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30 giugno 2009

Antianti - Il tappeto dava un tono all'ambiente #2006

AntiAnti, l'essere contro chi è contro, è il nome scelto da Dade, bassista dei Linea77, per il suo progetto - solista - culminato con la pubblicazione nel settembre 2006 de Il tappeto dava un tono all'ambiente il cui titolo è una citazione dal cult-movie dei fratelli Coen, Il grande Lebowski. Un disco di collaborazioni in cui l'hip-hop, l'hardcore radicale, l'approccio lo-fi, il folk e l'elettronica sono liberi di compenetrarsi, di perdersi e ritrovare la strada. Questo lavoro prende forma con Dade per poi sfaccettarsi e arricchirsi di sfumature grazie alla collaborazione di alcuni esponenti di spicco della scena emergente italiana, da Miss Violetta Beauregarde a Gionata dei Super Elastic Bubble Plastic, dai Cor Veleno passando per alcuni nomi noti al grande pubblico quali Samuel dei Subsonica, Caparezza e Fabri Fibra. Il risultato è un viaggio musicale nei nuovi suoni, a tratti schizofrenico, di certo mai scontato, che canzone dopo canzone ricompone l'immaginario musicale di Dade.

Metatron

Antianti - The old girl's spite (feat. Miss Violetta Beauregarde)


Tracklist:

01. Natale 2004
02. Live Fast Die Young
03. Camonchia pensa che questa tracklist sia controproducente
04. Picciotti della benavita (feat. Caparezza & Diegone)
05. A Unga A Unga
06. L’assassina (feat. Cor Veleno)
07. Ma è vero che vi siete sciolti?
08. The old girl’s spite (feat. Miss Violetta Beauregarde)
09. Him in me (feat. Gionata & Arturo Bandini)
10. C.B. loves electronic music
11. Pain (feat. Fabri Fibra & Diegone)
12. Il sassofonista su Vine street…
13. Spara(mi) (feat. Primo & NSG)
14. Tokai (feat. Samuel & Veronica)

Metatron
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Myspace
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27 giugno 2009

Deepwater - St #1993

Disco e band sono completamente ignorate dal world wide web e il genere in questione non è che sia tra i miei preferiti, per cui dirò giusto due cose. Trattasi infatti di quell'hardcore anni '90, molto cadenzato, che strizza l'occhio all'amata/odiata melodia ed è stato perciò ribattezzato emocore. Bisogna dire che i ragazzi di Philadelphia non sono male, ma alla lunga emerge la monotonia del cantato che penalizza una base strumentale tutt'altro che malvagia e fa risultare il tutto un po' angosciante. Ovviamente sono gusti personali e so che c'è chi apprezzerà sonorità del genere. Per cui, a voi la scelta.
Per la cronaca, vinile acquistato a dieci-centesimi-dieci di euro. In ogni caso, un affare.

Deepwater - Motions


Tracklist:

a1. Paper cut
a2. Numb
a3. Goodbye
a4. Motions

b1. Cycle
b2. In time
b3. Once
b4. Embers away

Break Even Point records
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23 giugno 2009

Derozer - 144 #1999

Difficile non provare simpatia per i vicentini Derozer, tra i primi in Italia a proporre un punk rock discretamente melodico che tentava di stare al passo coi tempi dettati dai colleghi californiani (per primi quelli della Lookout! records). Si formano nel '91 e nel '94 fanno uscire questo singolo autoprodotto (la mia è la ristampa su cd con qualche inedito in più) il quale, nonostante sia ancora acerbo sotto tutti i punti di vista, rivela le ottime potenzialità del gruppo e pone le basi per i fortunati sviluppi successivi (alcune delle aggiunte alla tracklist originale sono differenti versioni di brani già presenti in Alla nostra età del 1998 - che ripperò a breve). E' con la pubblicazione di questo 7" che la formazione si stabilizza nel power trio Sebi-Spasio-Mendez: con loro abbiamo avuto il piacere di condividere diversi pre e post concerti, che abbiamo trascorso fondamentalmente a bere birra, fare canne e dire cazzate. E Mendez si è dimostrato specialista in tutte e tre le categorie.
Capite bene che a contare non è qui la precisione esecutiva o la cifra stilistica della band, anche se nei lavori successivi la qualità dei brani andrà progressivamente migliorando, ma l'onestà e la schiettezza che contraddistingue da sempre i tre punkrockers veneti.
Purtroppo, dopo l'infortunio di Sebi nel 2003 e il forzato cambio di line-up, non sono stati più gli stessi, prova ne è il deludente Di nuovo in marcia dell'anno seguente. Più di un anno fa avevano annunciato una pausa a tempo indeterminato per la registrazione di un nuovo album, che tarda però ad arrivare. Speriamo di avere ancora delle occasioni per reincontrarli su qualche palco in giro per la penisola.
Punk rock veterans!

Derozer - Bomba


Tracklist:

01. 144
02. Nitroglicerina
03. Bomba
04. Kalifornia (bonus track)
05. Alla nostra età (bonus track)
06. Pubblicità (bonus track)
07. La bionda (bonus track)

Derotten records
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Myspace
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20 giugno 2009

LeTormenta - L'unico elemento #2004

Bravi ragazzi i forlivesi LeTormenta. Il loro impegno ambientalista e animalista si riflette nelle intelligenti e poetiche liriche che accompagnano le dodici tracce di questo che è il loro primo lavoro sulla lunga distanza. Musicalmente parlando, invece, i cinque sono difficili da inquadrare: il loro hardcore emozionale, incorpora elementi vecchia scuola, sfuriate grind mozzafiato e inserti di metal evoluto. Nonostante l'eterogeneità della proposta, il risultato finale è davvero apprezzabile e si distingue dalle centinaia di gruppuscoli tupa-tupa tutti uguali, per originalità e qualità sonora. Attivi anche e soprattutto sul campo, i nostri gravitavano, come gli amici CONTRASTO, attorno allo SQUAT AL CONFINO (FC), sgomberato un anno fa.
Earth grind!

LeTormenta - La luna


Tracklist:

01. Intro
02. Amore Nero
03. Il Ricordo
04. Fuoco e Tempesta
05. Speranza morta nel tempo
06. La Lettera
07. Le Urla
08. La Luna
09. Morire
10. Storia del Violino e della Rosa
11. Febbraio '94
12. L'unico elemento

Cospirazione D.I.Y.
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Official website
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17 giugno 2009

Surgical Penis Klinik - Meat processing section (7") #1980

Piccola ma ficcante deriva in territorio industriale per occuparci di quello che è, a mio parere, uno dei migliori 7" di tutto il periodo post punk. Che poi di post punk non è che ce ne sia più tanto, se non fosse per il primo e più accessibile brano del vinile, Mekano. Una traccia acida e metallica che si appoggia su giri ipnotici di basso e chitarra, resa tagliente da inserti rumoristici di origine sconosciuta. Slogun è invece una sorta di manifesto della band: una cassa ovattata martella in sottofondo ritmiche isteriche accompagnate da urla sovraeccitate, da una chitarra distorta all'inverosimile e da tutto il noise producibile nel 1980 con un sintentizzatore e delle macchinette rudimentali.
E fin qui la musica. Perchè se, come sarebbe giusto, vogliamo anche occuparci della filosofia che sta dietro il gruppo, bisognerebbe aprire non un capitolo, ma un blog intero a parte (qualcosina avevo già detto qua). Per il disco in questione i quattro decisero di trasformare il moniker SPK in Surgical Penis Klinik, ovvero Clinica Chirurgica del Pene (sì, quello in copertina è un pene umano "impalato come un kebab"), a dimostrazione della loro passione per immagini scabrose, violente e destabilizzanti, che formano però una mostra delle atrocità altamente significativa. Infatti, ciò non è altro che una reazione alle ferree e assurde logiche imposte dall'odierna società capitalistica (una "morte vivente"), velate da un'apparente facciata di perbenismo: "Molto di quello che facciamo è sporco, è lurido e noi viviamo in una società che finge di essere eccezionalmente pulita". Alla massificazione e mercificazione del corpo umano che "é diventato un manichino permeato di segni", è possibile rispondere soltanto con "l'esibizione di corpi intollerabili: mutati, deformati, malati, morti".
Vi basti ancora sapere che gli australiani "a San Francisco si distinsero mangiando il cervello dalla testa di una pecora (1981) e usando sul palco un vero lanciafiamme, dando fuoco involontariamente a uno spettatore (1982)".
Allora, se non siete rimasti turbati da queste premesse, non posso che rimandarvi al fondamentale Manuale di Cultura Industriale, nel quale potrete trovare maggiori informazioni su di loro e su tutti gli altri padri fondatori di quello che, più che un genere musicale, è stato (ed è?) una vera e propria filosofia. Ma attenzione, o resterete inorriditi, o quello che leggerete potrebbe cambiarvi la vita.
Per la cronaca, gli SPK hanno imboccato una poco gradita deriva dance dopo il 1983, per poi ritornare sulle coordinate originali all'inizio degli anni '90, mentre il loro leader Graeme Revell si è rivelato un iperprolifico compositore di soundtracks, che trovate elencate qua.
La migliore colonna sonora per i vostri peggiori incubi!

Surgical Penis Klinik - Mekano


Tracklist:

a1. Mekano

b1. Slogun

Industrial records
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16 giugno 2009

AA. VV. - Urlo! (7") #1995

Rara mini compilation della storica Vacation House, allegata alla vecchia fanzine/rivista URLO, fondata all'inizio degli anni '80 a Taranto. 6 gruppi e 6 pezzi che spaziano dall'hardcore-grunge dei palermitani Kali Yuga, all'hardcore evoluto dei romani Crunch (da non confondersi con gli omonimi torinesi), al rabbioso funk-core dei biellesi Sentence To Blunder, al punk rock sbarazzino dei Mondo Topless, passando per i Tupelo e la loro ruvida ma azzeccatissima cover di Yoo do right dei CAN. Chicca del dischetto la splendida Sentimento Altruista a firma Indigesti. Qualche click e fruscio del vinile, ma non troppi.
Record collectors are pretentious assholes!

Indigesti - Sentimento altruista


Tracklist:

a1. Kali Yuga - Tide
a2. Indigesti - Sentimento altruista
a3. Crunch - Flatline

b1. Tupelo - Yoo doo right (CAN)
b2. Sentence To Blunder - In the room...
b3. Mondo Topless - Kick her out

Vacation House records
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13 giugno 2009

Bugo - Dal lofai al cisei #2002

La notizia si era sparsa in poco tempo, anche se aveva dell'incredibile: il Bugo avrebbe registrato un album per la Universal. Uno dei più assurdi personaggi del panorama musicale italiano, capace di sfornare due album come La prima gratta e Sentimento Westernato, era stato assoldato dalla Universal, major tra le major. L'incontro poteva portare a due risultati: un appiattimento sul mainstream da parte del Bugo oppure un album pubblicizzato ma assolutamente non commerciabile. Logicamente la seconda è la soluzione esatta.
Distorto, dissonante, assolutamente low-fi, checchè ne voglia dire il geniale titolo, il Bugo cocciutamente ripropone i suoi temi fissi, i suoi giochi di parole, le sue ovvietà sconcertanti, come in Piede sulla merda. La musica è sempre un rock melodico molto anti-melodico. Il Bugo rasenta spesso la genialità, magari poco gentile, ma assolutamente imperdibile.
Pretendere che la gente si appassioni al Bugo o che canti a squarciagola le sue canzoni ai concerti è utopia, anzi è proprio ingiustizia; il mondo del Bugo è sgraziato, incostante, per molti assolutamente inutile e frivolo. Rumore allo stato puro, fastidio allo stato puro. Si, per molti è così: è così grave se dico di interessarmi poco a questi molti? Non pretendere e gustare in questi casi è forse meglio. A me basta essere consapevole che dal Bugo che cantava "Il cellulare è scarico, per le strade è il panico" a questo che gorgheggia "Se sei casalingo ami il fuoco del fornello come me" è passata pochissima luce.

Kalporz

Bugo - Portacenere


Tracklist:

01. Portacenere
02. Con il cuore nel culo
03. Piede sulla merda
04. La mia fiamma
05. Pasta al burro
06. Casalingo
07. Morbida scheggia
08. Milano tranquillità
09. Io mi rompo i coglioni
10. Nero arcobaleno
11. Fai la fila
12. [Ghost track]

Universal
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Myspace
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12 giugno 2009

Stiff Little Fingers - Back against the wall #2001

Raccolta essenziale ma non troppo del gruppo di Belfast, sul quale credo ci sia poco da raccontare. Essendo una compilation relativamente recente, nella parte finale è stato dato spazio alle ultime produzioni della band (97-99), decisamente altra cosa rispetto alla freschezza che ancora oggi conservano i brani pubblicati nel triennio 79-81. Le prime sedici tracce invece restituiscono in pieno la qualità del punk rock fingersiano, versione meno sofisticata di quello dei più famosi CLASH, capace di sfornare veri e propri inni di punk settantasettino (State of emergency, Breakout), ma anche gustose melodie wave di BUZZCOCKSiana memoria (No change). Comprese nel prezzo anche le non amatassime influenze reggae, che però l'abilità dei quattro riesce a rendere addirittura piacevoli (Wait and see, Safe as houses).
Roots, Radicals, Rockers And Reggae!

Stiff Little Fingers - No change


Tracklist:

01. State Of Emergency
02. White Noise
03. Breakout
04. Rough Trade
05. No More Of That
06. Wait And See (live)
07. I Don't Like You
08. No Change
09. Piccadilly Circus
10. Safe As Houses
11. Hits And Misses
12. Roots, Radicals, Rockers And Reggae (live)
13. Welcome To The Whole Week
14. Big City Night
15. Is That What You Fought The War For
16. Wont Be Told
17. (I Could Be) Happy Yesterday
18. Dead Of Night
19. Ever Changing Moral Stance
20. Hope Street
21. Half A Life Away
22. Last Train From The Wasteland

EMI
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7 giugno 2009

The Crime Gang Bang/Cgb - Discografia

Prima di tutto amici, i The Crime Gang Bang nascono ad Imperia nel 1987 attorno a quell'isola sociale alternativa che rispondeva al nome di Sobbalzo, per tentare di spezzare la noia e la monotonia che sicuramente anche allora regnava sovrana nell'estremo ponente ligure. In quell'anno registrano il loro primo lavoro: un sette pollici autoprodotto che merita di essere inserito a pieno titolo nella storia del punk hardcore italico. I testi riflettono i sentimenti di nichilismo e frustrazione che attraversavano i giovani punkers dell'epoca, senza tralasciare una componente più politicizzata che trova la sua massima espressione nella fantastica A Reagan. Musicalmente, invece, i quattro attingono a piene mani al suond già noto di band quali NEGAZIONE, INDIGESTI e PEGGIO PUNX, interpretando però con originalità quegli schemi.
L'attività live della band prosegue, con qualche cambio di formazione e numerose tappe all'estero, fino ai primi anni '90. Poi più nulla fino al 2002. Quell'anno infatti, a ridare nuova linfa al progetto, è l'arrivo di un duo calabro-siciliano d'eccezione: Enzo, già nelle fila di altri 1500 gruppi (tra cui GLACIAL FEAR e CORNFLAKES FREAKS), e Davide (ex CORNFLAKES FREAKS), rispettivamente batteria e voce, si uniscono ai due membri fondatori rimasti, Beck (chitarra) e Robi (basso), passando al semplice moniker Cgb.
Con questa formazione i nostri danno alle stampe due album (di cui uno dal vivo) e due ep, tutti validissimi. Balboa, nonostante paghi una registrazione alquanto primitiva (giustificata dalla scelta dell'autoproduzione più totale), è a mio giudizio l'episodio meglio riuscito: il giusto di mix di hardcore old school, melodia e testi politicizzati, condensato in 11 brani efficaci come chiodi nel cervello.
Sulla stessa scia anche gli ep successivi, I giorni della merla e Stanze, dove la qualità di registrazione si alza e nei quali si possono trovare dei piccoli capolavori di hardcore intelligente e mai scontato (Brucia su tutti). L'ultimo lavoro (che trovate qui) è invece un omaggio ai quei pochi, ma buoni, fans che hanno supportato la band negli anni: un live registrato nel 2008 a Imperia, più qualche altra storica traccia dal vivo riesumata da archivi impolverati.
Aspettando con ansia l'uscita del nuovo cd (Morte di un microfono), non posso che chiudere con le parole di Robi, che danno un senso a tutta sta pappardella e restituiscono alla band i meriti dovuti: "per quanto riguarda mettere roba in rete, a noi va benissimo, tanto la parola copyright non c'e' nel nostro vocabolario".
Brucia Imperia brucia!

Cgb - Brucia

Figli della rabbia, figli del dolore (7") #1988

Tracklist:

a1. Brusio
a2. Pazzo folle

b1. Figli della rabbia, figli del dolore
b2. Come posso sopravvivere
b3. A Reagan

Edizioni Storie Tese
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Cgb - Balboa #2002

Tracklist:

01. Così distante
02. Come posso sopravvivere
03. End
04. Nulla
05. Malattia di persecuzione
06. Fabbriche di morte
07. In fronte
08. Vita da sbirro
09. I tuoi occhi
10. Desideri repressi
11. Direzioni mutevoli

BBL records
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Cgb - I giorni della merla (ep) #2005

Tracklist:

01. Veleno
02. Brucia
03. Don Alosi
04. Guardando i(n) frantumi
05. Veloce
06. La foresta
07. La foresta (Vibes RMX)

Fortemente Indiziati records
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Stanze (ep) #2006

Tracklist:

01. Prevalenza di nero
02. Icaro
03. Scatole
04. Stanze
05. Tosca

Cospirazione D.I.Y.
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5 giugno 2009

Impact - 82-85 #1995

Negli anni '80, mentre l'Italia si trastullava con attentati ed eroina, nella piccola provincia ferrarese nascevano gli Impact, band destinata ad entrare nella storia del punk hardcore nostrano, nonostante nelle sue fila abbia militato anche Neffa. Questo lp antologico uscito per l'etichetta italo-serba EU'91 Serbian League (allora Glued Stamps), raccoglie tutte le pubblicazioni del quadriennio in questione (una demotape, uno split e un album) con l'aggiunta di qualche registrazione live. Se agli inizi le coordinate sonore del gruppo sono quelle di un punk hardcore stradaiolo e comprensibilmente grezzo, già nello split e poi definitivamente nel bellissimo e fondamentale Solo Odio, i nostri imboccano senza esitazioni la strada, allora poco battuta, dell'hardcore italico. Come nella migliore tradizione (WRETCHED, INDIGESTI, DECLINO) vengono unite, con un'originalità degna di nota, la velocità del primo hardcore californiano alla rabbia politicizzata dell'anarco punk più radicale.
Nel ringraziare lo sconosciuto ripper del vinile, vi avverto che, come sempre, la qualità della registrazione (soprattutto per quanto riguarda i primi lavori) è inversamente proporzionale all'urgenza espressiva della band.
Ma sono convinto che i veri fan passeranno sopra ai vari fruscii e clicks del caso.
Hardcore prime movers!

Impact - Delitto illegale


* Tracks 1-3 from the Demotape #1982
* Tracks 4, 12-13 recorded live November 1982
* Tracks 5-11 from the split with EU'S ARSE #1983
* Tracks 14-23 from the lp Solo Odio #1984


Tracklist:

01. Dio Salvi Vaticano
02. Alzati e Scuotiti
03. No Al Servizio Militare
04. Ambizioni
05. Polizia
06. Governo
07. Dolci Sensazioni
08. .....
09. La Lettera
10. Guistizia
11. Cadaveri
12. No Potere
13. Camici Bianchi
14. Non Puoi Giuducare
15. Morte Chimica
16. Processo Di Vita
17. Ribellione
18. EROI
19. Delitto Legale
20. Solo Odio
21. Sulla Loro Croce
22. La Vostra Violenza
23. L'Uomo Procede

Provinciattiva / Glued Stamps Records
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1 giugno 2009

Monotonix - Body language #2008

Solitamente ci si aspetta che Israele esporti armi, meglio se bombe al fosforo. Non è questo il caso dei Monotonix, rara eccezione che non fa altro che confermare la regola. Formatisi nel 2005, i tre sono riusciti a farsi bannare da quasi tutti i locali di Tel Aviv, guadagnandosi così l'attenzione del pubblico estero. Autori di show spericolati, selvaggi e blasfemi come pochi altri (guardatevi questa splendida gallery per capire meglio di cosa sto parlando), gli israeliani si sono anche inventati una nuova pratica di rock'n'roll estremo: il drum-surfing. Parlando di musica invece, i nostri si impegnano a svecchiare un genere trito e ritrito come il garage, levandogli il basso e aggiungendovi un certo gusto stoner per la scelta dei suoni. Evidenti, com'è prevedibile, sono anche le influenze hard rock e proto punk, che producono un risultato vicino a quello dei WHITE STRIPES più grezzi.
Davvero un ottimo lavoro, se si considera che è il loro primo sulla medio-lunga distanza (in tutto dura 25 minuti) e che il meglio lo danno sul palco.
The punk side of Israel!

Monotonix - Deadly weapon


Tracklist:

01. Lowest dive
02. Summers and autumns
03. Body language
04. Deadly weapon
05. No metal
06. On the road

Drag City records
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Aerosols - Discografia

Se non vi intimorite di fronte a una discografia, composta da tre ep, che dura meno di tredici minuti, gli Aerosols potrebbero essere il gruppo che fa per voi. Manco a dirlo, stiamo parlando di fastcore vecchia scuola, brenso (per delucidazioni sul significato del termine cliccarci su) e pieno di influenze thrash anni '80, da ascoltare preferibilmente in un ambiente piccolo, fumoso e pieno di gente scalmanata. Liriche politicizzate, riffoni supersonici e uno screaming disperato compongono la miscela esplosiva della band statunitense, condensata nelle 600 copie totali (200 ogni episodio) di questi tre ep. Comprensibilmente, la qualità dei brani va migliorando col passare degli anni, fino a raggiungere il suo apice nel terzo e ultimo sette pollici. Insomma trattasi di hardcore coi controcazzi pronto a sfigurarvi come un destro in pieno volto, corredato da una radicale attitudine do it yourself.
Live fast, die young!

Aerosols - Reagan was Reagan


1st ep (7") #2006


Tracklist:

01. Worthless
02. On the fence
03. Fuck the pavement
04. Sanitation
05. Cock history

Youth Attack records
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2nd ep (7") #2007


Tracklist:

01. Medicine
02. Nervous attack
03. Migraine vacation
04. On the floor
05. Breathing business
06. Suburban blight

Youth Attack records
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3rd ep (7") #2008


Tracklist:

01. National tragedy
02. Culture warrior
03. Freedom fucker
04. Reagan was Reagan
05. Sick of jock

Youth Attack records

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