illusion - the Dream mix

Conspiracy records
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25 gennaio 2011

Claudio Bisio - Paté d'animo #1991

Pochi se lo ricordano, ma nell’estate del ’91 risuonava nelle radio italiane un tormentone che rispondeva al nome di Rapput. Vedo che ora compaiono timidi sorrisi sulle vostre bocche... avete capito! Sì, fratelli miei, si tratta proprio di Claudio Bisio, che, oltre ad un’ottima carriera come attore/cabarettista, ha saputo dedicarsi anche all’arte della musica (e che musica). L’opera che mi appresto a recensire è quel Patè d’animo che ebbe molto successo diciassette anni fa. Frutto della collaborazione tra Claudio e Sergio Conforti (in arte Rocco Tanica, tastierista degli EELST), l’album si presenta come un divertente spazio per un rock/rap demenziale, come è facile intuire. Per l’occasione Bisio si avvale di collaborazioni illustri, tra cui l’amica Angela Finocchiaro, Cesareo, il compianto Feiez e Elio (che sentiamo in Germano, i sellini e sua madre).
Sicuramente il disco non è un capolavoro ma indubbiamente fa la sua figura: si spazia dalle sonorità elettroniche di Alfonso 2000 al rock più spedito di La droga fa male, in cui si fa notare un assolo di Cesareo. Altri pezzi memorabili sono l’indimenticata Rapput, la parodia di Think di Aretha Franklin e la conclusiva L’urlo, pezzo bastardo e carico di rabbia schizoide, perfetta conclusione per questo 33 giri. Ovviamente non mancano corti demenziali di chiara derivazione “tanichesca”, uno su tutti la rockeggiante Essa, gace; Eddi, vertente, dal sapore molto yankee.
Un disco ben suonato e divertente: vivamente consigliato a chi è alla ricerca di una valida alternativa a ELIO E LE STORIE TESE, a chi abbia bisogno di una ventata d’aria fresca e ovviamente a chi se l’era dimenticato.

da DeBaser


Claudio Bisio - La droga fa male


Tracklist:

01. Sapore di pinne
02. Alfonso 2000
03. Guglielma (che vita di melma)
04. La droga fa male
05. Paté d'animo
06. La ricotta
07. Rapput
08. Think
09. Stachêin yourself
10. Essa, gace; Eddi vertente
11. Le donne di Tunisi
12. Germano, i sellini e sua madre
13. L'urlo
14. Rapput (live)

Hukapan records
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Official website
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23 gennaio 2011

Clorox Girls - Boys/Girls ep (7") #2006

Power-pop di qualità con questo che è solo uno dei tanti 7" sfornato dai tre prolifici boys di Portland. Melodie in abbondanza, chitarrine garage-oriented in salsa lo-fi e il sorprendente rifacimento di quella Policia scritta dai rockers brasiliani TITAS e già coverizzata dai connazionali SEPULTURA (eseguita addirittura insieme agli HELMET in questo lacrimevole live milanese d'annata).

Clorox Girls - Boys/Girls


Tracklist:

a1. Boys/girls
a2. Do you know that

b1. Policia (TITAS)

Prügelprinz records
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Myspace
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21 gennaio 2011

You Suck! - And you know it's true (7") #2010

Non potevo non accettare la richiesta da parte di questi quattro bravi guaglioni dalla bassa Padana. E così ecco a voi la loro ultima, breve ed intensa, prova su vinile: 10 brani in undici minuti e tanto incondizionato amore per lo sporco hardcore vecchia scuola. Velocità, qualche evidente influenza thrash e un vocione bello potente ad urlarvi in faccia le semplici ed ironiche verità contenute nelle liriche.
Fate schifo e sapete che è vero.

ps: per completezza segnalo che sul loro myspace è possibile scaricare anche l'ep precedente.

You Suck! - Live fast, die fun!


Tracklist:

a1. Live fast, die fun!
a2. Rosada
a3. Tired of you
a4. Tribute my ass
a5. Curling oppression

b1. Trash your life
b2. Dive or die!
b3. Long lyric up your ass
b4. Push it fast
b5. State of mind

D.I.Y. Conspiracy
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Myspace
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20 gennaio 2011

J Church - Travels in hyper-reality #1997

Back to the future perdio! Non fatevi ingannare dalla copertina SMITHS-style (nel retro, una come solito languidissima Kim Novak, sex symbol a cavallo dei '50-'60), qua c'è un dannato terzetto americano laureato in punkologia settantasettotto (golden vintage!), che ne ha scartavetrato un po' gli angoli e lo ripresenta scintillante e grezzo com'è giusto che sia. Qua e là sembra di sentire addirittura echi di vecchie glorie: un lampo dei DAMNED di New rose rallentati su Rock'n'roll museum, Richard Hell e i suoi stravuoti di Blank generation su Lost in a silent stare, il giovane Joe Jackson comprensivo di melodion sparso per il disco, l'impatto da autoscontri con le labiali tipico di Billy Bragg (per forza di cose riportato al RIFF-RAFF period) nell'opening song L.A., il pesante rullo della sei corde degli UK SUBS in entrata di Soliloquy e via spillabaliando. Il tutto unificato dalla penna di Lance Hahn.

da Music club

J Church - Lost in a silent stare


Tracklist:

01. L.A.
02. Rock'n'Roll Museum
03. Soliloquy
04. I Will Savor This
05. Lost In A Silent Stare
06. A Well Earned Reputation
07. I've Got A Crazy Feeling
08. Names And Places And Thesis
09. Nowhere
10. To The Moon

Panic records/Helter Skelter
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Official website
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19 gennaio 2011

AA.VV. - Ahhh... - Italian punk!! (tape) #1983

Spettacolo! Rubata dall'ottimo No longer forgotten music e attentamente ri-equalizzata a causa della spropositata quantità di bassi della registrazione originale, ecco a voi una splendida compilation monotematica pubblicata dalla diy tape-label B.C.T. di base a San Diego. E' la quarta uscita dell'etichetta californiana, stavolta interamente dedicata ad alcuni tra i principali gruppi della prima ondata di punk/hardcore italiano. Semplicemente perfetta la selezione della tracklist: c'è la furia dei pre-RAW POWER Chelsea Hotel, gli immensi e radicali Eu's Arse, i primi splendidi pezzi dei Nabat, il brano più famoso dei torinesi Rough e pezzi sciolti di Shockin' TV e Tiratura Limitata. Chiudono la compila come meglio non si potrebbe due colonne portanti del punk nostrano: Peggio Punx e Cheetah Chrome Motherfuckers che fanno quasi sfigurare tutte le altre band. Nulla so invece dei Dark Ride ma non mi stupirei se avessero qualcosa a che fare con l'unico ringraziamento presente nella cassetta: quel Roberto Schiavo (poi Flowers of Grain records) responsabile di aver spedito il materiale per la compilation in questione e aver così innescato una serie di reazioni a catena che culmineranno nel primo tour statunitense dei Raw Power.
Storia.


Cheetah Chrome Motherfuckers - Tellyson
   

Tracklist:

a1. Side A

CHELSEA HOTEL - We're all gonna die
CHELSEA HOTEL - A certain kind of killers
CHELSEA HOTEL - I'm dead
CHELSEA HOTEL - Rattle
CHELSEA HOTEL - The night
SHOCKIN' TV - Spazi di potere
ROUGH - Torino è la mia città
TIRATURA LIMITATA - Cheyenne
EU'S ARSE - Io non sarò colpevole
EU'S ARSE - Schiavi e padroni
EU'S ARSE - Combatti
EU'S ARSE - Eu's arse

b1. Side B

EU'S ARSE - Attacco
NABAT - Nichilistaggio
NABAT - Kill police 
NABAT - Nichilist nabat
DARK RIDE - To be not dying (since your youth)
DARK RIDE - Obsession
PEGGIO PUNX - Scemo
PEGGIO PUNX - Non siamo come voi
PEGGIO PUNX - Rumori
PEGGIO PUNX - Linea diritta
PEGGIO PUNX - Solitudine
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - 400 fascists
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Tellyson
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Secret hate
    CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Every day's Reagan day
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - Right to be italian
CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS - 400 fascists

Borderless Countries Tapes
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18 gennaio 2011

Fustigatori Del Cazzo - Fustigatori del cazzo (7") #1997

Validissimo ep di questo poco conosciuto combo anconetano nato sul finire degli anni '80 e autore, prima di questo 7" postumo (è stato infatti registrato nel 1990), solo di un'altra tape, sempre omonima pubblicata nel 1990. Musicalmente vicini ai NEGAZIONE, voce e liriche ricordano invece la lezione dei NERORGASMO. Non saranno passati alla storia (con quel nome un po' così..) ma il dischetto in questione merita davvero.

Fustigatori Del Cazzo - Caos
           
 
Tracklist:

a1. Ti amo/Caos
a2. Segui i tuoi istinti

b1. Cassonetti/Di notte

Scindesfaizz records
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17 gennaio 2011

Psychic TV - Those who do not (reissue) #1997

Riedizione in 1500 copie su formato digitale del famoso live psychico registrato a Reykjavik nel 1983 e pubblicato originariamente dall'islandese Gramm records. Rimasterizzato dai nastri originali, fotografa la band inglese all'apice della forma con una line-up di tutto rispetto: Genesis P-Orridge, Peter Christopherson e Geoff Rushton (aka John Balance) dei COIL, Hilmar Orn Hilmarsson, Alex Fergusson e John 'Zos Kia' Gosling.
Buon viaggio.

Psychic TV - Attraction romantique
           

Tracklist:

01. Astru naming ritual I
02. Those who do knot
03. Astru naming ritual II
04. Attraction romantique
05. Astru naming ritual III
06. Burn again fears
07. Astru naming ritual IV
08. Jesus please us/Oi skinhead!
09. Thee wolf tracks
10. Astru naming ritual V
11. What's a place like you...
12. Meanwhile...
13. Nursery with scar
14. Skinhead sunstomp!
15. Astru naming ritual VI
 
Cold Spring records
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16 gennaio 2011

Afraid! - Afraid! (7") #2007

Post-punk a tratti violento e schizofrenico, altre volte furbo e danzereccio. Siamo più o meno dalle parti di BLOOD BROTHERS et similia con questa terza produzione (dopo l'ep del 2004 e il 3" split con gli A FLOWER KOLLAPSED del 2006) dei veronesi Afraid!, dei quali avevo già pubblicato l'ultimo Megalöklift. Un 7" breve ed intenso che non sconvolge alcun orrizonte musicale ma che rende più chiara l'evoluzione sonora dei quattro veneti. Ottimo l'artwork firmato da Canedicoda.

Afraid! - Whenever you go dancing, there always be someone who does the robot
           

Tracklist:

a1. The aim generator

b1. Whenever you go dancing, there always be someone who does the robot
b2. Sweaty Jesus after the miracle

Holidays records
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Myspace
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Speedy Peones - Karel Thole #2010

Una via di mezzo tra i FLESHTONES, gli HIVES e degli STOOGES sotto anfetamina. Padri putativi, quei CRYSTAL ANTLERS di Tentacles che spuntano dagli incroci al fulmicotone tra chitarre elettriche e tastiere e che danno vita a una psichedelia urticante mista a un punk imbastardito.
Gli Speedy Peones riescono a riassumere in una ventina di minuti il post-punk di A Bear e Cinebrividus, il rockabilly di Die Neue Kindheit, la new wave di Système Solaire, lo sci-fi spacey di Moon, le inflessioni mediorientali/noise di Gt-Junior, comprimendo in dodici episodi intuizioni che sono vuoti a perdere. Un consumismo da toccata e fuga che non si accontenta dei punti di riferimento classici ma imbocca strade alternative saltando pure qualche passaggio, come nel deragliante elettro-rock & roll di Voiture Tempo. Fa quasi impressione scoprire da qualche intervista in giro per il Tubo che i Nostri hanno cominciato materialmente ad imbracciare uno strumento solo nel 2001 e senza avere contatti con altri musicisti o scene particolari. Fa impressione ma forse questo più di altro spiega la freschezza incongruente e feroce che emerge da Karel Thole e che rende il disco una delle esperienze più eccitanti degli ultimi mesi.

da SentireAscoltare


Speedy Peones - Bleed


Tracklist:

01. Roma
02. GT-Junior
03. Mafia
04. Cinebrividus
05. Die Neue Kindheit
06. Voiture Tempo
07. Bleed
08. Brand New Girl
09. A Bear
10. Grand Arab Ok Ok
11. Système Solaire
12. Moon

Shyrec
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Myspace
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14 gennaio 2011

Crass - Stations of the Crass (reissue) #1999

Dai che un buon rip di un capolavoro del genere fa sempre comodo.
Purtroppo ci sono alcuni errori nei titoli degli mp3, la tracklist esatta è qui sotto (e qui trovate il retro della copertina).
Compràtelo, scaricàtelo ma soprattutto ascoltàtelo.

Crass - Mother earth


Tracklist:

01. Mother earth
02. White punks on hope
03. You've got big hands
04. Darling
05. System
06. Big man, big M.A.N.
07. Hurry up Garry
08. Fun going on
09. Crutch of society
10. Heard too much about
11. Chairman of the bored
12. Tired
13. Walls
14. Upright citizen
15. The gasman cometh
16. Demoncrats
17. Contaminational power
18. Time out
19. I ain't thick, it's just a trick
20. ?

Live at the Pied Ball, Islington, London, 7th August 1979

21. System/Big man, big M. A. N. /Banned from the Roxy/Hurry up Garry/Time out/They've got a bomb/Fight war not wars (live)
22. Women/Shaved women/You pay/Heard too much about (live)
23. Angels/What a shame/So what/G's song (live)
24. Do they owe us a living? (live)
25. Punk is dead (live)

Crass records
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12 gennaio 2011

Squadra Omega - Squadra Omega (lp+one sided 7'') #2010

“This is the music from the third eye”. Questa è la frase più significativa e d’impatto usata per presentare la musica di Squadra Omega, ovvero il supergruppo composto da membri dei MOJOMATICS, MOVIE STAR JUNKIES, WITH LOVE, APOTEOSI DEL MISTERO (?) e INTELLIGENCE. Dopo vari incontri e jam session, ora la Holidays Records ha fatto uscire il primo omonimo album della band (self titled LP + 7”). In tutto 5 brani, di cui il primo Murder in the mountains della durata di quasi 17 minuti. Rock decisamente sperimentale, strumentale, che tocca il free jazz, la no wave e il kraut rock. Musica particolarmente evocativa che lavora sugli stati d’animo, sulle atmosfere: un particolare e ipnotico giro di basso con lamenti di sax suscita inquietudine, mentre il noise di un brano confluisce in un rock quasi psichedelico simulando il passaggio dal caos all’ordine. Un disco decisamente noir, affascinante, allucinogeno, profondo. Così profondo, che una volta dentro, rischiamo di non tornare più in superficie.

da Nerds Attack


Squadra Omega - The mistery of the deep blue sea

Tracklist:

a1. Murder in the mountains

b1. The mistery of the deep blue sea
b2. Hemen - hetan ! Hemen - hetan !
b3. Ermete

All the words you can find (one sided 7")

Holiday records
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Myspace
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AA.VV. - Your invitation to Suicide - A tribute to the songs of Martin Rev, Alan Vega #1994

Pretendete davvero che io perda tempo a dirvi chi sono Alan Vega e Martin Rev, al secolo i Suicide? E chi siano WHITE FLAG, THIN WHITE ROPE, GORIES, MUDHONEY, HONEYMOON KILLERS, FLAMING LIPS, NOMADS, CODEINE e gli ospiti d'onore Jello Biafra, Thurston Moore (le due vergini), Jonathan Donahue, Grasshopper e John Ashton (gli ZENITH)? No vero? Quindi scaricate fiduciosi e dite grazie a Raffaele.
Per la cronaca, questa è la versione (ridotta) su cd del doppio vinile (con altri preziosissimi contributi) pubblicato lo stesso anno dall'etichetta madrileña.

Tracklist:

01. WHITE FLAG (with two virgins) - Speed queen
02. THIN WHITE ROPE - Rocket USA
03. THE GORIES - Ghost rider
04. THE A-10 - Cheere
05. DARKSIDE - Frankie Teardrop
06. MUDHONEY - Baby oh baby
07. HONEYMOON KILLERS - Fireball
08. LUNA - Dream baby dream
09. SONIC BOOM - R&R is killing my life
10. FLAMING LIPS - Ice drummer
11. THE NOMADS - Magdalena
12. LA SECTA - Raver
13. BEN VAUGHN - Jukebox babe
14. ANGEL CORPUS CHRISTI - Surrender
15. ZENITH - Bring in the year 2.000
16. CODEINE - Two faced man

Munster records
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10 gennaio 2011

Santantonio - Disperazione in musica #2004

Decisamente intrigante questo lavoro che parte con un riffing di chiara estrazione swedish/melodic death per sorprendere con un cantato in italiano capace di richiamare alla mente la nostra scuola hardcore anni Ottanta.
Per una volta tanto, infatti, le influenze scandinave non coprono completamente il versante hardcore della proposta musicale, ma ne entrano a fare parte, lasciando comunque alle vocals il compito di sottolineare come primissimi IN FLAMES e DARK TRANQUILLITY siano qui al servizio di un sound che in più di un momento ricorda un nome sacro come quello dei NERORGASMO. Le atmosfere sono plumbee e vanno a sposare la bellissima grafica completamente giocata su un gioco tono su tono dalle tinte scure come la notte, per un effetto finale tanto personale quanto capace di colpire la fantasia dell'osservatore e di imprimersi nella sua mente. Metal-core, dunque, ma un metal-core che non fa il verso al trend dominante, bensì ne offre una versione stravolta e dilaniata, creando un mix impossibile tra gli aspetti più arcani e meno stereotipati delle distanti fonti di ispirazione. Un disco che si fa ascoltare con piacere dalla prima all'ultima nota proprio grazie all'ottimo lavoro del cantante, in grado di rendere riconoscibili e inconfondibili le composizioni targate Santantonio.

da [audio]drome

Santantonio - Vivo


Tracklist:

01. Amaro finale
02. I nostri passi
03. Tempesta di grida
04. Vivo
05. Disperazione
06. Guardare lontano
07. Vent'anni
08. I miei occhi sanguinano (demo)

Coproduzione
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Myspace
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7 gennaio 2011

Starfuckers - Metallic diseases #1990

Dobbiamo risalire alla metà anni ottanta quando cinque ragazzi della lunigiana (Manuel Giannini, voce e chitarra; Roberto Bertacchini, batteria; Gianni Ginesi, chitarra; Gianfranco Verdaschi, chitarra e Paolo Casini, basso), dediti alla reinterpretazione di classici di gruppi come STOOGES, VELVET UNDERGROUND, SUICIDE e MC5, vengono contattati da Claudio Sorge che li vuole per la sua etichetta. La band allora aveva solo un demo di poche canzoni, alcune delle quali confluiranno nell’esordio discografico, e quelle cover che, insieme ad altre, gli garantiranno la partecipazione a svariate compilation a partire dagli inizi degli anni novanta. Al principio di quel decennio infatti gli Starfuckers escono allo scoperto con la pubblicazione dell’lp Metallic diseases, disco certamente derivativo ma riuscito. Banalizzare in questo modo gli inizi del gruppo significa anche ingiustamente ridimensionarli: riascoltato oggi il loro primo lp dimostra qualità e freschezza che al giorno d’oggi molti gli invidierebbero.
Metallic diseases (Electric Eye, 1990) è un disco sporco, malato, acido, suonato e cantato benissimo. È un tributo al rock più sanguigno, al garage, al punk, alla musica lisergica e al gruppo che meglio tutto ha rappresentato tutto questo: gli STOOGES. Le canzoni sono scandite da pochi accordi reiterati, da una sezione ritmica solida e da chitarre graffianti: Western man ricorda la Death valley ’69 dei SONIC YOUTH (pezzo che in seguito gli Starfuckers coverizzeranno e che indurranno gli stessi autori del brano ad ammettere la superiorità della versione degli Starfuckers sulla loro); The right side ruba il riff ai TWIGHLIGHTERS; Cold white cancer è attraversata da una tempesta di elettricità mentre il tutto deflagra nel finale con l’infernale Flower lover in cui fa capolinea il sax devastante di Paolo Vasoli; la voce in tutto questo procede calma e distaccata (fattore che verrà accentuato in futuro), scandisce, in un recitato svogliato, i testi alla maniera di un Iggy Pop ormai alla frutta e intento a sparare le sue ultime cartucce.
Metallic diseases rappresenta certamente un riepilogo di quello che gli Starfuckers sono stati agli esordi, azzera le loro istanze e li ripropone per un futuro all’epoca impensabile.

da Sands-zine

Starfuckers - Cans


Tracklist:

a1. Love you
a2. Cans
a3. Shake off
a4. Western man
a5. Dead metal city blues

b1. The right side
b2. U.S.A.
b3. Cold white cancer
b4. (I'm) Alive!
b5. Flower lover

Electric Eye records
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Official website
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6 gennaio 2011

Ultracoït - Ultracoït (demo) #2008

E' ancora Esse a fornirci il materiale per oggi: altra band francese, nata a fine 2007 e composta per 2/4 da membri dei DO YOU COMPUTE, che cavalca anch'essa i mai troppo usurati binari del noise rock, deviando spesso verso i territori più violenti del post-hardcore ma mantenendo suoni e sporcizie di quello vecchia maniera. Poi i quattro transalpini hanno deciso di giocare la carta della simpatia nei confronti del gentil sesso e così, oltre alla copertina pubica, i nostri sfoggiano liriche farcite di provocazioni a sfondo sessuale che raramente trovano spazio nel genere in questione. Un demo onesto ed intenso anche se nulla per cui strapparsi i capelli (o i peli, visto l'andazzo).
Cchiú pilu pi tutti?

Ultracoït - Straight to the G point 


Tracklist:

01. Straight to the G point
02. Vaginal herpes
03. Hello
04. Fat cunt
05. Onanism
06. Ejac
07. Withdrawals symptoms

Rejuvenation records
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Myspace
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