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30 maggio 2009

BelliCosi - Live C.S.A. Murazzi (dvd) #2009

Chi c'era c'era, chi non c'era non c'era, verrebbe da dire. Già perchè alla (pen)ultima reunion dei compianti hardcorers torinesi BelliCosi è accorsa una marea di gente che ha riempito ogni centimentro del Centro Sociale Murazzi in riva al Po. Approfittando dei festeggiamenti per i quindici anni di una delle poche radio (veramente) libere d'Italia, Radio Blackout, la band decise di filmare tutte le note, le urla e il sudore che si sarebbero sprigionati in quella serata di giugno del 2008, per poi farne un bel dvd totalmente autoprodotto da vendere in benefit alla ridicola cifra di euro 8.
Sarebbero e sono ben spesi, se non fosse che la qualità audio della registrazione lascia proprio a desiderare, sfiorando i limiti dell'inascoltabilità. Peccato perchè il gruppo, complice anche un giustificato entusiasmo del pubblico e l'innata demenza di Sabino (alla voce), dà il meglio di sè, inanellando uno dopo l'altro, i piccoli, grandi capolavori della sua discografia.
Insomma, una ghiotta occasione per chi ha visto i torinesi dal vivo e ne conserva una buon ricordo, di rivederli sul palco un'ultima volta, più BelliCosi che mai. Per chi non li conosce, invece, sarà probabilmente solo uno show caotico e mal registrato.
Torino rock'n'roll starz!

Tracklist:

01 - Gli Anni Migliori
02 - Il Cacciatore
03 - Studio Sport
04 - Luce
05 - Millennio
06 - Io Non Sono Come Voi (Distruttore Cover)
07 - Anti
08 - Do Do Do Do Do
09 - Ta
10 - Einstein
11 - Today
12 - Questa E' La Mia Pelle
13 - Uomini Veri
14 - Il Mondo All'Ingiu'

Radio Blackout - Smartz records
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Myspace tribute / Official website
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27 maggio 2009

AA. VV. - Smash hits #2009

Tracklist:

01. Un Quarto Morto - Raschietto
02. Ed - Opposte visioni
03. Against Me! - Pints of guinness make you strong (live)
04. Red Worms' Farm - Jelly bean
05. Spizz Energi - Where's captain kirk?
06. John Woo - Met demon meets anarchy
07. The Manges - Zombie
08. Condense - 81
09. NonToccateMiranda - Intro (cable corp & n.t.m.)/control
10. Inferno - Waste-o-rama
11. Bones Brigade - No reason (minor threat)
12. James Chance & The Contortions - Dish it out
13. The Death Of Anna Karina - You are my cannibal
14. Cornflakes Freaks - Test your dick
15. Havoc - Volto
16. Wipers - D7
17. The Leeches - Fun is dead
18. Something Fierce - Teenage ruins
19. The Peawees - Road to rock 'n' roll
20. Descendents - Bikeage (live)
21. I Object! - 8 inches of crap, 7 inches of passion
22. La Crisi - Così ti piacciono le ossa
23. De Crew - Chalk people
24. Il Teatro Degli Orrori + Zu - Fallo!
25. Metal Boys - Colt 45
26. Dna - Not moving
27. OfflagaDiscoPax - Ventrale
28. The Horrors - Three decades
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24 maggio 2009

The Leeches - Eat the leeches #2008

"Food Fiiiiiight!!!": l'urlo di battaglia di John Belushi che apre "Reign In Food" sintetizza bene le intenzioni del secondo album dei comaschi Leeches: fare un gran casino, possibilmente divertendosi un mondo e spargendo cibo a volontà per tutta la stanza.
Se la tua storia è un punk'n'roll grezzo e colorato, questo è il disco per l'estate supersonica che stavi aspettando: con notevole sforzo aerobico i quattro comaschi (notoriamente sovrappeso) tessono inni adolescenziali da un minuto e mezzo o poco più, fondendo spensieratezza headbanging ad una strisciante apologia della sedentarietà (su tutti l'anthem anti-sportivo "No Sport" in odore di Dead Kennedys). Suoni grassi che trasudano sbarazzina adrenalina (sì, in "Reign In Food" prendono in giro gli Slayer a colpi di banane, salami e calamari), un'autoironica celebrazione dell'autodistruzione e tantissimi ritornelli pronti ad esploderti in faccia come bignè ripieni al cioccolato. Overdose di lipidi e saccaridi in arrivo per tutti... Bravi Leeches!

Live Fat, Die Young!

Rockit

The Leeches - No sport


Tracklist:

01. Just A Little Love
02. No Sport
03. Dead People Ate Dead
04. King Kong
05. Live Fat Die Young
06. Zombies Are Coming
07. Just A Bad Dream
08. Somebody Is Killing Me
09. Ant Music
10. Reign In Food
11. Hail! Hail! To R'n'R
12. Mirror Of My Love
13. Chop Chop II

Tre Accordi records
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Myspace
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22 maggio 2009

Gorilla - Too much for your heart #1999

Nonostante le mie orecchie digeriscano con estrema difficoltà i ritmi in levare, devo ammettere che questo disco degli ungheresi Gorilla lo ascolto sempre con estremo piacere. Si tratta di una mezz'ora abbondante di psychobilly di chiara derivazione punk, ben suonato, coinvolgente e danzereccio. Giocando un casino col delay e i riverberi, infatti, il furioso trio magiaro riesce a creare un'atmosfera calda e avvolgente, che viene alimentata da un sapiente contrabbasso, strapazzato con irriverenza per tutti i tredici brani dell'album, da riffs minimali, assoli rock'n'rolleggianti e dalla voce del tenebroso frontman.
Niente male per una piccola ma validissima realtà, che non ha niente da invidiare a colleghi dal nome più altisonante. Tra l'altro, hanno annunciato una reunion (o meglio resurrezione) per la primavera del 2009 con tanto di disco nuovo.
Rockers from the tombs!

Gorilla - Hotel Phantom


Tracklist:

01. Gorilla
02. Child in My Dream
03. Homeless
04. Gnome
05. Ghost Train
06. Stag-Beetle Invasion
07. Something's Wrong With My Radio
08. Psychotic Power
09. Hotel Fantom
10. Szóljon Hangusan Az Ének
11. One Way Alley
12. Coma
13. Too Much for Your Heart
14. Gorilla on Pori Jazz Festival 1973 (bonus track)

Crazy Love records
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Myspace
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21 maggio 2009

Rollins Band w/ Keith Morris - Black Flag set (live bootleg) #2003

Piccolo diversivo. E non mi sembra il caso di dover introdurre niente e nessuno.
Sappiate solo che, essendo un bootleg, la qualità audio non eccelle, pur rimanendo nei limiti della decenza. L'unica utilità che può avere questa registrazione è quella di ascoltare il meglio dei Black Flag lievemente accelerato e con suoni decisamente evoluti rispetto agli originali.
E vi sembra poco?
Per i fans e i curiosi.

Black Flag - TV party


Tracklist:

01. Intro by Keith Morris
02. Nervous Breakdown
03. I've Had It
04. Depression
05. Wasted
06. Keith speaks
07. No Values
08. Fix Me
09. Revenge
10. Gimme Gimme Gimme
11. Rise Above
12. Thirsty and Miserable
13. Clocked In
14. I've Heard it Before
15. American Waste
16. Henry Speaks
17. Jealous Again & Room 13
18. I Don't Care
19. TV Party
20. Can't Decide
21. Police Story
22. Six Pack
23. What I See
24. No More
25. Black Coffee
26. Slip It In
27. My War
28. Intermezzo Henry Talks
29. Damaged
30. Play free Bird?
31. Modern Man
32. Gimme Gimme Shock Treatment (RAMONES)
33. Sheena is a Punk Rocker (RAMONES)
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19 maggio 2009

The Secret - Luce #2004

E' bastato questo primo capitolo nella saga dei triestini The Secret, per capire le potenzialità mostruose della band. Se paragonato al secondo eccellente lavoro (Disintoxication, 2008), non si può non notare, per forza di cose, una minore cura del suono che però viene bilanciata dall'impatto devastante dei brani: veri assalti sonori al calor bianco, pronti a squarciarvi i timpani e scuotervi le ossa subito dopo avervi deliziati con fugaci intermezzi strumentali. Il binario è unico: il post-hardcore d'oltreoceano di scuola CONVERGE e NORMA JEAN. Tanta tecnica, quindi, accoppiata a una brutalità impressionante e a una voce pericolosamente vicina alla schizofrenia.
Tanto bravi che in Italia non se ne sono neanche accorti e questo primo album è stato prodotto da un'etichetta canadese...
Sconsigliato ai cardiopatici!

The Secret - Memento mori


Tracklist:

01. The Long Night Of Mademoiselle Victorine Lafourcade
02. Memento Mori
03. Close To Me, Inside My Heart
04. Fire Isn't Always Meant To Burn
05. The Last One
06. Segue
07. Pretty Girls Make Graves
08. Oslo

Goodfellow records
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Myspace
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17 maggio 2009

Sumo - La libera danza quotidiana #2002

I Sumo, nati nel 1999, provengono da quel sincero sottobosco bolognese, sempre più raro e osteggiato da mode, sindaci e cemento, che gravitava e gravita attorno a quelle generose quattro mura chiamate Atlantide (chi è passato di lì, se lo ricorderà di certo). Loro, legati a un certo modo di pensare/dire/fare tipico di anni passati, ci regalano otto brevi gemme di punk melodico anni '80, che devono moltissimo, se non tutto, alla lezione di predecessori importanti quali NEGAZIONE, KINA e FRAMMENTI. Scordatevi dunque le melodie edulcorate e caramellose che caratterizzano l'odierno punk mainstreaming. Qui si tratta d'altro. E allora largo a liriche personali, accordi emozionali, ritmiche incalzanti, urla e sudore, per formare un riuscito cocktail di hardcore, punk e melodia (...che il termine emo proprio non riesco a scriverlo). Il tutto in un'ottica rigorosamente d.i.y., lontana da qualsiasi compromesso o intento autocelebrativo.
Brava gente, insomma. In tutti i sensi.

Ah, questo è il loro esordio.
Bologna brucia!

Sumo - Ieri


Tracklist:

01. Surrogati
02. Mondo nuovo
03. La candela
04. Nessun vantaggio
05. -
06. Mai
07. Contraddizioni
08. Ieri

Nothing City
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Myspace / Official website
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15 maggio 2009

The Tripmakers - For monsters club (7") #1998

Rarità assoluta questo sette pollici dato alle stampe dai cagliaritani Tripmakers, per la concittadina For Monster records. Purtroppo non so nulla della carriera della band, e non mi resta quindi che descrivervi sommariamente la musica contenuta nei solchi in questione: a dispetto della bizzarra copertina, i nostri si producono in quattro tracce di garage rock'n'roll selvaggio e primitivo che non mancherà di scombussolare per benino i vostri assopiti neuroni. Con un perfetto approccio lo-fi, gli isolani incrociano psichedelia, grezze melodie dal retrogusto flower e una forsennata attitudine rocchenroll. Uno dei quattro brani è la cover di un pezzo del 1966 (Undecided), dei rockers australiani THE MASTERS APPRENTICE.
Per quanto riguarda la qualità della registrazione, invece, si poteva fare sicuramente meglio.
Garage monsters!

The Tripmakers - Dancing with Tura Satana


Tracklist:

a1. My week
a2. Looking around me

b1. Undecided (THE MASTERS APPRENTICE)
b2. Dancing with Tura Satana

For Monster records
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12 maggio 2009

Poster Children - Daisychain reaction #1992

Siccome non so nulla di questa band dell'Illinois, faccio un rissuntino dell'immancabile pagina di Wikipedia. Attivi nella scena underground dal 1987, danno alle stampe, prima della fine del decennio, un demo e un album, grazie ai quali riescono a catturare l'attenzione dell'altrettanto immancabile Steve Albini, già allora affermato musicista e talentuoso tecnico del suono. Sarà, infatti, proprio lui a produrre questo che è il loro terzo lavoro.
Quanto alla musica, i nostri si cimentano, con ottimi risultati, in quello che oggi sarebbe definito, senza esitazione, indie. Ma siccome a me sta parola sta proprio sul culo, proverò a dirvi qualcosina in più. Il loro post punk rockeggiante, mostra chiaramente di essere nato in un'epoca del mondo musicale caratterizzata da quell'imponente sbronza sonora chiamata grunge, differenziandosi però grazie a un raffinato gusto pop per le melodie, tipico invece di una certa wave anni '80. Ciò non toglie nulla alla potenza dei brani, immutata per tutti i dodici capitoli del disco, che raggiunge anzi vette inaspettate con alcuni episodi particolarmente riusciti [ho caricato apposta il video di If you see Kay - su Vimeo, perchè Iutub me lo rifutava (fuck WMG) - affinchè possiate apprezzare meglio il tutto].
Insomma, davvero niente male per un cd comprato a caso, all'allettante cifra di euri uno.
Provatelo!

Poster Children - Want it


Tracklist:

01. Dee
02. Cancer
03. If You See Kay
04. Love
05. Freedom Rock
06. Space Gun
07. Water
08. Want It
09. Carvers
10. Chain Reaction
11. Frustration
12. Where We Live

Sire records
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Myspace / Official website
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9 maggio 2009

Havoc - St #2004

Se fossero nati negli anni '80, gli HAVOC si sarebbero chiamati NERORGASMO. Ergo: se i NERORGASMO suonassero ancora si chiamerebbero HAVOC. Paragoni azzardati a parte, la band torinese, formatasi nel 1994 e giunta alla sua prima registrazione solo dieci anni dopo, si rifà clamorosamente, sia con la musica che con le parole, ai leggendari padrini di un punk che si credeva ormai morto.
E allora ecco venir fuori dalle casse un punk dark di qualità, intriso di liriche oscure e negative, frutto di una Torino che sembra non esserci più, eppure ancora viva in registrazioni come questa. Bandite dunque la spensieratezza e il punkforfun, nelle quindici tracce di questo album si rivivono atmosfere cupe e malate, forse non sincere quanto quelle raccontate dai precursori, ma supportate da sapienti accordi al gusto hardcore, da coinvolgenti ritmiche mid-tempo, e da una voce che calza a pennello con tutto ciò. A conferma di voler restare nel solco della tradizione precedente, geograficamente ben definita, ci sono le tre cover scelte, rispettivamente dei NERORGASMO, KOLLETTIVO e UP TO DATE.
Se a ciò si aggiunge un'ottima qualità di registrazione, allora il disco in questione diventa la colonna sonora ideale per le vostre giornate di noie e paranoie.
The dark side of punk!

Havoc - Volto


Tracklist:

01. Lamento represso
02. Confessione
03. Vicini e lontani
04. Passione nera (NERORGASMO, 1985)
05. Scintilla
06. Volto
07. Noia
08. Altrove
09. Voglio degenerare (UP TO DATE, 1995)
10. Cercando l'assurdo
11. Il segno dell'inizio, il segno della fine (KOLLETTIVO, 1983)
12. Sensi negati
13. Voci dal nulla
14. Un ultimo desiderio incompiuto
15. La paura mangia l'anima

El Paso, Zas, Spaghetti records
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Myspace
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5 maggio 2009

Laghetto - Pocapocalisse #2005

Introdotti da un uso finalmente dissennato del delay, tornano a far parlare di loro i Laghetto, sorta di mutazione Blondie-Ciccone, con forti venature Lauper e una saliva britneyiana. Ma evitiamo paragoni fuorvianti. Pocapocalisse, secondo album di questi tre anarchici architetti del suono, trasuda pura urgenza espressiva. Il vapore di un downtempo vaporoso, costellato da passaggi glitchy. Già dalle prime note di Avril Lavigne (contro la scena) si ascoltano porzioni di novità, boccate di aria nuova che stupiranno sicuramente chi è fermo a un recupero di un certo punk-funk ormai legnoso. Qui con sguardo lucido si sferrano assalti all'arma bianca e riff al fulmicotone da far tremare i vetri.
Un disco controverso, sì, che forse deluderà i fans della prima ora, ma sicuramente saprà affascinare chi non si fa imprigionare dal provincialismo di questa italietta tutta jazzettini e tristi cascami dixieland.
A evidenza di quanto detto sinora, la comparsa, negli episodi più riusciti, di un tappeto sonoro ottenuto mediante microfoni a contatto, e una traccia di percussioni e piante grasse incisa a gravità zero. Come in uno spettacolo multicolore orchestrato da un Don Lurio sotto acido, i Laghetto, nella quinta traccia, intessono sulle loro trame elettro-acustiche fitte recensioni stereotipate, per farsi finalmente beffa di una certa critica musicale facilona e riprendendo gli esperimenti stockhaunesiani di tanti anni fa...
da Amaritudinis (Il Mostro) I movimento
Post-hardcore à la Refused, noise e cinismo da Bologna.
La massa è pirla, non seguirla!

Laghetto - Avril Lavigne


Tracklist:

LATO A
01. Avril Lavigne
02. Il Conguaglio
03. Lebbra Is The Reason
04. Hey-Yeh (Palindrome Song)
LATO B – Amaritudinis (Il Mostro)
05. I Movimento- Adagio
06. II Movimento- Andante
07. III Movimento- Allegro
08. IV Movimento- Pocoallegro
LATO C
09. Per Un’Estinzione Umana Ecosostenibile
10. Robidalbosco Libero
11. Provo

Donnabavosa, Horrorvacui Theatre, Shove, Smartz records
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1 maggio 2009

Poison Idea - We must burn #1993

Questo è un album spettacolare! A mio avviso tra i migliori degli anni '90. Nonostante la loro iperprolifica carriera, gli statunitensi riuscirono a sintetizzare al meglio il loro background proprio nel disco che segnò la fine di un ciclo. Dopo la pubblicazione, infatti, la band si sciolse, per poi riunirsi cinque anni più tardi e sciogliersi definitivamente nel 2006 a seguito della prematura scomparsa di un membro fondatore.
La tracklist parte subito a manetta, sparando tre pallottole sonore cariche delle polveri piriche più disparate: hard rock, metal e punk rock, sapientemente miscelati. E ancora, senza mai essere tentati di skippare un brano: riffs al fulmicotone e assoli furiosi degni del più ispirato Angus Young. Il tutto eseguito con una perizia e una classe davvero fuori dal comune, se si considera la provenienza decisamente underground e l'originario istinto nichilista del progetto.

Inflammable material!

Poison Idea - Hard & cheap


Tracklist:

01. Don’t Ask Why
02. Hung Like a Savior
03. Hard and Cheap
04. Endless Blockades for the Pussyfooter
05. Not the Last
06. When I Say Stop
07. Foiled Again
08. Jessie’s Arms
09. Slum Lord
10. Stare at the Sun
11. Religion and Politics pt. 1

Tim/Kerr records
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