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30 agosto 2009

Oxes - Oxxxes #2002

Vi consiglio caldamente questo secondo lavoro dei suddetti statunitensi strumentali senza basso. Già, perchè con due chitarre e una batteria, tutte magistralmente suonate, gli Oxes ci regalano quaranta minuti di orgasmi sonori difficilmente etichettabili. Dentro c'è di tutto: post punk (tanto), hardcore (suoni belli pestoni), psichedelia (q.b.), math rock (in abbondanza) e anche una spruzzatina di metallo. Il tutto eseguito con un'originalità sorprendente anche per chi è avvezzo ad ascolti simili. Tanti sono i riferimenti che vengono alla mente, tre in particolare: FUGAZI (ma và?), HELMET, DON CABALLERO.
E come non raccontare di quando i tre avevano provato, riuscendoci, a catturare l'attenzione dei media stampando la prima versione in vinile di questo album con una copertina a dir poco provocatoria: sul fronte e sul retro facevano bella mostra scene di libertinaggio e dissolutezza con protagonisti gli Oxes stessi seminudi. Bannata prontamente la cover (il disco veniva venduto in un sacchetto nero per oscurarla), i nostri non hanno impiegato molto a rispondere in maniera ancora più irriverente, mandando alle stampe l'ironica copertina che vedete sopra.
Io, fossi in voi, scaricherei al volo.

Oxes - Half half & half


Tracklist:

01. Boss Kitty
02. Half Half & Half
03. Kaz Hayashi '01
04. Chyna, Chyna, Chyna
05. Tony Baines
06. Take & Free Miami
07. Bees Won
08. Russia Is Here

Monitor records
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Myspace
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29 agosto 2009

Ban This! - Demo #2005

Primo demo autoprodotto per gli skate punkers più famosi di Bologna e dintorni. Qua sono ancora agli inizi e si sente. Poi smusseranno gli angoli, miglioreranno suoni e riffs, e diventeranno braverrimi. Comunque già con questa prima uscita i quattro dimostrano di saper frullare con abilità tutte o quasi le influenze della vecchia scuola hardcore californiana: ADOLESCENTS, BLACK FLAG, AGENT ORANGE etc etc. Ai ragazzi sembra riuscire tutto facile anche perchè provengono da gruppi già noti nel circuito andergraund (ED e SUMMER LEAGUE su tutti).
E poi fanno in fretta: 7 canzoni in 6 minuti. Proprio come piace a noi!

Ban This! - Ban they live


Tracklist:

01. Ban-tro
02. Another dead friendship
03. Ban they live
04. Sometimes I'd kill some
05. I fall apart
06. I love glam girls!
07. Chose the worse solution

Autoprodotto
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Myspace
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26 agosto 2009

Gozzilla & Le Tre Bambine Coi Baffi - Al bar dei leoni #2000

*POST SU RICHIESTA*
Prima prova su lunga distanza per i punx romani, già autori di qualche 7 pollici autoprodotto. I quattro definiscono la loro musica "100% Agro Punk", e la definizione è azzeccata. Punk lo sono, altro che, (a tratti anche hardcore e frequenti sono le incursioni nello ska-punk), quell'agro sta un po' per la zona di provenienza (agro pontino) e un po' per l'amore per lo sporco garage-blues e per il country rock. Nel disco anche due cover, una dei CORVI (gruppo rock italiano anni '60) e una degli SKIANTOS, più due canzoni dei MONKEY'S FACTORY, band punk/hc di cui facevano parte due quarti degli attuali Gozzilla. Divertenti, grezzi, sboccati, tutti aggettivi che calzano a pennello. Un disco piacevole, una fracca di canzoni per divertirsi e qualche volta anche per pensare (non troppo, però…). Sicuramente una delle migliori realtà italiane di street punk.

Dedication

Gozzilla & Le Tre Bambine Coi Baffi - Sono il più bastardo della città



Tracklist:

01. No comprar pan, compra dinamita
02. Mi hai proprio rotto i coglioni
03. Una lacrima (Datemi una lacrima per piangere - CORVI cover)
04. Sono il più bastardo della città
05. Ho sognato di morir stanotte
06. Skianto (Eptadone - SKIANTOS cover)
07. Mars attack
08. Rat Man
09. Vermi
10. Credere per non pensare
11. No comprar pan, compra dinamita (mix version)
12. Quando morirò
13. Il duello
14. A chi non beve birra dio neghi anche l'acqua
15. C'è un diavolo che balla nel mio caffè
16. In una notte come tante
17. Il gatto
18. Domenica sportiva - domenica violenta

Valium recordz
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24 agosto 2009

2+2=5 - Into the future #1984

Wikipedia insegna che 2+2=5 è lo sviluppo di una teoria volta a negare qualcosa di evidente e inconfutabile. La frase è stata utilizzata la prima volta in letteratura da George Orwell nel romanzo 1984. Qui da noi, invece, è stato il moniker adottato da una valida band post-punk agli inizi degli anni '80 che, oltre a questo lp, ha dato alle stampe solo un ep e un full length.
Fa bene l'enciclopedico Mutant Sounds a classificare il full length sotto la categoria minimal synth, perchè i due elementi citati ci sono tutti, ma non basta. I nostri connazionali infatti, ci danno dentro con giri di basso funkeggianti molto A CERTAIN RATIO e pause eteree à la COCTEAU TWINS, il tutto avvolto in una gelida atmosfera dark. Non manca qualche pezzo più elettrico (Meeting Mc. L) che completa il quadro delle sonorità offerte da questa enigmatica band italiana, capace di accogliere le principali influenze della wave estera di quel periodo.
Dunque, non fatevi scappare questo bel gruppetto-rarità tutto da riscoprire e da gustare. Peccato però non sapere nulla sui componenti (se non che uno di essi, probabilmente il fondatore, è tale Giacomo Spazio) e sulla loro provenienza. Ma d'altra parte, due più due non fa sempre quattro.

UPDATE

Grazie al prezioso commento di un anonimo lettore, sono riuscito a scoprire che i 2+2=5 sono lombardi, milanesi per la precisione, e che oltre all'album qua sotto hanno pubblicato un ep nel 1985 (Di cosa parliamo quando parliamo d'amore/odio) e un lp nel 1988 (Amazing stories).

UPDATE II

Un altro premuroso lettore, Alessandro, mi ha contattato per darmi qualche informazione in più sui 2+2=5 e mi ha detto che Giacomo Spazio, oltre a essere il cantante della band, è stato dj, grafico musicale, fondatore di una rivista (Vinile), nonchè produttore (con la Vox Pop). Inoltre ha militato nel gruppo anche Mauro Ermanno Giovanardi, futuro LA CRUS. Chicca finale, il buon Alessandro mi ha inviato 2 file pdf con le scansioni di una vecchia fanzine (VM) che produceva negli anni '80, nei quali troverete un'intervista ai 2+2=5 e la recensione dell'ep del 1985. E' tutto qui.

2+2=5 - Meeting Mc. L.


Tracklist:

a1. Without Words (Intro)
a2. Alternative Two2
a3. K. S. And V.
a4. Meeting Mc. L.

b1. Slow 4
b2. Jacho's Story
b3. It's A Good Day Today

b4. Last Sunset

No Name records
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23 agosto 2009

Cheerleaders Of The Apocalypse - Rock n' roll self destruction (7") #2002

Piccola chicca comprata a scatola chiusa a 10 centesimi di euro, sapendo già che con una copertina del genere non potevamo che essere sulla strada giusta. Loro sono sei tedeschi bastardi, che ci fracassano i timpani con otto minuti di devastanti assalti sonori nei quali mischiano efficacemente death metal, grind, thrash e post hardcore. Notevole anche la prova dietro ai microfoni dei due vocalist che ci intrattengono, uno con uno screaming metal abbastanza canonico, l'altro con un growl cavernicolo davvero pauroso.
Un inno al rock'n'roll piuttosto malsano e distruttivo per una band che, prima di questo loro ultimo sette pollici, aveva pubblicato solo un demo e uno split. L'enciclopedia dei vinyl collectors, Discogs (che ogni buon pretentious asshole dovrebbe consultare), ci informa di una curiosità: il 7" in questione doveva uscire come 6" (?) per la label Satan's Pimp, che però ha dato forfait per mancanza di liquidi..

Grind'n'roll self destruction!

Cheerleaders Of The Apocalypse - R n' roll self destruction


Tracklist:

a1. Dead Mind Activity
a2. Broken Hearted Bastard
a3. Single Bullet Cure
a4. Happy Ending Harlot

b1. R N'R Self Destruction
b2. The Wider The Eyes
b3. King Of Pain

Flowerviolence records
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Myspace
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22 agosto 2009

Strength Approach - The fall through my eyes (ep) #2003

Quinta pubblicazione, stavolta su miniCD, dei romani Strength Approach, ormai arcinoti nel circuito underground anche perchè attivi dal lontano 1996.
L'opener DIE! vede subito un'apparizione straordinaria da parte del cantante dei DIE!, appunto: ventidue secondi di follia ultraveloce ma al contempo anche squisitamente melodica. Seconda traccia: Open letter to the one i loved, che vede la partecipazione di una vocalist femminile; fondamentalmente song "mid-tempona" con cori melodici coinvolgenti di estrazione newyorkese e melodie graffianti.
Con Goodbye song la velocità e la violenza si accendono, tra aggressività old school e armonizzazioni che strizzano l'occhio quasi al metal - specialmente nel finale, dove compare il singer dei FACE THE FACT. Rip the flags è l'unico brano del mini-cd in cui gli Strength Approach si esibiscono da soli, e si pone come un perfetto riassunto delle intenzioni del lavoro tutto: potenza e melodia mescolate con cura, su una base di old school hardcore che non disdegna né radici grezze e incisive né sperimentazioni maggiormente introspettive ed emozionali.
E a proposito di emozionale, non poteva mancare una collaborazione con il cantante dei FRIDAY STAR nella title-track, bellissima ballata conclusiva.
Per gli amanti del genere questo cd è imperdibile, cinque tracce di singalong ininterrotto.

Dedication


Strength Approach - DIE!


Tracklist:

01. DIE!
02. Open letter to the one i loved
03. Goodbye song
04. Rip the flags
05. The fall through my eyes

Autoprodotto (?)
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Myspace
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20 agosto 2009

La Crisi - St #2005

Un'altra richiesta da accontentare ed ecco fatto: il primo full length della band milanese con il nome più sul pezzo del momento. Probabilmente più fresco ed efficace del loro pur meritevole ultimo lavoro, i quattro (tra i quali due ex-SOTTOPRESSIONE) sfornano quattordici brani veloci ed incazzati, molto vecchia scuola (do you remember NEGAZIONE?) ma anche un po' hardrockeggianti (soprattutto per quanto riguarda i suoni di chitarra). Riffoni supersonici, cantato acidello ma ficcante, liriche personali intrise di pessimismo. Certo, non inventano niente di nuovo, ma quello che fanno lo fanno bene e il dischetto in questione è una delle migliori uscite italiane degli ultimi anni.
Lunga vita a La Crisi!

La Crisi - Solo per me


Tracklist:

01. Decorso lento
02. Dov’è finito il coraggio
03. Non ci sono più
04. Proiezione ricorrente - di uno squarcio di possibile futuro
05. Niente da cantare
06. Un'altra volta uno sbaglio
07. Capolinea
08. Fino alla prossima volta
09. Solo per me
10. Niente di nuovo
11. Indelebile
12. Swingin’ London #2
13. Il dolore dell’attesa
14. Portatemi Dio (VASCO ROSSI cover - bonus track)

Hurry Up! records
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Myspace
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19 agosto 2009

Tsunami - Discografia

St (ep) #2004: I nostri Tsunami eseguono quattro brani di punk hardcore melodico e introspettivo di chiara matrice torinese, che comprende l'intensità di KINA e FRAMMENTI come pure cose un po' più dure e cadenzate. Tutto sommato, non male: raccomandato agli amanti di queste sonorità, ormai classiche. Nota speciale per la splendida e particolarissima confezione d.i.y. di cartoncino, che - come si dice di solito, ma è la verità - da sola vale l'intero prezzo.

Dedication

L'ingrato #2005: Dopo una marea di concerti, cambi di formazione e un ep alle spalle….sposati alla nobile causa del d.i.y. e appoggiati da ben 17 labels indipendenti, gli Tsunami fanno uscire il loro primo vero full length con quattordici tracce di puro punk hardcore in stile SKRUIGNERS con spunti alla WOPTIME e rimembranze appena percettibili di SOTTOPRESSIONE. Velocità, rabbia contro tutto e tutti, e l’aspirazione di poter esprimere il loro pensiero senza mai dover scendere a compromessi. Testi impegnati socialmente e politicamente, idee chiare e posizioni scomode. Hardcore riottoso, nel classico modo torinese.

Troublezine

Tsunami - Terso soffitto blu


St (ep) #2004

Tracklist:

01. ~
02. Piano inclinato
03. Enoma
04. Bene stare
Delitto perfetto (unreleased)

Dadadischi
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Myspace
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L'ingrato #2005

Tracklist:

01. Intro
02. Terso soffitto blu
03. Mostrometropoli
04. Delitto perfetto
05. Enoma
06. Tragico lieto fine
07. Adieu
08. Cicatrici
09. Wargames
10. Reality show
11. Apocalisse in salotto
12. Mercenari / Martiri
13. Due parole sul rispetto
14. L'ingrato

Dadadischi

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Myspace
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16 agosto 2009

Die!/Coloss - Split ep (7") #2005

Difficile rimanere calmi e tranquilli durante l'ascolto di uno split ep del genere: unite la furia di una band che dichiara il suo amore incondizionato per la vecchia scuola skate-core, e quella di un gruppo che ha pubblicato, prima di questo split, due album intitolati uno Play Fast, l'altro Die Hard. Il risultato non poteva essere più scontato: otto pezzi in meno di otto minuti, trascorsi allegramente tra riffoni fotonici, stop'n'go e urla belluine, manco fossimo negli anni '80 californiani. E nonostante l'approccio al genere sia interpretato in maniera personale dalle due band capitoline, più hardrockers i Die! più panc i Coloss, risulta impossibile preferire una faccia del vinile all'altra.
Allora, prima de pijarve sto disco, sappiate solo che i Die! si sono sciolti alla fine del 2007 mentre i tre Coloss, visti in primavera di spalla ai DISCHARGE, le suonano ancora di santa ragione.
Nati per essere veloci!

Coloss - Think before talking


Tracklist:

Shoeside (Die!)

a1. You give me a headache
a2. Gatecrashers
a3. Grown up, sinkin' down
a4. Time doesn't wait

Fingerside (Coloss)

b1. Think before talkin'
b2. Your turn
b3. Story teller
b4. You're not pleasant

Equality / Valium records
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Die! myspace
Coloss myspace
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13 agosto 2009

Ingegno - St #2004

Aspiranti eredi dei SOTTOPRESSIONE, gli Ingegno continuano la tradizione dell’hardcore cantato in italiano, e lo fanno con tutta la passione e la rabbia che questo genere necessita. La potenza e la frenesia sono quelle dell’hardcore anni '80, ma compaiono tra i brani anche elementi new school che vivacizzano l’ascolto delle nove tracce. Repentini cambi di ritmi si susseguono ben inseriti tra i riff di chitarra, talvolta di stampo metal, ma sono i cori che ristabiliscono la dimensione hardcore.
La rabbia affronta temi esistenziali con un occhio al sociale così come Illegittimità che denuncia la sete di potere. Per quasi mezz’ora, la velocità dei brani non lascia tregua, inondando con muri di chitarre particolarmente energici in brani come Il buio dentro e Il nostro tempo, e con l’impegno contro la non omologazione ampiamente dibattuto nei testi. Questi quattro ragazzi perugini presentano un hardcore senza compromessi e senza scadere nella banalità, confermando il valore che l’hardcore continua ad avere da vent’anni nel nostro paese.

Kronic

Ingegno - Il buio dentro


Tracklist:

01. Mosaico
02. Il buio dentro
03. La forza perduta
04. Volontà corrotta
05. Fragili illusioni
06. Niente è cambiato
07. Illeggitimità
08. Il nostro tempo
09. Le tue colpe

Hurry Up! records
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Myspace
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Adult. - Anxiety always #2003

Oscuri punk sintetici, gli Adult. rendono onore alla techno, ai suoni glitch e alla migliore cold wave del tempo che fu. Nulla da eccepire a questo loro secondo lavoro: i dieci capitoli che lo compongono sono tutti delle potenziali (anti)hit. Le coordinate rimangono quelle della loro produzione precedente e pur senza raggiungere la raffinata urgenza espressiva di Resuscitation riescono a sfornare 9 tracce (che una è l'intro) fottutamente danzerecce.
Provatelo e non rimarrete delusi.
Shake your head!

Adult. - Glue your eyelids together


Tracklist:

01. The Cold Call
02. Shake Your Head
03. Glue Your Eyelids Together
04. Blank-Eyed, Nose Bleed
05. Turn Your Back
06. People, You Can Confuse
07. Nothing Of The Kind
08. Nervous (Wreck)
09. We Know How To Have Fun
10. Kick In The Shin

Ersatz audio
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Myspace / Official website
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11 agosto 2009

The Hospitals - St #2003

Debut album per questo folle duo statunitense tutto batteria-chitarra più qualche urlo. Chitarre acidissime, ritmi schizofrenici, escursioni no wave, cantato ultradistorto che puzza un po' di CRAMPS e un po' di SUICIDE (dei quali coverizzano anche un brano): alla fine ne esce fuori un garage punk primitivo, tanto rumoroso quanto gradevole, che pesca a piene mani dal noise giapponese (BOREDOMS), da certa wave noiseggiante (DNA) e innamorata del blues in lo-fi (BIRTHDAY PARTY, THE SCIENTISTS).
Un ascolto magari non digeribilissimo ma che centra in pieno il bersaglio, nel tentativo di distruggere e poi ricostruire in pochi semplici pezzi il rock'n'roll, come già alcuni illustri predecessori avevano provato a fare.
Se poi le definizioni proprio non vi bastano, allora si può fare rientrare la musica dei due pazzi californiani nel neo-genere shitgaze, del quale scopro l'esistenza or ora.
They buzz just like bees do!

The Hospitals - Hazmat


Tracklist:

a1. Song 1
a2. Hazmat
a3. Freer
a4. Rock and roll is killing my life (SUICIDE)
a5. I say go

b1. Friends
b2. I'm invisible
b3. Again and again
b4. Don't panic
b5. We buzz just like bees do
b6. Missing my hands

In The Red recordings
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Myspace
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9 agosto 2009

Massimo Volume - Demo nero #1992

Posto su richiesta la prima registrazione in assoluto dei Massimo Volume, seminale band bolognese che ad inizio anni '90 sconvolse le orecchie e gli stomaci di parecchi italiani con un rock atipico, sperimentale, a tratti poetico. A stupire è soprattutto la personalissima accoppiata tra una sound sbilenco che ricorda molto da vicino il noise dei SONIC YOUTH o il primo post punk FUGAZIano (loro stessi dichiarano di ispirarsi alle due band menzionate) e il cantato-recitato del bassista-vocalist Emidio Clementi. E non basta, perchè le liriche sono qualcosa di mai sentito (o quasi) in un Italia allo sbando che di lì a poco avrebbe decretato, con un fitto lancio di monetine sopra la testa del porco pelato di turno, la fine della Prima Repubblica: Pance piene di birra / palle piene di blues / Aria malsana di stanze in affitto / Condensa che cola dai muri / Una massa di fanatici sporchi / con tagli di capelli assurdi / Vestiti che puzzano di fumo / Cinque caffè al giorno / Incubo, colpi alla porta che ti svegliano / Incubo, colpi alla porta che ti svegliano all'alba / Una sindrome di povertà / sindrome di povertà. A dimostrazione delle preoccupazioni politiche che animavano i quattro, rimane la loro partecipazione nelle storiche occupazioni di via del Pratello a Bologna nel periodo 1991-96, che saranno poi raccontate dallo stesso Clementi nel libro La notte del Pratello del 2001.
In seguito riusciranno a guadagnarsi l'attenzione e la stima di molti nella scena alternativa, grazie a lavori di alto livello, nei quali correggeranno sì il tiro e puliranno il suono, ma che dimostreranno sempre una bravura compositiva davvero rara e preziosa, tanto in Italia quanto all'estero. Per capire meglio, pensate che la produzione dell'album Da qui (1997) fu contesa fra l'ex VELVET UNDERGROUND John Cale e l'ex LOUNGE LIZARDS Steve Piccolo (per la cronaca sarà quest'ultimo a spuntarla).
Come tutte le favole che si rispettino ecco arrivare l'atteso happy-ending: nel 2008 la band si è ricomposta aprendo, in un piovoso pomeriggio torinese (12 luglio, Traffic Free Festival), i live di PATTI SMITH e AFTERHOURS. Ancora oggi continuano il loro tour e annunciano la pubblicazione del loro primo album dal vivo.
Orsù dunque, non esitate, e scaricatevi questa fantastica demotape (senza copertina proprio perchè circolava su una cassetta nera), che gli undici minuti abbondanti di cui è composta volano via che è un piacere.

Massimo Volume - Chi dorme nella mia testa


Tracklist:

01. Sindrome di povertà
02. Chi dorme nella mia testa
03. La processione della madonna dei porci
04. Ororo

Autoprodotta
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Unofficial website
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8 agosto 2009

Bikini Kill - Pussy whipped #1993

La cassetta Revolution Girl Style Now (1991) delle Bikini Kill inaugurò di fatto il "grrrrls movement". Il gruppo, formato nel febbraio 1991, e` la creatura di Kathleen Hanna (voce) e Tobi Vail (batteria), due grrrrls estremiste dell'Evergreen College di Olympia, vaginocentriche fino al punto da ritenere le lesbiche le uniche autentiche femministe. Hanna, in particolare, era un forza della natura, le sue esibizioni dal vivo ispirate da Poly Styrene degli X-RAY SPEX. Le Bikini Kill vennero riconosciute come le ideologhe del movimento e come tali vennero prese sul serio soprattutto le loro parole. Le musiche legittimizzarono comunque il rock come portavoce del movimento.
Sull'album Pussy Whipped la furia di Hanna e` incontenibile, ma il loro punk rock a testa bassa comincia a mostrare la corda, e le loro invettive tutte d'un fiato ("Yr alphabet is spelled with my blood" recita Blood One, "I'm a self-fulfilling porno queen" confessa Sugar) sono state disinnescate dai tempi. I riff truculenti ma di quarta mano delle loro sarabande di garage-rock stregonesco (Speed Heart e Hamster Baby sono forse i capolavori del disco) emotivamente contano meno della tristezza celata fra le strofe di girotondi demenziali come Alien She. Tutto sommato, questo disco appartiene alla generazione del punk-rock del 1977, sia in spirito sia in (crudo) sound.

Scaruffi

Bikini Kill - Magnet


Tracklist:

01. Blood One
02. Alien She
03. Magnet
04. Speed Heart
05. Lil' Red
06. Tell Me So
07. Sugar
08. Star Bellied Boy
09. Hamster Baby
10. Rebel Girl
11. Star Fish
12. For Tammy Rae

Kill Rock Stars
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6 agosto 2009

Memories Of Apocalypse - Bleeding through the past #2004

Band nata nel 2001 sotto il monicker Ashes Become Hope e scioltasi nel 2007, che ospitava ex membri di un'importante realtà hardcore italiana come i REPRISAL (già su Good Life recordings). Caratterizzati da una line-up folta, sei elementi con ben due cantanti di ruolo, il combo di base a Ravenna combina, con criterio ed inconfondibile spirito hardcore, elementi death di origine svedese (vedi AT THE GATES) ed echi thrash, tra iniziative melodico-emozionali piuttosto trascinanti e momenti di sulfurea pesantezza.
Ok, non sono i primi ad approntare una tale mistura, ma, tralasciando il fattore originalità, dobbiamo dare atto ai ragazzi romagnoli di essersi studiati molto bene la parte e di averla saputa interpretare come pochi oggi sono capaci di fare nello stivale.

Dedication


Memories Of Apocalypse - Juliet is dead


Tracklist:

01. Intro
02. Darkening my dreams
03. A prayer for a princess
04. In winter
05. Juliet is dead
06. To war (Prelude)
07. Unfaithful servant
08. Outro

Still Life records
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Myspace
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5 agosto 2009

Afraid! - Megaloklift #2009

Davvero bravi i veronesi Afraid!, che si erano già messi in mostra con le loro precedenti pubblicazioni (un ep, uno split e un album) e che ora ci regalano il migliore lavoro della loro produzione. Se non fosse per quel brano nel nostro idioma, nulla farebbe pensare all'origine italiota della band veneta che frulla, con un'originalità degna di nota, influenze post (punk e hardcore), passaggi screamo e derive psichedeliche, accompagnando il tutto con una spiccata sensibilità per ritornelli accattivanti e pseudo danzerecci (almeno nei pezzi più tirati). Ma non pensate agli imbarazzanti compromessi della dance-punk più becera, bensì a una versione lisergica e ruvida degli inimitabili AT THE DRIVE IN, unita ad una passione smodata per la wave, quella buona, degli anni '80. Un bel bassone pompato disegna giri ipnotici sui quali interviene la voce stridula e nervosa del cantante e un organetto d'altri tempi, che tuttavia si amalgama bene nel minestrone preparato dai cinque.
Uno dei migliori dischi dell'anno, consigliato per le vostre noisissime vacanze. Se poi volete anche ammirare che razza di artwork-capolavoro hanno fatto per l'edizione limitata del vinile in questione, allora guardatevi questo video.

Don't be afraid!

Afraid! - L'ago che succhia e sputa


Tracklist:

01. Goa
02. Psychogoa
03. Nirvana
04. Stellar life
05. Freak
06. Kava
07. Ha, ha
08. L'ago che succhia e sputa
09. Psycho
10. Odo eye wu
11. Megalöklift
12. Sin-ti

Holiday records
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3 agosto 2009

AA.VV. - Italian wave

Tracklist:

01. Gaznevada - A. perkins
02. Diaframma - Pioggia
03. Franti - Prete, croce, sedia, morte
04. Kaos Rock - La rapina
05. Luti Chroma - Metalandroiduomo
06. Rats - Bimba
07. Hiroshima Mon Amour - Fuga dall'eden
08. Massimo Volume - La processione della madonna dei porci
09. X Rated - Blockhead dance
10. Chrisma - Calling
11. Detonazione - I don't wanna be a frustrated one
12. Savage Republic - Ivory coast (live)
13. Il Giardino Violetto - L.iquid s.ensations d.isplay
14. Mercenary God - Burning generation
15. Jo Squillo Eletrix - L'asta
16. Officine Schwartz - Rambo
17. Rinf - Was besonders
18. Cccp - Spara jurij
19. Faust'O - Benvenuti fra i rifiuti
20. 2+2=5 - Kesä
21. Neon - Christ in spotlight
22. Not Moving - A wonderful night to die

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