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31 agosto 2010

Scale Sheer Surface - Speaker killer (7") #1997

Dal Belgio con furore, ecco l'unico sette pollici di questo misconosciuto gruppo col myspace meno visitato che io abbia mai visto. Peccato perché i tre, pur non inventando niente di nuovo, meritano eccome: nelle quattro tracce in questione il principale punto di riferimento è l'hardcore funk spruzzato di influenze jazzy dei VICTIMS FAMILY (e anche un po' NOMEANSNO). Non fatevi ingannare dall'opening Dustbin (praticamente un pezzo di hardcore melodico), perché il resto del disco lascia davvero senza fiato, tra cambi di tempo repentini, bordate chitarristiche dal suono quasi metallico, un bel bassone capace a sostenere il tutto e le ottime urla del batterista/cantante Boots.
Dovrebbero anche aver inciso un cd e due tape ma sul web non ce n'è traccia..

Scale Sheer Surface - Ties & lies


Tracklist:

a1. Dustbin
a2. Worst soulless machine

b1. Ties & lies
b2. Camel

Conspiracy records
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Myspace
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30 agosto 2010

The Intellectuals/Rock N Roll Adventure Kids - Split (7") #2004

Split ep quasi fosforescente diviso a metà tra gli Intellettuali romani (giunti al loro secondo 7") e i californiani Rock N Roll Adventure Kids (idem). I primi sciorinano la loro sapiente miscela lo-fi di garage punk (New ball_ance) e blues (Lover) in poco più di tre minuti mentre quei mattacchioni di ammeregani si divertono ad accelerare ed imbastardire dei semplici pezzi country, risultando comunque, nella loro sguaiatezza, godibilissimi.

Tracklist:

a1. THE INTELLECTUALS - Lover
a2. New ball_ance

b1. ROCK N ROLL ADVENTURE KIDS - Country boy
b2. Yeehaa

Vida Loca records
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The Intellectuals myspace
Rock N Roll Adventure Kids myspace
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28 agosto 2010

Tampax - Bastard-day/Police in the cars (7") #2005

Nuova meritoria operazione di recupero storico del punk italiano anni ottanta la pubblicazione di questo singolo registrato nel 1978 e mai pubblicato dai Tampax, storica formazione punk di Pordenone, tra i creatori del Great Complotto, manipolo di sovvertitori culturali/musicali/umani le cui gesta sono state narrate dal volume The Great Complotto. In codesto oggetto feticcio vinilico di 500 copie numerate abbiamo da una parte la sgangherata Police in the cars, sbilenco delirio vocalspastico del cantante Ado che viene meritoriamente supportato dallo schizoide accompagnamento sonico senza respiro del resto della band, mentre dall'altra ecco Bastard-day che rimanda ai FALL leggermente sfasati e ulteriormente accelerati a braccetto con gli EATER. Breve assaggio di classe da gustare e rigustare con piacere. Cercatelo.

da Kathodik


Tampax - Police in the cars


Tracklist:

a1. Bastard-day

b1. Police in the cars

SOA records
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27 agosto 2010

Bracket - For those about to mock (7") #1995

Ancora punk rock, stavolta californiano, di quello un po' demente e parecchio melodico che ha reso famosa (o viceversa) la tanto amata/odiata mamma Fat Wreck. I primi dischi dei Bracket non mi dispiacciono affatto (fino al doppio 7" F is for fat del 1996), poi li ho persi di vista ma temo che abbiano smarrito quel minimo di originalità che consentiva loro di stare a galla in quel marasma di punk e hardcore melodico prodotto da Fat Mike. Questo è il loro terzo sette pollici, dove a far compagnia alla valida Talk show ci sono due "ballate" mid-tempo non particolarmente convincenti. Apprezzabili invece le sonorità lo-fi scelte in fase di registrazione.
Not just for AC/DC fans!

Bracket - Talk show


Tracklist:

a1. Talk show

b1. Homesick
b2. My stepson

Fat Wreck Chords
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Myspace
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26 agosto 2010

Popsters - Popsters (7") #2000

Pop punk dal profondo sud Italia? Ebbene sì, i palermitani Popsters, nati nel 1999 come cover band, riescono a pubblicare l'anno successivo questo primo 7" di canzoni originali. Nei solchi troverete: tanta melodia, altrettanta spensieratezza da teenager nelle liriche e le più importanti influenze del genere (Lookout primo periodo, RAMONES, DESCENDENTS).
Ai nuovi punks, ditelo a papà: dentro ci sono 3/5 di SEMPREFRESKI! E non perdetevi questa esilarante intervista!

Popsters - Thinking of you


Tracklist:

a1. Every minute

b1. Thinking of you
b2. Teenage dream

Gonna Puke
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Myspace
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25 agosto 2010

Colloquio - Il giardino delle lacrime (tape) #1993

Ancora un bel dischetto proveniente dal sottosuolo bolognese il quale, a dispetto della sovrastante fama di città godereccia, è in grado di ispirare atmosfere e pensieri lugubri che manco Ian Curtis... In questo caso il protagonista è Gianni Pedretti, principale animatore del progetto felsineo, fondato nel 1993 e (credo) ancora attivo, che ha pubblicato un numero notevole di cassette autoprodotte nel corso dei nineties, per poi approdare negli anni 00 alla Eibon records. Questa è la prima testimonianza sonora dei Colloquio, sicuramente insolita per quegli anni e difficilmente "etichettabile": a farla da padrone è la voce teatrale e baritonale del Pedretti, che canta sopra un paesaggio di ambient oscura (talvolta spinta verso territori pseudo-industrial scanditi da ritmiche martellanti) creato da un uso minimale dei sintetizzatori, da un piano spesso in evidenza e da qualche fortunato arrangiamento cantautorale. E' in questo strano limbo tra darkwave e canzone d'autore che si muovono i bolognesi Colloquio, animati soprattutto dalle liriche non proprio allegre ma certamente mai banali del Pedretti, quasi un marchio di fabbrica della "band".
Il dottore consiglia: non ascoltare sotto la doccia e durante i periodi di depressione.

Colloquio - Forte il vento


Tracklist:

01. Lacrime
02. Forte il vento
03. Io e te Pier
04. Il tuo mondo
05. La forma dell'addio
06. E ora dimmi
07. L'angolo della vita
08. Bellavita
09. La dea dal trono d'acciaio

Autoproduzione
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Official website
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24 agosto 2010

Rivolta Dell'Odio - Il cuore della bestia (7") #1984

catturati, allevati, impauriti, assuefatti. ascolta. il tuo corpo è stato disidratato dei suoi colori, della sua energia e al loro posto sono nati cancri che hanno la faccia della paura, della violenza, della sfiducia. le regole e la cultura negativa di questi posti in cui viviamo sono le nuove prigioni: altari tecnologici su cui viene sacrificato l'uomo e la sua dignità, le mostruose 100-1000 facce/maschere dell'oppressione, libidini guerrafondaie, sessiste, classiste.
i miei nervi, tesi in urla/risa di speranza, sono sottili strisce di luce in un enorme orizzonte di negazioni. rompi la rete, rompi la falsità di questa presunta libertà che ti circonda.
ascolta il tuo sangue, ascolta il tuo respiro che rincorre sogni ai quali qualcuno vuole farti rinunciare. realizza i tuoi desideri di libertà. usiamo le nostre voci, le mani, il nostro vivere per arrivare al cuore della bestia. paura ed ignoranza sono parti malformi generati da una madre/oppressione. assuefazione, anche. assuefatti allo stato di cattività in cui è stata rinchiusa la nostra libertà. qualcuno cerca di spacciare la libertà come un lusso che non ci si può permettere, un regalo troppo costoso, una condizione artificiale che non si addice all'uomo.
noi, invece, dichiariamo di sentirla nostra, parte del nostro corpo, necessità vitale e generatrice di libidine per la nostra esistenza, per ridere, per amare. nessuna legge umana può avere la presunzione e la violenza di definire la condizione di libertà dell'essere umano od animale: ciò costituirà solo una restrizione di tale stato in quanto la libertà è una condizione istintiva innata in tutti gli esseri viventi. senza tali condizioni il nostro vivere diventa solo un'altra truffa, la più grande.

dalla presentazione

Rivolta Dell'Odio - Altari del terrore


Tracklist:

a1. Altari del terrore

b1. Oscurati
b2. Dal fumo di Terezin

Totò Alle Prese Coi Dischi
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23 agosto 2010

The Briefs - Stuck on you (7") #2005

Ritorniamo a Seattle dai cari Briefs per il loro ultimo 7", pubblicato per la label canadese Zaxxon. A differenza delle ultime uscite sulla lunga distanza, la band statunitense rispolvera qui la sua forma migliore (quella che Hit after hit aveva reso celebre), incidendo sui solchi del primo lato una Stuck on you che farebbe invidia ai primi BUZZCOCKS e coverizzando sulla seconda facciata un vecchio brano (1979) dei seminali punkrockers canadesi FORGOTTEN REBELS.
Vai col download!

The Briefs - Stuck on you


Tracklist:

a1. Stuck on you

b1. Fuck me dead (FORGOTTEN REBELS cover)

Zaxxon records
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Myspace
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22 agosto 2010

The Tunas - We cut our fingers in July #2008

Prova del nove superata a pieni voti per The Tunas, che con We cut our fingers in July giungono al secondo full lenght dopo il già apprezzato Au go-go di tre anni fa. Matteo Bordin dei MOJOMATICS in consolle, Erica Preli go go dancer a scatenare gli animi sul e sotto il palco, al resto pensano loro, i quattro tonni, autori di un rock'n'roll tatuato NUGGETS e dopato tanto di punkeggiante attitudine ribelle quanto di melodie di chiara scuola Liverpool, quella dei baronetti, si intende.
Influenze, numi tutelari... si potrebbero riempire pagine intere tanto l'album è intriso di storia del rock. O meglio, non tanto di influenze si tratta, ma di un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo lungo quasi mezzo secolo: che ci facciamo con qust'album vecchio e ammuffito allora, direte voi? Ve lo ascoltate da cima a fondo e godete a raffica, vi dico io, perchè non c'è un pezzo tra i dodici dell'album che non vi farà dimenare gambe e culi: incendiari inni garage post? ante? litteram e nenie pop che generano tossicodipendenza, dalla hit single John Titor's amazing journey to the past [...], alla scheggia anfetaminica di Too many secrets, dall'old school garage di You got bread (but you ain't got teeth) e di Uptight, ottima rilettura del classicone di Stevie Wonder, alla stonesiana I've had enough, eccellenza pura.

Inutile continuare a fare le pulci, tanto punti deboli non ce ne sono, e l'album è una bomba, fidatevi.
Quelli in cerca di novità e intellettualismi vari e sperimentazione via di qua, chi freme per balli sfrenati, contatto fisico, carne e sudore, beh, è capitato nel posto giusto.

di Alessandro Gentili


The Tunas - Too many secrets


Tracklist:

01. Shat my pants
02. Lament 1
03. John Titor's amazing journey to the past
04. Too many secrets
05. You got bread (but you ain't got teeth)
06. I've had enough
07. You know you should
08. Hide your head (into the ground)
09. Night bobbin'
10. Kick start your heart
11. Miss understood
12. Uptight (everything is alright)

Tre Accordi records
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Myspace
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20 agosto 2010

Luti Chroma - Luti chroma #1980

Dalla 'sanguigna' Emilia Romagna, i Luti Chroma da Bologna, furono tra i principali esponenti della scena 'pre punk' nazionale.
Il gruppo, dalla discografia minimale, ha realizzato tre dischi e una musicassetta e si è guadagnato un posto tra le band più importanti della scena rock bolognese che insieme a loro comprendeva BIEKI, RUSK UND BRUSK, NAPHTA, CHEATERS, WIND OPEN, FRIGOS, ANDY J FOREST ed i più celebrati GAZNEVADA, SKIANTOS e CONFUSIONAL QUARTET, insomma una serie di giovinastri sgangherati che iniziavano a strimpellare la chitarra elettrica, all'interno di infime cantine, attratti dal vento Punk d'Albione.
La formazione del gruppo è composta da Franco Saccà (voce), Tullio Ferro e Mauro Patelli (chitarre e cori), Ignazio Orlando (basso), Gaetano Curreri (tastiere addizionali) e vede alternarsi alla batteria diversi strumentisti come Giovanni Pezzoli, Leo Tormento Pestoduro, Max Cappa, Roberto Bovini, Lino Prencipe, Stefano Sorace e Gianni Cuoghi.
Il debutto discografico avviene nel 1978, anno in cui vengono dati alle stampe il singolo autoprodotto Lucy Foster e la musicassetta omonima. Il 1980 è l'anno del singolo Siamo tutti Dracula e l'album Luti chroma, album di punk rock 'energetico' e provocatorio, con brani quali Paura del buio, Combatti porco giudeo (niente a che vedere con l'antisemitismo), Dallo Zecchino al rock solo per citarne alcuni, che regaleranno maggiore notorietà al gruppo, segnandone però anche lo scioglimento.
Il gruppo felsineo ha inciso per l'etichetta Harpo's Bazaar e per la Chic/Wea. La loro fulminea carriera, come band, ebbe il culmine sul palco della manifestazione "Bologna Rock" avvenuta al Palasport di Bologna nell'aprile del 1979.

dal blog Pinzallacchere Musicali


Luti Chroma - Little girl


Tracklist:

a1. Little girl
a2. La bambolina
a3. Canto del mercenario
a4. Paura del buio
a5. Combatti porco giudeo

b1. Dallo zecchino al rock
b2. Satana e io
b3. Io sono il rock
b4. Metalandroiduomo
b5. Sangue sudore e lacrime

Chic record
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Myspace
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19 agosto 2010

Negazione - Behind the door (ep) #1989

Uno dei pochi dischi "minori" della band torinese, già qui nel pieno della sua fase metallica.

Negazione - Happiness is not for heroes


Tracklist:

a1. Happiness is not for heroes
a2. House of 1000 lights
a3. S.u.n.

b1. Behind the door

We Bite records
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Myspace/Official website
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18 agosto 2010

Condense - Genuflex #1995

Secondo spettacolare lavoro sulla lunga distanza per questa poco conosciuta band francese che ha giocato le sue carte tra il 1990 e il 1996. Genuflex è un concentrato potentissimo di punk/hardcore alla vecchia maniera (BLACK FLAG?), noise à la JESUS LIZARD e post-hardcore FUGAZIano, accompagnato da un cantato ruvido come la cartavetro che ben si addice al rumoroso e sbilenco tappeto sonoro steso dai quattro musici. Davvero difficile trovare un pezzo brutto; più facile invece individuare quelli più trascinanti (81, It's only basic paranoia, We got power, In praise of idleness, Obsolete). Provatelo e non ve ne pentirete.
Sono pazzi questi francesi!

Condense - 81


Tracklist:

01. 81
02. Regress
03. Controlled bleeding
04. We got power
05. In praise of idleness
06. Ward
07. (F)rance
08. I got a twin
09. A lie
10. It's only basic paranoia
11. Obsolete
12. Scared european home

Pandemonium records
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Myspace/Official website
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17 agosto 2010

Taxi - Who's to blame (7") #2004

Terza uscita del quartetto romano, la seconda per la label losangelina Dead Beat, pubblicata in occasione del loro tour statunitense. Due tracce di puro punk rock settantasettino con una spruzzatina garage nei suoni che non guasta mai. Il tutto magistralmente eseguito.
Sempre bravi i Taxi.

Taxi - Down by love


Tracklist:

a1. Who's to blame

b1. Down by love

Dead Beat records
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Myspace/Official website
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16 agosto 2010

Six Minute War Madness - Holy Joe/Evensong (7") #1993

Sette pollici d'esordio, sempre su Blu Bus, per questo importante combo milanese (che purtroppo conosco poco) formato da membri di AFTERHOURS e TASADAY. Il dischetto fotografa il primo periodo della band, evidentemente legata (Evensong) a un retroterra punk e hardcore (ancora cantato in inglese) ma che mostra già ampi margini di evoluzione, apprezzabile negli altri due 7" e nei due full length che costellano la decennale carriera dei SMWM. Nelle due tracce in questione c'è già un po' di quel noise che caratterizzerà le loro produzioni successive ma i primi riferimenti che mi vengono in mente ascoltando Holy Joe sono gli HUSKER DU (fase "melodica") e gli SUGAR. Insomma Bob Mould. Un rock "alternativo" brillante e ben suonato che difficilmente annoia l'orecchio, grazie anche a liriche personali e intelligenti e a un cantato in inglese decisamente credibile.
Segnalo infine la recente ristampa del testamento finale Full fathom six (1999), impreziosito da un secondo cd pieno di chicche e rarità, molte tratte dai primi anni di vita del gruppo milanese.

Six Minute War Madness - Holy Joe


Tracklist:

a1. Holy Joe

b1. Evensong

Circus/Blu Bus
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Myspace/Official website
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14 agosto 2010

Underground Arrows - The ultimate collection (1982-1992) #2007

A sottovalture la cultura e la musica mod/beat si rischia di farsi scappare band come questa. Vengono da Roma, si sono formati alla fine degli anni '70, hanno pubblicato prima dello scioglimento (1992) due 7" e un solo full length (Alive Today, 1988), mentre nel 1996 è uscito su Banda Bonnot l'antologico In with the in-crowd. Questa raccolta invece è un'autoproduzione (si vede?) scaricata chissà dove, pubblicata solo in versione digitale nel 2007 dal cantante Roberto Falsetti, ora leader dei MIGRATORS. Non so se sia la collezione definitiva (come dice il titolo) perché non ho mai ascoltato nient'altro delle Frecce Sotterranee ma devo dire che il combo romano sapeva il fatto suo: 15 ottime tracce in bilico tra il mod punk dei JAM, il combat rock dei CLASH e certo powerpop di qualità. Bella la voce e il cantato in inglese, supportati da un validissimo ensamble di musicisti che si alternavano nelle diverse registrazioni. Rimango solo perplesso dall'abbigliamento inqualificabile sfoggiato in copertina..
Dategli una chance!

The Underground Arrows - Pointless war


Tracklist:

01. I could really lose control
02. Swing a memory
03. The beat of life
04. Sabry
05. No chance to escape
06. We have learnt
07. Today
08. Like a star
09. Eyes #1
10. Berlin's calling
11. Too late
12. Secret dreams
13. Get away
14. Now
15. Pointless war

Autoproduzione
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13 agosto 2010

Un Quarto Morto - La semina e il raccolto (7") #2007

Dietro alla coltre di nichilismo ultra-core che ne impregna i solchi, La semina e il raccolto cela una delle opere meno impulsive e superficiali uscite di recente nella nostra penisola da operetta. A partire dallo stesso nome della formazione, tributo al brano ¼ dead dei RUDIMENTARY PENI (“Three quarters of the world are starving, the rest are dead”): più che un omaggio, un vero e proprio manifesto programmatico a sottolineare la voglia bruciante di mettere nuovamente in sintonia contenuto e contenente. Perché con il debutto su 7” degli Un Quarto morto l’hardcore torna ad essere tutto quello che è stato e che dovrebbe ancora essere.
In primis, musica istintiva e bruciante di passione, lontana dai cliché e palesemente antitetica alla statica riproposizione di formule importate e di moda. In secondo luogo, genere espressivo che vede il suo fulcro nell’importanza dei messaggi da condividere e, quindi, eguale impegno nella scrittura in note e in parole (non a caso presenti - insieme alla puntuale introduzione riportata in apertura di recensione - all’interno della confezione che racchiude il vinile).
Gli otto brani proposti si prestano a differenti livelli di lettura e lasciano venire a galla i singoli sapori via via che si succedono gli ascolti: sembrano urticanti esplosioni di cieca violenza, ma rivelano - a chi sappia andare oltre le apparenze - un sovrapporsi di differenti esperienze e una continua tensione a superare i limiti. Nel giro di poche battute si tessono partiture in cui vengono a condensarsi emozioni e stati d’animo di opposta natura, con un approccio vicino ai PAINKILLER di John Zorn. Appare perciò riduttivo parlare di semplice hardcore, in quanto lo stesso rappresenta esclusivamente uno degli ingredienti di questo lavoro: soprattutto, vi appare nella sua forma più libera e incontaminata, quella venuta a spegnersi prima che gli anni Ottanta giungessero a metà corsa.

da Audiodrome

Un Quarto Morto - Alluminio satinato


Tracklist:

a1. Il contagio
a2. Alluminio satinato
a3. L’arte del desistere
a4. Il patibolo

b1. Idiocrazia
b2. Cadono teste
b3. Una questione semantica
b4. Il senno del poi

Coproduzione
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Myspace/Official website
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12 agosto 2010

Guttermouth - 11oz. (7") #1993

Non li ho proprio mai seguiti e probabilmente ho fatto bene. Questo 7" però è scivolato qualche anno fa nel cestino degli acquisti e così eccovelo. E' il terzo sette pollici del combo californiano, non particolarmente esaltante ma di sicuro più ascoltabile delle loro produzioni più recenti. Quattro pezzi di punk semplice e veloce (quasi hardcore), non troppo melodico (sulla scia dei primi NOFX), accompagnato da liriche stupide e provocatorie che culminano nella revisione di Sid Vicious was innocent degli EXPLOITED. Se avete nostalgia di certe sonorità anni '90 e vi emozionate di fronte a poesie del calibro di "girls in bars they make me sick but i don't care if they suck my dick spend six buck on dollar night a prostitute for just one night she's just a fuck", allora questo dischetto potrebbe fare al caso vostro..

Guttermouth - Pot


Tracklist:

a1. Hopeless
a2. Just a fucking lounge version

b1. Pot
b2. Sid Vicious was innocent

Hopeless records
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11 agosto 2010

Kaos Rock - W.w.3 #1980

La grande truffa del rock'n'roll in Italia è passata anche da band come i Kaos Rock. I milanesi si sono formati alla fine degli anni '70 e dopo aver partecipato allo storico concerto in omaggio a Demetrio Stratos, hanno dato alle stampe due 7" e questo lp, tutti su Cramps records. Non so fino a che punto sinceri, i cinque Kaos Rock sembrano qui scimmiottare senza troppa originalità le pose e i suoni del punk rock straniero (soprattutto per volontà dell'opportunista Gianni Muciaccia, futuro compagno/produttore di Jo Squillo), risultando però parecchio legati a sonorità hard rock e blues. Autori di liriche scontate e talvolta controverse (Kekka maledetta), possono essere considerati la controparte vagamente "politicizzata" e meno new wave dei concittadini DECIBEL, anche per la presenza del chitarrista Luigi Schiavone, futuro socio di Ruggeri negli CHAMPAGNE MOLOTOV.
Non saranno proprio la mia tazza di tè preferita ma si fanno comunque ascoltare volentieri..Se invece siete dei loro fans potete trovare in giro la versione cd di questo album, da poco ristampata dalla stessa Cramps.

Kaos Rock - W.w.3


Tracklist:

a1. Metropoli
a2. Io sono normale
a3. Dimmi perché
a4. Il sole non nasce più
a5. Tu non m'ami pià
a6. Harrisburg/Metallo elettrico

b1. Kekka maledetta
b2. Policeman
b3. Trans
b4. Libertà di pensiero
b5. Non li voglio più
b6. Spingi spingi
b7. Sono solo
b8. W.w.3

Cramps records
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10 agosto 2010

King Bong - How I learned to stop worrying and love the bong #2008

Composto da soli 4 brani (guai a definirle semplici “canzoni”...), della durata complessiva di circa 45 minuti, registrato in maniera cruda e diretta, confezionato in modo quasi artigianale dalle loro stesse mani, pubblicizzato soltanto attraverso il passaparola cibernetico e una discreta attività live (purtroppo ancora troppo poco estesa per rispetto ai loro meriti), questo disco propone un interessante assalto psichedelico, che si esprime attraverso la sua forma più pura e viscerale: la jam.
Proprio questa concezione libera da schemi e strutture è la pietra di volta del sound dei King Bong: non c’è voce, non ci sono né ritornelli né strofe, ma si ritorna ad una forma musicale più antica, composta da giri di base su cui ogni musicista plasma la propria parte in armonia con gli altri, ritagliandosi così lo spazio per la propria creatività, prima immergendosi nel flusso sonoro del complesso e poi di volta in volta riemergendo nelle proprie parti soliste.
Altrettanto semplice è anche la costituzione del gruppo: un trio batteria basso chitarra amante degli alti volumi, delle distorsioni grasse ma anche di raffinatezze blues psichedeliche più pacate. I King Bong si esprimono dunque tramite i suoni e i volumi tipici dello stoner doom, ma la loro idea musicale trasmessa ha radici in una antica tradizione di stampo jazzistico. A ben vedere, considerarli una sorta di CREAM moderni dell’heavy psichedelia nostrana non è un’affermazione affatto ardita.

da Perkele.it

King Bong - All the pretty horses


Tracklist:

01. Wake and bake
02. One riff to rule them all
03. Zombules
04. All the pretty horses

Autoproduzione
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Myspace
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